F1 | GP Arabia Saudita – Analisi telemetrica dell’incidente di Verstappen

Analizziamo l’incidente di Verstappen con i dati telemetrici e le conseguenze che può avere in vista del GP dell’Arabia Saudita

Verstappen appena sceso dall’auto – Credits: F1

Le qualifiche andate in scena nel tracciato di Jeddah hanno lasciato tutti con il fiato sospeso dalla prima all’ultima delle 27 curve. Essendo un cittadino molto veloce, nella maggior parte dei punti del circuito non vi era margine di errore. Quindi, il confine tra il giro perfetto e l’errore è stato più sottile che mai durante questa stagione. Con il mezzo che ha a disposizione, Max Verstappen stava riuscendo nel compito di lasciare alla storia del mondiale un giro di qualifica degno di essere ricordato. Tuttavia l’olandese ha commesso un piccolo errore che gli costa la pole position e una rimonta in vista del Gran Premio. Analizziamo quindi l’incidente di Verstappen in Arabia Saudita con i dati telemetrici di ProjectF1.

Analisi telemetrica

Telemetria dell’incidente di Verstappen – Credits: ProjectF1

Il confronto telemetrico realizzato da ProjectF1 mette in mostra i due giri lanciati di Verstappen (colore giallo il primo, fucsia il secondo) e la pole position di Lewis Hamilton (colore azzurro). I grafici rappresentano, rispettivamente dall’alto verso il basso, le velocità, i dati sull’acceleratore e i dati sul freno della parte di circuito che va dal 5° al 6° chilometro. Come si può facilmente intuire guardando l’andamento delle linee, all’altezza di circa 5400 metri troviamo la staccata riferita alla curva 27.

E’ interessante notare come nell’ultimo run, Verstappen, arrivi con una velocità considerevolmente superiore rispetto al primo tentativo. Questo richiede uno spazio maggiore di frenata e, infatti, Verstappen preme il pedale del freno in anticipo sia rispetto al suo primo giro che rispetto ad Hamilton. A questo punto inizia l’impostazione della curva ma ad una velocità che è ancora troppo elevata. Infatti l’olandese arriva lungo e va al bloccaggio. Guardando ai dati telemetrici si nota infatti che Verstappen tiene più a lungo il piede sul freno. Qui il #33 si trova fuori traiettoria e quindi sullo sporco e accelera due volte. La prima è di piccola intensità, mentre la seconda accelerazione è quella che lo fa scodare e sbattere contro le barriere.


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La frenata anticipata non basta

Un aspetto cruciale che in Formula 1 è sempre difficile da comprendere sono le gomme. Verstappen approccia curva 27 con una frenata anticipata sia rispetto ad Hamilton che rispetto al suo primo tentativo. Questo però non è sufficiente a garantirgli di arrivare alla percorrenza di curva con una velocità adeguata. L’olandese infatti è circa 15 km/h più veloce del #44 durante l’attraversamento di una riga bianca.

La spiegazione del motivo per cui nonostante abbia frenato prima non sia riuscito ad avere una velocità più bassa è da attribuire a più fattori. Dal punto di vista aerodinamico una vettura più scarica richiede spazi di frenata maggiori. In aggiunta, Verstappen sfrutta un pò di più il cordolo nel momento della frenata, quindi frena su una superficie che garantisce meno grip. Tuttavia, questi aspetti non giustificano completamente l’enorme gap di velocità tra i due.

Dal nostro punto di vista la gestione della gomma durante il giro ha giocato un ruolo fondamentale. Non escludiamo, infatti, che l’olandese abbia sfruttato di più la mescola Pirelli togliendo i primi strati di gomma, ossia quelli che garantiscono maggiori performance in termini di grip. Ulteriormente, una possibile differenza di temperature tra la gomma della RB16B e della W12 ha potuto contribuire in negativo sulla frenata dell’alfiere Red Bull. Un errore che potrebbe costare ancora più caro all’olandese se dovessero trovare dei problemi al cambio non facilmente analizzabili a monoposto ferme.


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