F1 | GP Bahrain – I track limits della discordia di curva 4

Il primo Gran Premio della stagione ci ha fatto sicuramente divertire. Purtroppo, però, la gara è stata macchiata dalla confusione, facilmente evitabile, che si è creata a causa dei track limits. Ripercorriamo tutta la vicenda.

Gp Bahrain track limits
Credits: Charniaux / XPB Images

Le incomprensioni sui track limits nel GP del Bahrain sono sorte nel corso della gara per poi culminare nel momento del sorpasso. Ma andiamo con ordine.

La Race Direction aveva stabilito prima del weekend alcune regole riguardo i track limits di curva 4. Per le prove libere e le qualifiche era stato infatti stabilito che “un tempo sul giro ottenuto andando oltre il cordolo rosso e bianco sarà annullato dai commissari”, come si legge nella nota ufficiale di Michael Masi.

Riguardo alla gara, invece, le regole decise erano diverse. “I limiti della pista all’uscita di curva 4 non saranno monitorati per quanto riguarda l’impostazione del tempo sul giro, poiché i limiti definitivi sono l’erba artificiale e la ghiaia”, si legge sempre nella nota.

A seguire, viene aggiunto però che “in tutti i casi, durante la gara, si ricorda ai piloti quanto previsto dall’articolo 27.3 del regolamento sportivo”.

GP Bahrain track limits
Race Director’s Event Notes Version 2

L’articolo 27.3 dice che “I piloti devono fare ogni ragionevole sforzo per utilizzare la pista e non possono lasciarla senza un giustificato motivo. I piloti saranno giudicati per aver lasciato la pista se nessuna parte della vettura rimane a contatto con essa. A scanso di equivoci, le linee bianche che definiscono i bordi della pista sono considerate parte di essa, ma i cordoli no. Nel caso in cui un conducente lasci la pista può rientrare solo quando è sicuro farlo e senza ottenere alcun vantaggio. A discrezione assoluta del direttore di gara, può essere data [al pilota] la possibilità di riprendere la posizione che aveva prima di lasciare la pista”.

Da queste disposizioni si potrebbe quindi dedurre che, in gara, era sempre consentito andare oltre i limiti della curva, tranne che per concludere un sorpasso.

Gli eventi del GP

Arriviamo agli eventi della gara. Nel corso del 37° giro succede una cosa singolare. Il muretto box comunica ad Hamilton di non superare più la linea bianca in curva 4 perché altrimenti sarebbero arrivate sanzioni. Il britannico, che fino a quel momento era andato oltre il cordolo della curva in ben 29 (!) tornate, come anche altri piloti, risponde dicendo che era convinto che non ci fossero track limits.

Ma questo cambio nell’interpretazione dei limiti di curva 4 non è stato del tutto casuale: pochi giri prima, infatti, Horner dice a Verstappen di eccedere pure quel limite come continuano a fare Hamilton e altri, per guadagnare qualche istante prezioso, “finché non ci dicono di non farlo”. Verstappen rimane sorpreso, dicendosi convinto, al contrario di Hamilton, che non si potesse fare.

E ora, arriviamo al sorpasso. Dopo un efficace inseguimento, Verstappen passa Hamilton nel corso del 53° giro proprio all’esterno della famigerata curva 4, andando con tutte e quattro le ruote oltre il cordolo. Poche curve dopo però, l’olandese, su richiesta del muretto, deve cedere la posizione per evitare la penalità. Horner ha poi chiarito che l’indicazione di lasciare passare Hamilton è arrivata direttamente dalla direzione gara.

Negli ultimi 3 giri Max, complice anche l’aver raccolto lo sporco nella parte non gommata di pista per lasciar sfilare Hamilton, non riesce più ad attaccarlo.

Le parole di Masi, direttore di gara

Alla luce di tutto questo, la prima questione che salta all’occhio è il cambio di interpretazione dei limiti di curva 4 a gara in corso. Gli stessi Hamilton e Verstappen, nonché Toto Wolff, nel post gara si sono detti molto confusi dai cambi regolamentari avvenuti mentre stavano correndo. Questa accusa viene però respinta dallo stesso Michael Masi.

“Non è vero che le regole sono cambiate. Avevamo due persone che guardavano ogni macchina in quella zona ad ogni giro. Tutti stavano facendo quello che pensavamo: occasionalmente le auto andavano larghe ma nessuno lo faceva in modo costante. Poi abbiamo notato che Hamilton è andato troppe volte e in modo troppo pronunciato oltre i limiti e per questo lo abbiamo segnalato alla squadra”.

Come detto, Hamilton è andato largo 29 volte nei primi 37 giri. Se è vero che Lewis stava andando oltre le regole stabilite, la segnalazione pare come minimo tardiva.

“Durante le riunione coi piloti e nelle note è stato detto molto chiaramente che i limiti della pista non sarebbero stati monitorati per quanto riguarda l’impostazione del tempo sul giro durante la gara, ma che sarebbero stati controllati in conformità con il regolamento sportivo dato che non si deve ottenere un vantaggio duraturo”, continua Masi.

Alcune stime fatte da Red Bull hanno evidenziato come Lewis, andando largo più volte, abbia guadagnato complessivamente 6 secondi.

Sul sorpasso

“Quello che è stato detto al meeting è che se un sorpasso fosse avvenuto con la macchina fuori pista e la posizione non fosse stata resa, sarei andato dalla squadra a suggerire di ridare la posizione, che è quello che ho fatto”, conferma Masi.

“Se la squadra avesse scelto di non restituire la posizione” – come avrebbe preferito Verstappen – “la questione sarebbe stata deferita agli steward e avrebbero preso una penalità di 5 o 10 secondi”, conclude.

Le conclusioni

Le incongruenze di questa vicenda sono state molteplici. Se era concesso andare oltre i limiti di curva 4, come si evince dalle note ufficiali, perché dal 37° giro viene cambiata la regola? E se invece non era consentito farlo, perché Hamilton non è stato penalizzato ma è stato solamente avvisato dopo ben 29 volte che andava largo?

In questa gran confusione, la cosa certa è che la scarsa chiarezza delle regole rimane un grave problema per il nostro sport. Se si pensa che gli stessi piloti non hanno capito quasi nulla delle regole sui track limits, ci si rende conto di come la Race Direction abbia gestito oggettivamente male questa situazione.

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Nicola Fedeli

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Grande appassionato di F1 e MotoGP da parecchi anni.