F1 | GP Bahrain – Analisi Passo Gara: Ferrari-Red Bull, la differenza è minima!

La nuova era della F1 è iniziata con il GP del Bahrain: Ferrari e Red Bull davanti, con la sfida del degrado degli pneumatici, Mercedes rincorre, ecco i valori in campo nel passo gara

Il GP del Bahrain ha aperto ufficialmente la nuova era della Formula 1, finalmente senza più “nascondini”, sandbagging e altri condizionamenti, e abbiamo la prima immagine delle prestazioni della griglia. Sarà un campionato lunghissimo, con 22 gare ancora da svolgere, e con una grande curva di sviluppo per tutte le squadre, per cui essere veloci in Bahrain, come per la Ferrari, ritornata protagonista con una splendida doppietta e la vittoria di Charles Leclerc, e per Red Bull, degna rivale della Rossa con Max Verstappen, significa essere solo partiti meglio degli altri.

Il passo gara del GP del Bahrain evidenzia come i nuovi regolamenti, come previsto, non hanno certo compattato le prestazioni, con la distanza tra i primi e gli ultimi non troppo diversa dallo scorso anno, come vedremo. Iniziamo quindi con questa rapida carrellata di tutto il gruppo, prima di concentrarci sulla lotta Ferrari-Red Bull.

F1 | GP Bahrain – Analisi Gara: Ferrari e Red Bull molto vicine, problemi per Mercedes

Ferrari – Red Bull davanti, Mercedes a 7 decimi

Non si nascondevano in Mercedes, per una buona volta: la W13 di Brackley è stata mediamente 7 decimi più lenta con Lewis Hamilton, prima della Safety Car finale, soffrendo ancor di più al diminuire del carburante. Russell ha patito un distacco di oltre un secondo, essendo stato risucchiato dietro a Magnussen al via, e patendo comunque di più di Hamilton nel resto della gara. Il problema con il porpoising, non ancora risolto, ha portato Mercedes ad alzare l’altezza da terra. Ma facendo ciò, la deportanza è diminuita, compensando con alettoni con maggiore angolo d’attacco, ma patendo minori velocità di punta.

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Il duello Ferrari-Red Bull, Leclerc-Verstappen ha infiammato questa gara, e questi rilevamenti ci mostrano sì una ottima F1-75, migliore leggermente della RB18, ma anche come la Red Bull sia davvero tanto vicina alla Rossa: con questi distacchi ogni minimo difetto di preparazione e ogni errore conta, e sarà davvero una sfida di nervi e di sviluppo tecnico tra Maranello e Milton Keynes, e conteranno tantissimo i piloti, come abbiamo visto con l’attesa sfida tra Leclerc e Verstappen. Vedremo subito dalla prossima settimana a Jedda le capacità di adattamento delle due auto a una pista decisamente diversa.

Per Ferrari c’è certamente un vantaggio nella gestione delle gomme, forte anche della capacità di poter caricare di più le ali e di una migliore potenza ed erogazione del motore. Red Bull d’altra parte è sovrappeso, e sembra soffrire molto nella gestione dei freni. Ovviamente, come abbiamo visto, l’affidabilità è stata preoccupante per Red Bull, con due ritiri a cui si somma la MGU-K di Gasly in fiamme. Se, come si dice, il problema non è causato dalla pompa del carburante, un componente standard da quest’anno, ma dalle eccessive temperature, questo potrebbe essere uno svantaggio per la RB18, costretta ad aprire di più le pance “compatte”.

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Il nuovo midfield: Haas, Alfa Romeo, Alpine e Alpha Tauri nella sfida per il 7° posto

La gioia e l’emozione tra Guenther Steiner e Kevin Magnussen al termine del GP sono state certamente catartiche per chi ha assistito a due anni orribili per la squadra americana, con tutta la convulsione dell’ultimo mese per i noti eventi in Ucraina. Kevin Magnussen, che due settimane fa era destinato al programma Hypercar, e avrebbe dovuto correre in IMSA questo weekend sulla Cadillac che poi ha vinto la 12 ore di Sebring, è tornato, con una splendida prestazione al netto di alcuni bloccaggi, e il gusto di tenere dietro Russell per qualche giro.

Haas, Alpine, Alfa Romeo e Alpha Tauri sono per ora il nuovo midfield, le 4 squadre in lotta per il 7° posto, e sarà una sfida comunque senza esclusione di colpi, perchè se la squadra B di Ferrari sembra avere un certo vantaggio, con una media a 1,5 secondi da Leclerc, Alfa Romeo con Bottas e Zhou ha mostrato un grande potenziale al netto della pessima partenza, mentre Gasly è stato in grado di rivaleggiare con il danese, al netto di un peggior 3° stint. Tsunoda pure ha effettuato una bella gara, rimanendo vicino al passo del compagno e mostrando di aver sbloccato di più il suo potenziale.

Alpine non ha certamente completato “El Plan” per ora, ma chissà che non possa recuperare. Intanto però sono a 2 decimi con Ocon e 4 con Alonso, un gap importante, ma non colmabile dal setup nelle prossime gare. Per lottare con Ferrari, Red Bull e Mercedes… c’è tempo.

Il campionato dei clienti Mercedes: un inizio disastroso per McLaren, Williams e Aston Martin gp bahrain passo gara

Ohibò, cosa è capitato? Tutti pensavamo che almeno Williams e McLaren avrebbero avuto se non una macchina vicina a Red Bull e Ferrari, almeno una macchina da quarta forza nel mondiale. La realtà è invece un duro risveglio, e non è evidentemente un problema di sola Power Unit. Sia che Mercedes sia davvero indietro, sia che che abbiano tenuto le mappature basse avendo comunque una macchina per ora inferiore, il gap dei motorizzati Mercedes è tutto dovuto alle loro auto, con tanti, tantissimi problemi.

Nessuna delusione è più grossa di quella McLaren: uno sconsolato Norris ha addirittura commentato in radio “Mercedes ha 100 punti di downforce in più di noi”,  un dislivello in termini di coefficiente di deportanza che è facilmente oltre 2 secondi. I freni sono stati un problema nei test, ma con la nuova specifica, decisamente più ingombrante e raffazzonata sembrano non aver dato grossi problemi di raffreddamento. AMuS riporta invece grossi problemi di raffreddamento per le componenti interne, specie in scia a un’altra vettura. Il duo McLaren è stato l’unico a partire sulle Medie, una scelta che non ha pagato, con Norris poi costretto anche a un lunghissimo stint sulle Hard, una strategia sbagliata.

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Aston Martin ha dovuto iniziare senza Vettel, con Stroll che si è rifatto alla domenica rispetto a Nico Hulkenberg, in netta difficoltà sul passo gara. Le voci dal team non sono incoraggianti, con 0,75 s persi per via del porpoising e una macchina che manca di carico e ha troppa resistenza all’avanzamento. Si attende la versione B, già in galleria del vento, per un’auto che comunque ha mostrato il passo più interessante di questo trio.

WIlliams si ritrova in fondo al gruppo, con una certa mancanza di carico aerodinamico, e quindi il passo peggiore della griglia.

La lotta Ferrari-Red Bull

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Passiamo dunque al piatto forte, la sfida Ferrari-Red Bull, con questi grafici ridotti ai primi 6 e divisi nei quattro stint. Il grafico in alto invece ci consente di apprezzare i giri “lenti” all’inzio di ogni stint, per non “bruciare” subito il set, cosa di cui si è molto lamentato Verstappen perchè gli hanno impedito di recuperare Leclerc nei suoi Undercut.

 

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Primo stint

Partenza per tutti sulle Soft, con il solo Leclerc che opta per gomme nuove in partenza. E’ uno stint molto breve per tutti, con un degrado gomme molto accentuato: quasi 2 secondi tra i tempi migliori e peggiori per Leclerc, mentre va peggio a Sainz, Perez, rimasto dietro a Hamilton, e il campione Mercedes, che è il primo a fermarsi 12 giri dopo il via. Verstappen eguaglia i migliori tempi di Leclerc, ma nella sua gestione gomme e carburante spinta deve spostarsi sul passo dell’1.39 prima del monegasco.

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Verstappen ha adesso il vantaggio delle Soft nuove, e lo sfrutta tutto in un fantastico outlap, girando in 1.36,9 per riprendere Leclerc. Ci riesce, con Charles rimasto quasi senza batteria dopo aver speso tutto nel giro di rientro, e avendo ricaricato solo al 50% nei box. Ma il sorpasso del campione in carica non risulta decisivo, con Leclerc che ingaggia la lotta per tre giri che abbiamo visto. Alla fine Verstappen tenta una manovra eccessiva in curva 1, e va al bloccaggio, con il raffreddamento freni punto debole della RB18 come abbiamo visto. Dopodichè la Red Bull sembra avere più degrado, e il tyre cliff arriva prima per Max. Perez intanto ha un magnifico stint sulle Medie, e avvicina Sainz, segnando anche il giro veloce. Anche il messicano però sembra avere più degrado malgrado la mescola più dura.

Per Mercedes, passato il difficile primo stint, il secondo stint è invero peggiore. Hamilton, monta le Hard, gomma non di facile utilizzo in questa gara, non ha più la scia di Sainz a cui si era attaccato nei primi giri, e perde più di 7 decimi al giro. Russell ritorna quasi sui tempi di Hamilton, ma la sua mediana resta peggiore.

Terzo stint

La gara si avvicina al suo climax. Leclerc, Verstappen e Sainz montano le medie, Perez ha soft usate.

Questa volta Verstappen non riesce ad avvicinarsi a Leclerc, complice un gap maggiore prima delle soste, e anche il gran lavoro dei meccanici Ferrari: alla prima sosta avevano perso 2 decimi (3.14 Leclerc – 2.92 Verstappen), questa volta rifilano 5 decimi ai rivali (2.54 – 3.08).

Ancora una volta Perez ottiene il miglior giro dello stint, mentre Verstappen soffre di più il degrado, perdendo terreno alla fine dello stint. Il suo ultimo giro completo prima della sosta è 1.37,8, contro 1,37,0 per Leclerc. La Ferrari punta alle due soste, strategia che in realtà solo Schumacher ha perseguito, cambiando però le sue medie per sfot usate al 35° giro.

Il muretto Red Bull decide quindi di fare una scelta diversa per mettere pressione alla Ferrari, che a questo punto è inattaccabile.

Stint torrido in casa Mercedes, che al diminuire del peso sembra andare peggio, con Hamilton che ha le medie, ma con più giri rispetto ai 4 davanti, mentre Russell si avvicina al compagno, ma non  ne eguaglia i tempi migliori malgrado gomme più fresche.

What If? Il tentativo Red Bull di rimonta con Verstappen gp bahrain passo gara

Red Bull opta quindi per le 3 soste, sperando nel degrado gomme Ferrari. Il muretto rosso richiama Sainz per coprirlo su Perez, giustamente considerando che Verstappen avrebbe comunque passato Sainz, e quindi coprendo lo spagnolo. Rimane però scoperto Leclerc, una scelta condivisa con il ferrarista, mostrando una certa convizione nelle proprie capacità

Verstappen avrebbe dovuto tenere un passo di circa 2/s al giro più veloce per recuperare in 13 giri i 25.457 s di svantaggio, e poi cercare il sorpasso. Aveva iniziato con un giro 1,7 s più veloce, e estrapolando linearmente i due passi gara, prendendo come riferimento per Verstappen lo stint sulle medie, non sembra che l’olandese fosse in grado di mantenere un passo sufficiente, anche se sarebbe stato molto vicino alla fine. Serviranno molte altre gare per scoprire il comportamento delle mescole Pirelli, e accertarsi di ciò. Di sicuro, come ha detto un commentatore, una Safety Car verso la fine della gara avrebbe permesso a Verstappen di passare Leclerc, se si fermava ai box, o di farlo in pista con gomme nuove, e sarà un fattore da valutare a Jedda con queste strategie a 2/3 soste e il forte degrado della gamma Pirelli.

Quarto stint gp bahrain passo gara

 

 

Nel quarto stint Leclerc, con gomme soft usate, am con meno giri di Verstappen, ne ha di più e segna subito il giro veloce, mentre il n°1 deve difendersi da Sainz, e poi ai problemi allo sterzo causati da un errore ai box, che ha storto il braccetto, si sommano alcuni guasti ancora non spiegati, e Verstappen è costretto al ritiro. Perez comunque non regge il ritmo di Sainz, e ha anche lui problemi tecnici, con Hamilton che va all’attacco, e ha fortuna quando Perez si gira all’ultimo giro, con la macchina spenta. Il ritmo delle Mercedes rimane comunque a 1 s da Leclerc in questo mini-stint a secco di carburante.

I grafici della gara gp bahrain passo gara

 

 

Verso Jedda

Il GP dell’Arabia Saudita è un’altra sfida: sempre in notturna, ma le mescole saranno C2/3/4, anzichè le C1/2/3 del Bahrain. Inoltre abbiamo molte curve veloci e alcune chicane e tornati, uno sforzo medio per i freni, minore di quello del Bahrain.

In un circuito cittadino, rischioso viste le altissime velocità di punta, sarà importante l’efficienza aerodinamica e la potenza del motore, nonchè le capacità di simulazione in una pista senza tanti dati pregressi e vedremo quindi l’evolversi della sfida Ferrari-Red Bull, e anche le capacità Mercedes, e l’evoluzione della sfida a centro gruppo.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.