F1 | GP di Francia – Il teatro della F1 regala qualche sorpresa

Il verdetto, recita il solito copione che il pubblico si è oramai stancato di vedere. Questo teatro propone sempre gli stessi spettacoli, gli attori inscenano le stesse opere, e, atto dopo atto, si rischia, sonnecchianti, di assopirsi. Ma all’ultimo giro…GP Francia Teatro

TOP 3 GP Francia 2019 – Foto: F1

Dopo 53 giri la classifica dice: Hamilton, Bottas, Leclerc. Primi tre a partire, primi tre ad arrivare. Il verdetto, recita il solito copione che il pubblico si è oramai stancato di vedere. Questo teatro propone sempre gli stessi spettacoli, gli attori inscenano le stesse opere, e, atto dopo atto, si rischia, sonnecchianti, di assopirsi. Dopo la prima mezz’ora di sentono sbadigli e non è raro avvertire anche qualche russio vario nelle ultime file. Anche dietro le quinte, poco movimento, un’aria flemma, atmosfera sonnecchiante. Peccato, soprattutto per gli spettatori non usuali, ma nella patria di Molière, il teatro F1 ha portato sempre la solita rappresentazione. GP Francia Teatro

Protagonista il Re Nero, che prende la scena, giostra sul palco, accenna qualche iperbole d’improvvisazione, ma nulla che non ci si aspettasse. Co-protagonista il Taglialegna, attore eccezionale ma forse più per i vestiti di scena che per le sue recitazioni ed infine l’antagonista, il Predestinato monegasco, che si è stancato delle solite battute, recita sempre lo stesso ruolo, vuole più spazio in questa compagnia e oggi ha sentito l’attenzione del pubblico, soprattutto all’ultima battuta. Qualcuno si è alzato, ha lasciato il posto prima della fine, ma sull’uscio della porta ha sentito urla ed esclamazioni. Forse non è del tutto finita. GP Francia Teatro

È all’ultimo atto che si raggiunge l’apice, l’agitazione sale verticale, gli occhi impastati lasciano posto al respiro trattenuto nei polmoni. Il copione ha un sussulto, c’è una modifica nell’ultimo capitolo. Inizia la parte improvvisata. Negli ultimi 6 giri Leclerc riesce a recuperare improvvisamente sul Finlandese che vede il margine sul monegasco risucchiarsi in un tornado improvviso. Saranno i doppiati, sarà il blistering, un problema tecnico. Non si sa. Le prestazioni calano vertiginosamente. Sale l’eccitazione, diminuiscono i chilometri alla bandiera a scacchi. Inizio dell’ultimo giro. Poco di un secondo fra i due. Bottas avverte il panico, lo sente vibrare tra le mani che stringono il volante. Charles vede l’occasione, un inaspettato brilluccichio di fine tunnel. Prende terreno, metro dopo metro. Imboccano il Mistral insieme ma è lontano per l’affondo, e poi la serie di curve, forse oramai è andata. Ultimo tornante, ultimo sussulto. Il ferrarista traccia una traiettoria insolita, scaglia l’ultima freccia, si avvicina incredibilmente, ma la preda tedesca sgattaiola via non appena vede il bianco e il nero sventolare. È andata, ma è una bella strattonata al drammaturgo. E non finisce qui.

Raikkonen, Ricciardo, Magnussen e Norris in lotta per la settima posizione – Fonte: FormulaPassion

C’è qualcun altro che all’ultimo giro di boa non soddisfatto dello spettacolo. Raikkonen, Ricciardo, Norris . L’australiano attacca l’uomo della Mclaren, lo passa e poi vede il suo ritorno, e rientrando favorisce Iceman che si infila tra “il gatto e il topo”, sfilando i due litiganti. Infine, accodato a tutti, si aggiunge Magnussen che riesce a sfilare una posizione al 19enne inglese, che perde 4 posizioni nell’ultimo. Terremoto alla classifica e altro ritocco al copione.

L’epilogo non cambia la trama, il protagonista non cade e non si rialza, segue sempre il percorso delineato su una linea troppo prevedibile. Il plot-twist non è tale da sconvolgere il finale. Non c’è redenzione, non c’è un’interruzione nella linea già scritta nel suo ruolo, il nemico non lo avrebbe mai sopraffatto. Eppure, uno spettacolo non è solo l’ancestrale contrapposizione tra bene e male, il contrasto superiore tra buono e cattivo. C’è anche altro. E l’altro in questa gara è stato l’inaspettato dell’ultimo giro, che, anche se è arrivato tardi, ha generato tachicardie varie, evitando che ci si risvegliasse con la bavetta alla bocca agli urli del telecronista durante la bandiera a scacchi. Anche se per poco, sorpassi o tentativi vari si sono susseguiti e hanno risvegliato una gara fin lì imbambolata nel solito scappa-via-Mercedes e gli altri tutti a rincorrere senza troppi eclatanti. È finita si dice alla fine, soprattutto nel teatro della F1.

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F1| Pagelle GP Francia: assolo Mercedes

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Studente di lingue e marketing, scrittore notturno, chitarrista a tempo perso, appassionato dai tempi di Jean Todt

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