F1 | Conferenza stampa GP di Cina – Grosjean: “La macchina è veloce, ora ci serve un pizzico di fortuna”

Con la canonica conferenza stampa del giovedì si apre ufficialmente il weekend n°1000 della storia della Formula 1. Tra gli intervistati troviamo Romain Grosjean, il quale ha fornito spunti interessanti su diverse tematiche riguardanti il passato, il presente e il futuro della categoria. Grosjean gp cina 

 

D: Grosjean, questo sarà il GP n°1000, crescendo da spettatore di questo sport puoi raccontarci cosa ti ha indotto a diventare parte di questo mondo?

“Ho iniziato a seguire le corse con mio papà. All’epoca era il periodo di Senna e Prost, era davvero emozionante da guardare, mio papà era molto appassionato ed un giorno mi portò ad una gara. Anche se non era di Formula 1, vidi le auto che passavano veloci e mi sono detto che era quello che avrei voluto fare da grande. Nel 1988 ho visto le monoposto nelle prove del giovedì a Monaco, ho sentito i rumori, ho visto le auto sfrecciare, è un bellissimo ricordo della mia vita e dopo quel giorno ho capito cosa volevo fare. E’ qualcosa di fantastico.”

D: Hai bisogno fortuna in questo weekend? Come è andata la sessione di test in Bahrain? Hai capito perché il passo sia calato in gara rispetto alle qualifiche?

“I test non sono andati male, sono stati un po’ condizionati dalla pioggia, ma comunque abbiamo trovato alcuni assetti interessanti che potremo provare in gara. La macchina è veloce, non ti qualifichi altrimenti due volte in top 10. Ci è mancato qualcosa in Bahrain che penso abbiamo trovato nei test, ora abbiamo bisogno di un pizzico di fortuna che ci sostenga sperando che la gara non veda incidenti o altri momenti particolari

Per questa corsa ho cambiato il design del casco usando il logo “F1 1000″, un casco totalmente bianco che non vuole ricordare il passato della F1, ma ha un design di gran classe e non vedo l’ora di utilizzarlo in pista!”

D: Cosa ne pensi del circuito di Shanghai? Peculiarità che lo rendono unico?

“E’ un bel circuito, la sfida più difficile è arrivare qui puntuali al mattina! In qualifiche è molto bello, in gara invece la sfida più impegnativa è gestire le gomme, le curve 1, 8, e 17 sono molto impegnative per le gomme, se le usi troppo possono danneggiare molto la tua gara, ma comunque è un circuito molto affascinante sul quale gareggiare”




D: Davvero per ogni figlio perdi un secondo sul giro?

“No, un figlio ti cambia come uomo, ti cambia la famiglia, la vita. Ti rallenta, sì, ma fuori dalla pista, perchè quando hai un brutto weekend torni a casa, vedi i tuoi figli che ti vogliono bene e tutto si aggiusta. Ho 3 figli, fossi lento di 3 secondi sarei ben fuori dalla top ten!”

 

D: Come immagini le corse tra 50 anni?

“Difficile rispondere a questa domanda, è complicato immaginare come saranno le macchine tra 40 o 50 anni. Spero però che ci saranno ancora le gare e piloti che possano gareggiare, perchè le emozioni sono legati agli uomini, non ci fossero più i piloti non ci sarebbero più emozioni. La tecnologia sarà diversa, ma come dicevo spero che ci sarà ancora l’aspetto umano, è sempre stato presente, ci devono essere piloti che cercano di superarsi. Speriamo che tra 50 anni i piloti possano divertirsi come facciamo noi oggi.”

D: Se avessi una macchina del tempo, in quale epoca vorresti tornare?

“In realtà io non vorrei tornare troppo indietro, amo l’annata 1993/1994, o la 2005/2006. In quest’ultima Kimi c’era già, quelle macchine mi piacevano tantissimo: avevano un aspetto fantastico, le gomme per me erano più belle, c’era ancora il rifornimento. Ho provato una monoposto del 2007 una volta, mi ero divertito tantissimo.”

D: In Bahrain la McLaren ha sponsorizzato un brand di sigarette elettroniche. Pensi possa essere un cattivo esempio per i giovani?

“Personalmente sono uno dei primi contro il fumo, ma il fatto che ci siano sponsorizzazioni di sigarette elettroniche credo sia meno negativo, se vogliono sponsorizzare la Formula 1 perchè no! […] Non so molto sulle sigarette, ma se quelle elettroniche sono meglio, considerando anche l’odore non ci vedo nulla di male, in aeroporto quelli che fumano sigarette tradizionali puzzano parecchio!

Ma detto ciò, Io e Kimi guardavamo la F1 quando ancora c’erano tante sponsorizzazioni di sigarette e io non ho mai fumato pur avendo assistito a tante gare con quelle macchine, quindi non credo che ci possa essere un qualche legame”

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Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"