F1 | GP Belgio 2021 – Guida alle strategie di gara

Il Gran Premio del Belgio è tra i più importanti ed emozionanti di tutto il calendario e, ovviamente, le strategie ne sono un fattore chiave. Tuttavia, la lunghezza del circuito, la variabilità del meteo e gli ingenti carichi a cui sono sottoposti i pneumatici, non rendono semplice per gli ingegneri delineare quale sia la migliore scelta strategica. Strategie F1 Belgio

©️ F1/Pirelli

Una panoramica del circuito

Il circuito di Spa-Francorchamps è unico nel suo genere. Infatti, alterna diverse curve ad altissima velocità – come l’Eau Rouge e il Pouhon – che sottopongono i pneumatici ad ingenti forze longitudinali e trasversali, a lunghi rettilinei – come quello del Kemmel – che disperdono una notevole quantità di calore dalla mescola. Strategie F1 Belgio

Per questa grande eterogeneità di caratteristiche, la Pirelli ha optato per il secondo anno consecutivo nello scegliere la gamma intermedia di mescole a disposizione: la C2 sarà P Zero White hard, la C3 la P Zero Yellow medium e la C4 la P Zero Red soft. Questa scelta contribuirà ad aumentare non poco la varietà di strategie, spalancando la porta a possibili colpi di scena.

Le strategie dello scorso anno

©️ F1 TV

Il Gran Premio del Belgio 2020 ha visto una sostanziale uniformità nelle scelte effettuate dagli strateghi. Ciò è principalmente dovuto alla Safety car uscita al giro 11, che ha condotto praticamente l’interezza dei piloti alla sosta. Questo ha annullato la discrepanza di strategia che si sarebbe verificata tra chi è partito con la mescola più morbida e chi è invece riuscito ad iniziare la gara con la media.

Poche sono le auto che sono entrate ai box per la seconda volta, non lasciando dubbi sulla consistenza della C2 P Zero White hard, che è stata protagonista di stint di notevole lunghezza.

Le premesse di questo GP

Le bandiere rosse al termine delle FP2 e la pioggia che ha caratterizzato le FP3 ha impedito alle squadre di effettuare dei passi gara veri e propri. Infatti nessuno è riuscito a provare stint di una lunghezza sufficiente al fine di capire la prestazione e la durata delle varie mescole. Per questo motivo, i team si affideranno prevalentemente ai dati delle simulazioni e della gara dell’anno pregresso.

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Fattore determinante sarà il meteo che, essendo variabile dall’inizio del weekend, potrebbe dare il via ad un’alternanza tra fasi asciutte e fasi bagnate, come ad esempio l’entusiasmante Gran Premio di Hockenheim 2019. Molto caratteristico in seguito alla lunghezza del circuito è la possibilità che piova solamente in una parte di esso. Questo genera nelle squadre ancora più incertezza su quale gomma montare. Al momento, le previsioni dimostrano una concreta possibilità di incontrare pioggia all’interno del gran premio.

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Le opzioni strategiche

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Invece, ragionando su una gara all’asciutto, la strategia più veloce è sicuramente partire con la mescola media, per poi montare la dura fino al termine della gara. Questa è stata l’opzione più cercata in passato dalle squadre che, a tal fine, hanno provato a qualificarsi con la gomma gialla in Q2. Tuttavia, in quest’edizione, avendo avuto qualifiche sul bagnato, tutte le squadre avranno scelta di mescola iniziale libera. Quindi, questa strategia sarà all’opzione di tutti e non solo dei top team.

Al contrario, alcuni potrebbero optare per una strategia inversa che consiste nel partire con la mescola dura. Il vantaggio principale di quest’ultima è sicuramente avere un primo stint decisamente più lungo, allo scopo di sfruttare il passo della monoposto in aria pulita una volta che i competitors si sono fermati ai box. Questa strategia potrebbe essere usata ad esempio da una delle Ferrari per diversificare le strategie dei due piloti e tentare una rimonta. Leclerc potrebbe effettuare una prima parte di gara più di attacco con la medium, mentre Sainz potrebbe sfruttare la sua peculiarità nel ritmo gara e nella gestione delle gomme, effettuando un lungo stint iniziale con la hard. Comunque, è ben noto come, in casi di meteo incerto, sia sconsigliato affidarsi alle mescole più dure in quanto forniscono meno grip, per questo bisognerà vedere chi sarà così audace da intraprendere questa strada.

La mescola più morbida è sempre stata evitata dalle squadre in gara per la sua scarsa consistenza. Difatti, non è quasi mai stata deliberatamente selezionata se non per effettuare il giro veloce negli ultimi istanti della competizione. Tuttavia, in caso di meteo oscillante, potrebbe fornire un extra grip molto utile alle squadre e inoltre, le temperature basse, ne facilitano decisamente la gestione.

Sembrano improbabili due soste, visto anche che il clima freddo non favorisce l’usura dei pneumatici, almeno che questa decisione non sia maturata avvantaggiandosi del regime di Safety Car o di Virtual Safety Car.

Safety Car e Virtual Safety Car

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Altro fattore chiave che può regalare un vantaggio consistente sono le Safety Car e le Virtual Safety Car. Come si può notare, sono ben 7 i secondi che si risparmiano effettuando il cambio gomme sotto questo regime. Inoltre, questo circuito presenta un’elevatissima probabilità di vedere la vettura di sicurezza schierata, soprattutto su meteo bagnato, indice del fatto che le scuderie dovranno essere sempre pronte per reagire tempestivamente a questo fattore.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.