F1 | GP Baku – Sintesi gara: Perez vince una gara pazza. Ritiro di Verstappen, Hamilton 15°.

Sergio Perez vince una gara interminabile; il messicano conquista il secondo successo della carriera. 2° posto per uno straordinario Sebastian Vettel che torna sul podio. A completare il podio Gasly. Ritiro per Verstappen mentre era in testa, Hamilton 15°. Sintesi GP Baku

Sintesi GP Baku

Partenza e primi giri del GP di Baku

GP di Baku che sta per prendere il via con i piloti che sono schierati in griglia. Charles Leclerc è davanti a tutti, con Hamilton e Verstappen alle calcagna.  Allo spegnimento dei semafori, il poleman Leclerc parte bene e si tiene la prima posizione. Hamilton si accoda, così come Vestappen. Super partenza di Sergio Perez, che passa prima Sainz in curva 2 e poi Gasly alla curva successiva. Il messicano è ora in quarta posizione. Qualche contatto nelle retrovie tra Mazepin e Stroll, con il russo che è costretto a rientrare ai box. Sintesi GP Baku

All’inizio del terzo giro Hamilton, approfittando della velocità della sua Mercedes, passa Leclerc sul rettilineo e si prende la leadership della gara; il monegasco tenta la risposta, ma senza successo. Mentre Verstappen tenta l’attacco su Leclerc, Ocon si ritira. Il #31 dell’Alpine accusa perdita di potenza e si ferma ai box. Dopo 5 giri i primi 4 sono racchiusi in meno di 3 secondi. Leclerc, all’inseguimento di Hamilton commette un piccolo errore in uscita di curva 16 e perde il DRS. Ne approfitta subito Verstappen, che sul rettilineo si prende la seconda posizione. Al giro successivo anche Perez passa il monegasco, che sembra stia iniziando ad andare in sofferenza con la sua SF21.

Credits: F1.com

Il valzer dei pit stop

Si fermano Leclerc e Tsunoda al 10° giro; i due rientrano rispettivamente in decima e dodicesima posizione. Si ferma un giro dopo anche Carlos Sainz, che rientra in undicesima posizione, appena dietro Raikkonen. Lo spagnolo, però, commette un errore nel giro out e va lungo in curva 8; gara da ricostruire per lui. Pit stop per Gasly che rientra davanti a Leclerc. Sosta nello stesso giro per il leader della gara Lewis Hamilton, ma il pit stop è leggermente più lungo del previsto. Red Bull decide quindi di far fermare subito Verstappen. La strategia si rivela vincente,  infatti l’olandese torna in pista davanti al rivale. Dopo ottimi tempi rientra anche Perez; il messicano esce appena davanti alla Mercedes. Grandissima strategia della scuderia austriaca, che mette entrambe le vetture davanti ad Hamilton. Gli unici in pista che dopo 15 giri ancora non si sono fermati sono le due Aston Martin con Sebastian Vettel che, al momento, è leader del gran premio. Il 4 volte campione del mondo si ferma solo al 19° giro, rientrando in settima posizione, dietro Leclerc.

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Primo ingresso della Safety Car. Stroll, che botto!

Sainz, che stava impazzendo dietro Giovinazzi, riesce a superarlo solo al 24° giro con un gran bel sorpasso, prendendosi la tredicesima posizione. Ancora non si è fermato Stroll, in quarta posizione: il canadese, che è partito con le Hard, riesce a mantenere un ottimo ritmo. Così come Sainz prima, anche Hamilton sta impazzendo dietro Sergio Perez, autore fin qui di una fantastica gara. Anonima per ora l’altra Mercedes, quella di Bottas, in decima posizione. Mentre la situazione sembrava abbastanza congelata, Lance Stroll, che ancora non si era fermato, finisce nel muro. Incidente che ad occhio sembrava abbastanza strano dato che l’incidente è avvenuto in pieno rettilineo. I replay fanno luce sull’accaduto. A 280 km/h cede la posteriore destra, forse per un detrito in pista, e la AMR21 impatta violentemente contro il muro. Fa quindi il suo ingresso la Safety Car.

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Colpo di scena incredibile

Alla ripartenza le Red Bull rimangono in testa, con Hamilton che segue. Leclerc perde il momento dello stacco e viene passato da un fantastico Sebastian Vettel. Il 4 volte campione del mondo sorpassa anche Gasly sul rettilineo, e si prende la quarta posizione. Hamilton tenta l’attacco su Perez, mentre Bottas viene sorpassato dalle due Alfa Romeo e scende addirittura in 14°. Ennesimo weekend da dimenticare per il finlandese. Giro veloce per Hamilton (1:44.769), che però non riesce a tentare il sorpasso. Non ci sta ovviamente il leader Verstappen, che toglie all’inglese anche il gusto del giro più veloce, fermando il cronometro sull’1:44.481.

A 5 giri dalla bandiera a scacchi, quando tutto sembrava già scritto, avviene il clamoroso colpo di scena che stravolge tutto. Max Verstappen, il leader del gran premio, si ritira. Stessa dinamica dell’incidente di Stroll; la posteriore sinistra cede, perde il controllo della sua RB16B e finisce nel muro, proprio sulla linea del traguardo. Disperato l’olandese che sfoga la sua rabbia dando a calci la gomma che si è forata; sapeva di avere la vittoria praticamente tra le mani. I commissari intanto sventolano la bandiera rossa e la gara viene stoppata, a 3 giri dalla fine.

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Ultimi due giri del GP di Baku

Dopo 20 minuti circa arriva la decisione della FIA. La gara ripartirà in modalità standing start, quindi con i piloti che si piazzeranno in griglia. Davanti a tutti partirà Perez, seguito da Hamilton e da un fantastico Vettel. Al secondo spegnimento dei semafori Perez viene attaccato da Hamilton, ma l’inglese commette un incredibile errore e finisce lungo in curva 1 dopo aver bloccato le ruote anteriori; rientra in ultima posizione. Leclerc tenta l’attacco su Gasly per il podio ma il francese non molla e quel podio se lo tiene. Si inserisce in questa lotta anche Norris.

Ultimi metri per Sergio Perez che già esulta. Il messicano vince il GP di Baku, davanti ad un super Sebastian Vettel che torna sul podio e Pierre Gasly. Gara fantastica ed interminabile, ricca di colpi di scena, con i due pretendenti al titolo (Verstappen e Hamilton) che non conquistano punti. 4° Leclerc che arriva in volta con Norris. 6° Alonso con l’Alpine. Subito dietro di lui un grande Tsunoda, che risponde alle critiche e torna in zona punti. Sainz, Riccardo e Raikkonen a concludere la top 10.

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Michele Guacci

Classe 2003. Studente al liceo scientifico e appassionato di F1 sin dall'infanzia