Formula 1

F1 | GP Australia 2024, anteprima Pirelli – Debutta la C5 nella gara Down Under

Nel GP d’Australia, terza prova del mondiale di F1, la Pirelli porta al debutto la mescola C5, la più morbida dell’intera gamma di pneumatici per la stagione 2024.

La casa milanese ha scelto di essere aggressiva per la gara di Melbourne. Nel GP d’Australia, vedremo infatti in azione i tre compound più teneri degli pneumatici Pirelli P Zero di F1 per la stagione 2024, ossia C3, C4 e C5. Le mescole saranno quindi uno step più morbido rispetto ad un anno fa, quando, in quel di Melbourne, vennero portate C2, C3 e C4.

Esteban Ocon fu uno dei tre piloti ad aver compiuto oltre 50 giri con un set di gomme a mescola C2 – Credits: XPB

Il gommista italiano ha ben ponderato tale scelta dopo quanto successo nella caotica gara della passata stagione. Infatti, ben 10 piloti effettuarono uno stint di 47 giri con un set di gomme di C2, mentre in tre addirittura varcarono la soglia delle 50 tornate.

Il circuito dell’Albert Park è poco severo sulle gomme, tant’è che nelle ultime stagioni si è assistito a gare con strategie piuttosto scontate. I piloti arrivavano infatti facilmente alla bandiera a scacchi effettuando un’unica sosta ai box. La scelta di portare le coperture più morbide aggiunge una buona dose di imprevedibilità, aprendo alla possibilità di assistere ad una corsa con due pit stop.

Nella terza gara dell’anno, fa dunque il suo esordio la mescola più morbida dell’intera gamma, ossia la C5. In verità, i team hanno potuto avere un approccio con tale compound durante i tre giorni di test prestagionali in Bahrain. Il circuito di Sakhir, molto abrasivo, non è però minimamente adatto per la C5. Infatti, soltanto quattro team (Ferrari, Mercedes, Williams e Sauber) l’hanno selezionata, effettuando tra l’altro pochissimi giri.

L’edizione 2024 non sarà però la prima per la C5 nel GP d’Australia. La Pirelli portò tale mescola già nel 2022, anno d’esordio delle gomme da 18 pollici, quando però decise di optare per il salto di mescola, accompagnandola quindi alla C2 e alla C3. Alla fine, però, tutti scartarono la C5 in gara e portarono a termine la corsa con una sola sosta, passando dalla C3 alla C2 o viceversa.


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Parlando un po’ della storia di Melbourne in F1, il circuito dell’Albert Park ha debuttato in F1 nel 1996 in sostituzione di Adelaide, sede delle prime 11 edizioni del GP d’Australia. Il layout della pista è rimasto intatto fino al 2019. Dopo che le edizioni 2020 e 2021 furono cancellate a causa del Covid-19, il circuito si è rifatto il look per il ritorno in calendario nel 2022.

Le ultime edizioni con il vecchio layout furono infatti avare di sorpassi e si decise così di modificarlo per aumentare lo spettacolo. Le lunghezza del tracciato venne così portata da 5,302 km agli attuali 5,278 km e le curve ridotte da 16 a 14.

La modifica principale riguardò l’eliminazione della chicane Clark-Fittipaldi, creando così un lungo rettilineo e una nuova zona DRS. Quello di Melbourne è infatti l’unico circuito in calendario che presenta ben 4 zone in cui è possibile attivare l’ala mobile.

Altre modifiche minori, ma non per questo meno importati, hanno riguardato l’addolcimento di diverse curve piuttosto spigolose. Tutto va a vantaggio della vita delle gomme posteriori, meno stressate in fase di trazione, come si può anche notare dalle grafiche in basso fornite dalla stessa Pirelli. I team hanno così anche leggermente rivisto i propri assetti, spostando il bilanciamento verso l’anteriore in modo da avere un ingresso in curva più preciso.

Per concludere, la casa milanese fornisce anche l’angolo di camber massimo e la pressione minima degli pneumatici da fermo. Questi rappresentano parametri di sicurezza che le vetture sono obbligate a rispettare.

Pirelli F1 Australia 2024
Credits: Pirelli

[Credits immagine di copertina: Red Bull]


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