F1 | GP Arabia Saudita: Verstappen a caccia della pole con ala posteriore scarica?

Le qualifiche del GP dell’Arabia Saudita si avvicinano e Red Bull sembra aver scelto un’ala posteriore scarica per la macchina di Max Verstappen. Quali sono i pro ed i contro di questa scelta?

Verstappen Arabia Saudita ala posteriore
Max Verstappen in pista in Arabia Saudita – Credits: Red Bull Racing

Nel secondo appuntamento stagionale del mondiale di Formula 1, sembrano essere ancora Ferrari e Red Bull le scuderie protagoniste per accaparrarsi pole position e vittoria del Gran Premio. In particolare, Red Bull sembra aver scelto un’ala posteriore scarica sia per Verstappen che per Perez in vista delle qualifiche e della gara in Arabia Saudita. Quali sono i vantaggi e i possibili svantaggi di questa scelta?

Meno resistenza per una pista molto veloce

Verstappen Arabia Saudita ala posteriore
Configurazioni differenti per le due RB18 in Arabia Saudita – Credits: Albert Fabgrega

Il tracciato Saudita è stato pensato e realizzato per essere il circuito cittadino più veloce in assoluto nella storia della Formula 1. Di conseguenza, la corretta scelta degli assetti e delle specifiche aerodinamiche diventa fondamentale sia in ottica qualifca che in vista della gara. Durante le prime due sessioni di prove libere, il team austriaco ha provato configurazioni diverse per entrambi i piloti, scegliendo come soluzione definitiva quella provata con Perez. Si può notare dalla foto comparativa, come il main plain dell’ala montata da Verstappen presenti un cucchiaio più accentuato nella zona centrale. Inoltre, la sezione verticale dell’ala montata sulla #11 è minore. Questo si traduce in una minore resistenza all’avanzamento unito ad una minore downforce generata dall’ala posteriore. Inoltre, la specifica montata sull’auto di Perez in foto non presenta il flap di Gurney, elemento che invece Verstappen aveva sulla sua RB18 durante le FP3.


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Vantaggi e svantaggi

Utilizzare un’ala posteriore più scarica è segno di voler ridurre la resistenza all’avanzamento al fine di ottenere velocità maggiori in rettilineo. Tuttavia, questa soluzione garantisce un minor carico aerodinamico generato dall’ala posteriore che può causare difficoltà in fase di uscita dalle curve lente. Inoltre, utilizzare un assetto più scarico, induce un maggiore degrado delle gomme. In ottica gara, una soluzione con minor downforce potrebbe essere quindi sfavorevole per il team austriaco. Sarà dunque cruciale per i tecnici Red Bull la ricerca dell’assetto ottimale per ottenere la miglior performance in qualifica e garantire un consumo delle gomme non eccessivo durante la gara.

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