F1 | GP d’Australia 1993, la domenica delle ultime volte

L’ultima gara del Mondiale ’93 è anche l’ultima vittoria di Senna e l’ultima corsa di Prost. Sul podio una riconciliazione attesa per anni GP Australia 1993

Domenica 7 novembre 1993 è un po’ la fine di tutto. Tramontano i miti che lasciano il palcoscenico per consegnarsi alla storia e all’immortalità, seppur per motivi diametralmente opposti. E’ il giorno della gara numero 16 del Mondiale di Formula 1, quella che oggi è la kermesse di apertura e in quei mitici anni Novanta era invece la gara finale.

Quindici volte la Williams aveva ottenuto la pole-position: Damon Hill, terzo pilota, era stato promosso a seconda guida insieme ad Alain Prost. Che finito l’anno sabbatico si era ripreso tutto, con gli interessi. I prodigi tecnici della monoposto di Frank Williams, dopo il Mondiale ’92 messo in bacheca da Mansell, avevano premiato anche il francese.

GP Australia 1993

Credits: wikipedia

Quarto mondiale, uno in più del suo arcirivale, il brasiliano di San Paolo. Dai suoi pugni si doveva riprendere: il titolo del 1990, il titolo del 1991, e lui a guardare dalla porta accanto, sotto lo stesso tetto, con lo smacco di essere buttato fuori alla partenza quando guidava la Ferrari. Vendetta della stagione precedente, con Senna vincitore a Suzuka e squalificato  dopo essere rientrato dalle vie di fuga.

Senna e Prost, spade sguainate, senza pietà. Alain stanco del rivale, se ne va dalla scuderia di Ron Dennis “perché è impossibile lavorare con lui”. Ayrton che si prende il sedile del francese nel 1994, e gongola di avergli portato via la macchina. Già, perché Prost lascia in quella domenica d’autunno in Oceania.

Quindici pole-position su sedici GP, e proprio in quell’ultima recita è Senna a partire davanti. E a vincere, con un vantaggio di quattro decimi sul rivale, che aveva già conquistato il Mondiale a fine settembre in Portogallo, nello stesso week-end in cui annuncia il ritiro.

L’addio della Honda alla McLaren, e Ayrton lasciato da solo con una macchina che non fa miracoli. In compenso li fa lui: il 1993, l’ultimo anno intero della carriera del brasiliano, si chiude con la perla di Donington (cinque sorpassi al primo giro e vittoria in carrozza) sotto la pioggia e l’ultima vittoria anche in casa sua, a Interlagos.

Quella domenica australe invece è come leggere l’ultimo capitolo di un libro. Vittoria, bandiera brasiliana fuori dall’abitacolo, e poi l’arrivo ai box. Senna e Prost non si guardano, e pare ancora una pagina già vista. Scendono, si levano i caschi, si rifocillano, rimirando le loro monoposto.

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Credits: 60year of motorsport

Poi eccola, la mano tesa di Ayrton e il sorriso di Alain. I gradini, il podio, lo spumante, ma prima il gesto che chiude davvero tutto, l’ultima pagina del libro: Senna issa Prost sul gradino più alto del podio. La domenica delle ultime volte: ultima vittoria di Senna, ultima gara di Prost, ma anche ultima gara completata dal brasiliano che nel 1994 non finirà nessuna delle tre gare a cui prenderà parte.

Nell’ultima, a Imola, i due rivali sono messi in comunicazione prima del via. Ayrton dall’abitacolo, Prost dalla cabina di commento televisiva. Dice il brasiliano: “I miss you, Alain”. Ci manchi anche tu, Ayrton. Insomma, ci mancate tutte e due. Tramontati nel modo migliore in una domenica di novembre nell’emisfero australe.

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