F1 | GP Austria, anteprima – AlphaTauri: “Affronteremo questa stagione concentrandoci una gara alla volta”

Duecentodiciassette giorni dopo l’ultima bandiera a scacchi, la Formula 1 è finalmente pronta a partire: i semafori si spegneranno sul circuito di Spielberg, che sarà teatro di battaglia per ben due weekend di fila. I piloti della neonata Scuderia AlphaTauri, Daniil Kvyat e Pierre Gasly, hanno raccontato il loro periodo di quarantena dei mesi precedenti il quale ha rafforzato ancor di più la voglia di calarsi nell’abitacolo, nonostante il forte senso di smarrimento che il Coronavirus – tra le tante conseguenze – ha causato. anteprima gp austria alphatauri

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Foto Scuderia AlphaTauri

Dopo duecentodiciassette giorni dall’ultima bandiera a scacchi, il campionato di Formula 1 è finalmente pronto a partire. Tutti i membri appartenenti al Circus dovranno seguire un attento protocollo di sicurezza il quale avrà il compito di prevenire e contenere qualsiasi problema – inerente alla pandemia di Coronovirus – che potrebbe verificarsi. Quello del 2020 sarà un campionato unico reso ancor più singolare dalla totale assenza dei fans sulle tribune, fattore che squadre e piloti hanno sempre ritenuto fondamentale. anteprima gp austria alphatauri

I semafori si spegneranno al Red Bull Ring tra pochi giorni: il circuito austriaco di proprietà della Red Bull sarà teatro di battaglia per i prossimi due weekend. I piloti della neonata Scuderia AlphaTauri (ex Toro Rosso), Daniil Kvyat e Pierre Gasly, approcciano questo primo impegno con trepidazione poichè gli unici dati a disposizione sono quelli dei test invernali di Barcellona, troppo distanti per avere in Austria un quadro ben definito. Pertanto, la Scuderia italiana pone come obiettivo quello di concentrarsi una gara alla volta, anche in virtù di un calendario che sarà in continuo divenire in base all’evoluzione della pandemia nel mondo.

Daniil Kvyat anteprima gp austria alphatauri

“Dopo l’annullamento della gara di Melbourne, volevo solamente tornare a casa il più rapidamente possibile, perché quello è il posto ideale in cui stare in certe situazioni. Appena tornato è partito il lockdown, quindi ho passato la quarantena nel mio appartamento a Monaco. È stato un periodo diverso dal solito nel quale abbiamo cercato di adattarci e trovare cose diverse da fare, incluso un po’ di sport: l’importante era non rimanere seduti senza far nulla. Certi aspetti non sono stati così male e ho anche dormito un po’ più del solito! Dopo un po’, però, è diventato abbastanza monotono. È stato il periodo più lungo senza guidare una macchina da corsa da quando ero rimasto fermo un anno dalla F1, in quell’occasione avevo già fatto esperienza di una lunga pausa.”

Quando all’inizio di maggio hanno riaperto le piste di kart, mi ci sono fiondato. È stato bello poter guidare di nuovo. Ho girato tanto, sia per divertimento che per mantenere viva la memoria muscolare. Durante il lockdown sono rimasto in contatto con Mattia, il mio ingegnere di gara. Ho un piccolo simulatore a casa e insieme a lui abbiamo fatto delle prove di qualifica. Eravamo collegati tramite un iPad che tenevo accanto a me e lui mi parlava come se stessimo affrontando una prova reale. In quel momento, era il massimo che si potesse fare. So che molti altri piloti di F1 si sono dilettati con il sim racing, ma devo dire che non è proprio nelle mie corde, perché non è come guidare una macchina vera. Al momento, non sono potuto andare in Regno Unito per poter utilizzare il vero simulatore del team, a causa delle restrizioni in atto, quindi vedremo come si evolverà la situazione nelle prossime settimane.”

“Per quel che riguarda le corse, affronteremo questa stagione concentrandoci una gara alla volta. Correrò dove mi verrà detto di farlo, perché confidiamo nelle persone che gestiscono questo sport che hanno lavorato sodo e ritengono si possa fare tutto in sicurezza, sia per noi che per chi ci sta vicino. Siamo in buone mani, speriamo non ci siano sorprese.”

“Nel nostro recente filming day abbiamo lavorato indossando sempre le mascherine e direi che è qualcosa a cui ci si abitua piuttosto rapidamente, proprio come quando è stato introdotto l’Halo. Ci si abitua dopo poche ore. Una cosa a cui dovremo abituarci, invece, sarà l’assenza dei fan. Farà uno strano effetto vedere le tribune vuote, il pubblico è un elemento importante di questo sport e ci mancherà.”

Riguardo al resto, è difficile fare previsioni. In termini di dati a cui far riferimento, abbiamo solo quelli acquisiti lo scorso inverno a Barcellona. Arriveremo in Austria con un buon piano per affrontare il Red Bull Ring e poi si vedrà. È una pista che mi piace, con un layout old-school e con tante curve veloci. Mi è sempre piaciuto correre lì. Resteremo in Austria per un po’, faremo due gare in successione: è un bel posto dove stare e potremo dedicare un po’ di tempo all’allenamento all’aria aperta.”

Pierre Gasly

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Foto Scuderia AlphaTauri

“Dopo la cancellazione dell’Australia, sono andato a Dubai dove mi sarei comunque fermato prima di andare in Bahrain per la seconda gara. Pensavo di passare due o tre giorni lì per vedere come si sarebbe evoluta la situazione. Nel frattempo, in Italia sono stati chiusi gli aeroporti e quindi non potevo più tornare. Non volevo andare in Francia e mettere potenzialmente a rischio la mia famiglia, dopo tutti i voli che avevo preso. Così, ho deciso di rimanere a Dubai con il mio trainer e abbiamo effettivamente trasformato il lockdown in un training camp di due mesi. Le restrizioni a Dubai erano praticamente identiche all’Europa e per uscire dall’appartamento servivano guanti e mascherina.”

Sono tornato in Francia a metà maggio e mi ha fatto uno strano effetto vedere l’aeroporto di Dubai quasi deserto, senza nessun volo diretto per la Francia e così sono atterrato a Francoforte. Era tutto in ritardo, così ho perso il mio treno e ho finito per guidare per sette ore prima di poter arrivare a casa! È stato bello poter passare un po’ di tempo con la mia famiglia, perché di solito non capita spesso durante l’anno. Non ero mai rimasto fermo così a lungo, né trascorrevo due mesi nello stesso posto da quando avevo circa dieci anni.”

Mentre ero a Dubai, probabilmente mi sono allenato per 58 giorni su 60, quindi sono nella miglior forma fisica della mia vita e sono davvero migliorato. Ho trascorso un po’ di tempo a giocare online con alcuni amici e ho deciso di migliorare il mio italiano, prendendo lezioni online. Mi sono anche portato avanti per ottenere la patente nautica per la mia barca, oltre a girare in kart e giocare a golf. Quando sono tornato a casa in Francia ho continuato con il kart e ho preso parte alle gare virtuali di F1 e Le Mans, un’esperienza fantastica e davvero divertente.

Mi sono tenuto costantemente in contatto con la squadra e parlavo con Franz e con il mio ingegnere ogni settimana. Infine, ho guidato di nuovo una vera monoposto di Formula 1 a Imola per il filming day, girando prima con l’auto 2018 e poi con quella di quest’anno. È stato incredibile farlo a Imola, una delle mie piste preferite: lì ho corso l’ultima volta nel 2012. Ero felicissimo.”

Mi sono mancate le corse, l’adrenalina, la competizione e la velocità. È grandioso poter ricominciare. Sarà molto impegnativo, faremo quasi una gara a settimana, quindi è un momento particolarmente elettrizzante. Peccato per l’assenza dei fan nelle prime gare, ma ritengo che sia importante iniziare il prima possibile la stagione e occorre farlo nel modo più sicuro. Spero che le cose possano migliorare nei prossimi mesi.”

Confido nel fatto che tutti i requisiti di sicurezza siano messi in atto. Ci saranno molte restrizioni su come potremo muoverci e interagire con le persone. Non sarà semplice e prenderemo tutte le precauzioni del caso. Per noi piloti, una volta in macchina, sembrerà tutto normale. È fuori che le cose sono un po’ più complicate.

 

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Mariangela Picillo

Studentessa di ingegneria meccanica. Da grande vorrei fare del motorsport la mia vita quotidiana.