F1 | GP Canada – Analisi tecnica: le cause dei problemi di trazione riscontrati da Leclerc

Nel GP del Canada Leclerc ha dovuto rimontare da fondo gruppo, riscontrando però non pochi problemi in fase di trazione, causandogli spesso difficoltà nei sorpassi. Analizziamone le cause.

F1 | GP Canada - Analisi tecnica: le cause dei problemi di trazione riscontrati da Charles Leclerc Scuderia Ferrari sorpassi rimonta motore problemi affidabilità ibrido power unit Max Verstappen Red Bull Mercedes Lewis Hamilton Mattia Binotto grip tornantino rettilineo velocità massima di punta top speed sorpassi assetto aerodinamico carico scarico gomme pneumatici grip
@Scuderia Ferrari Press Office

I problemi di trazione evidenziati Leclerc

Il GP del Canada ha indubbiamente visto Charles Leclerc tra i suoi protagonisti. Il monegasco è dovuto partire penultimo (dalla P19) in seguito ad una penalità per aver sostituito le componenti della Power Unit. Nella sua notevole rimonta, che lo ha visto guadagnare ben 14 posizioni a suon di sorpassi spettacolari, Leclerc ha però riscontrato problemi in fase di trazione, molteplici volte lamentati dal pilota via radio, che spesso hanno reso più complicato sopravanzare gli avversari. Seppur siano stati una costante dell’intera gara, questi ultimi sono diventati evidenti specialmente al termine del primo stint, impedendo al pilota Ferrari di superare l’Alpine di Ocon per circa una quindicina di giri.

Nel circuito intitolato a Gilles Villeneuve la trazione risulta estremamente importante per sorpassare. Il punto che offre miglior occasione per tale manovra è il lungo rettilineo presente nel terzo settore. Tuttavia, il dritto è preceduto da un tornantino (T10) estremamente lento. È dunque dalla trazione in uscita che dipende gran parte della velocità lungo tutto il rettifilo.


Leggi anche: F1 | GP Canada – Ferrari: Sainz avrebbe vinto senza la Safety Car?


Le cause

Le cause dei problemi di trazione sono principalmente riconducibili a scelte estreme effettuate dalla Ferrari per la monoposto di Leclerc al fine di aiutarlo nella rimonta.

Il primo motivo è un assetto aerodinamico estremamente scarico. È stato sottolineato più volte come il team abbia scelto degli assetti aerodinamici diametralmente opposti per i suoi due piloti. Per Sainz è stata optata una configurazione più carica al fine di massimizzare il passo gara e la gestione delle gomme. Al contrario Leclerc, dato che si è trovato a dover rimontare dal fondo, guidava una vettura decisamente più scarica per favorire la velocità massima ed essere quindi agevolato nei sorpassi. Tuttavia, il minor carico è andato indubbiamente a penalizzare anche la trazione. Il che mostra come, specialmente nel caso di rettilinei preceduti da una curva lenta, il grip in uscita abbia un’importanza non secondaria rispetto all’efficienza aerodinamica.

La seconda causa è invece riconducibile alla Power Unit. Il motore Ferrari è solitamente il più competitivo in fase di trazione, in quanto può contare su un ibrido performante al quale è spesso abbinata un’ottima strategia di erogazione. Solitamente i motoristi del Cavallino scelgono di concentrare gran parte del deployment proprio nella fase iniziale dell’accelerazione. Al contrario dai dati emerge che, con l’intenzione di agevolare la rimonta, in Canada gli ingegneri in rosso hanno preso una decisione diversa. L’erogazione di potenza ibrida è stata infatti focalizzata sulla parte finale del rettilineo, al fine evitare il clipping incrementando la velocità massima. Questo è ovviamente andato a peggiorare notevolmente le performance della vettura in trazione.

Nel caso specifico della lotta con Ocon vi era un ulteriore fattore a svantaggio di Leclerc: le gomme. In quel momento il pilota dell’Alpine aveva da poco effettuato la sosta, potendo quindi contare su pneumatici freschi. Al contrario il monegasco montava ancora le stesse coperture da inizio GP le quali, anche in seguito ai numerosi sorpassi portati a termine fino a quel momento, erano decisamente usurate. Ciò ha incrementato ulteriormente il divario di grip in trazione tra i due piloti, rendendo ancor più evidente il problema.

Seguici anche sui social: Telegram – Instagram – Facebook – Twitter

mm

Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare dell’area strategica.