F1 | GP Australia 2018: l’analisi dei passi gara

Il primo gran premio stagionale è stato consegnato agli archivi. È dunque il momento di analizzare le prestazioni dei 10 team a Melbourne e capire meglio i valori in pista, tenendo considerazione degli eventi che hanno portato alla vittoria di Sebastian Vettel su Ferrari. Passo gara GP Australia

La corsa per la vittoria: Ferrari vicina, ma Mercedes più veloce

Nonostante il risultato nettamente a favore della Ferrari, non ci si deve illudere: la W09 Hybrid ha mantenuto un leggero vantaggio sulla SF71H. Analizzando i primi 18 passaggi, osserviamo come entrambe le macchine siano state in grado di scendere molto velocemente prima sull’1.29 e poi sull’1.28. Tuttavia, è Lewis Hamilton a fare la differenza e abbattere questi muri con più facilità, riuscendo in alcuni giri a ottenere guadagni sostanziosi su Kimi Raikkonen, i giri che gli consentono di aprire il gap a circa 3 secondi. Più alto il ritmo di Sebastian Vettel, impegnato a prendersi cura delle gomme per allungare lo stint. È poi lodevole il lavoro con UltraSoft usate del pilota tedesco, che riesce a mantenere un passo decisamente buono e minimizzare le perdite negli 8 passaggi aggiuntivi.

Red Bull bloccata da Haas

La strategia di Red Bull, iniziata già in Q2 con la scelta di qualificarsi su SuperSoft, rimane da verificare. La partenza ha posto infatti un’ottima Haas guidata da Magnussen in quarta posizione, costringendo Verstappen a seguirlo. Pochi giri dopo, anche Grosjean e Ricciardo si sono uniti alla festa, risultando in una Red Bull bloccata dal passo gara Haas, il migliore tra i team di centro gruppo, ma 1/1.5 secondi più lento del passo Mercedes/Ferrari (29 alto a confronto di 28 basso/medio). Una volta liberatasi dal team americano, la scuderia di Milton Keynes ha espresso la sua forza con Daniel Ricciardo, portandosi a ridosso di Raikkonen (nonché Hamilton e Vettel), mentre Max Verstappen rimaneva bloccato dietro a Fernando Alonso con qualche danno.


Centro gruppo molto vicino

Le premesse dei test si sono rivelate vere: la battaglia a metà schieramento quest’anno sarà spietata e con molti protagonisti al suo interno. Ha deluso la Toro Rosso durante l’appuntamento australiano, bloccata da problemi di affidabilità e da un ritmo trovato solo nel finale. Da McLaren a Force India il gruppo è stato molto vicino, ma l’Albert Park ha precluso molte opportunità di sorpasso, vista la sua natura semi-cittadina. La scuderia di Woking, insieme a Renault, arriverà in Bahrain tra le favorite subito dietro ad Haas.

Non si deve dare per battuta in partenza la Force India, protagonista di grandi sviluppi durante gli scorsi anni e capace di chiudere al quarto posto nel Campionato Costruttori 2017. Dietro a questo pacchetto di mischia, figura una lotta di fondo classifica tra Alfa Romeo Sauber e Williams, molto vicine sul passo gara. In questo primo round entrambe hanno portato una sola vettura al traguardo, ma il marchio del Biscione ha avuto la meglio grazie a un sorpasso (non mostrato dalle camere) del talento monegasco Charles Leclerc su Stroll.

 

Le P Zero 2018 hanno un degrado limitato

Un’altra conclusione che possiamo trarre dal primo Gran Premio stagionale è che, nonostante il lavoro svolto da Pirelli durante il 2017 per ammorbidire le mescole, questa generazione di vetture riesce ancora a spremere le coperture senza eccedere nel degrado. Esclusi Leclerc, Stroll e Hartley, tutti gli altri piloti hanno optato per una strategia a 1 sola sosta,;con una finestra di pit stop molto simile al GP svoltosi nel 2017. Oltre a ciò, quasi tutti i personal bests ottenuti dai piloti;(nonché il giro veloce assoluto di Ricciardo, 1.25.9) sono stati realizzati negli ultimi 8 giri della gara, consolidando la sensazione che il tentativo di aggiungere un grado di sfida per i team, aumentando il numero di soste previste, non sia riuscito del tutto in Australia. Verificheremo nuovamente il degrado gomma in Bahrain, pista notoriamente più aggressiva sui pneumatici.

In Bahrain con quali valori?

Come spesso ripetuto dagli esperti e dagli ingegneri, Albert Park è un tracciato anomalo, con caratteristiche ambientali e di layout decisamente particolari. Fra 2 settimane, a Sakhir, ci faremo un’idea molto più chiara sui valori delle scuderie e dove tutti si trovano. L’Australia ci lascia comunque in dote una prima spaccatura della griglia e un’indicazione generale sui punti di forza e le debolezze di tutti. L’8 aprile, quando i 5 semafori si spegneranno e il GP del Bahrain comincerà, dovremmo aspettarci una lotta serrata tra i 3 top team;(Ferrari, Mercedes e Red Bull), con Mercedes ancora avanti di qualche decimo.

A centro classifica potrebbe essere di nuovo Haas a guidare il gruppo,;seguita da Renault e McLaren, tenendo sotto controllo i possibili progressi di Force India (storicamente forte in Bahrain). Vedremo poi, in fondo allo schieramento, chi emergerà in cima alla sfida tra Toro;Rosso, in difficoltà dopo dei test molto positivi, Alfa Romeo Sauber e una Williams sempre più in caduta libera.