F1 | GP Imola – Analisi tecnica: una Ferrari incoraggiante, grande bagarre a centro gruppo

Le prove libere del GP di Imola di Formula 1 hanno messo in luce un’ottima Ferrari. Ma la lotta a centro gruppo è più agguerrita che mai. Andiamo a vedere in dettaglio alcuni aggiornamenti portati dai team.

imola ferrari f1
Credit: Ferrari, Edit: F1inGenerale

 

Ferrari

E’ sicuramente una Ferrari in splendida forma quella vista nelle prove libere del venerdì. Una SF21 che ha dato segni di stabilità e velocità di punta, segno dell’ottimo lavoro fatto a Maranello. La pista di Imola, per la sua conformazione, mette in risalto le caratteristiche di una vettura attraverso i curvoni veloci, le diverse altimetrie e staccate al limite. imola ferrari f1

Dalle foto si può notare come Ferrari abbia lavorato in una specifica direzione: l’efficienza. La presenza del muso largo penalizza ancora in termini di drag ma il nuovo power-unit ha recuperato cavalli importanti per recuperare quanto meno velocità di punta. In ottica efficienza, per Imola a Maranello si è lavorato in tre punti specifici della vettura. Dapprima l’ala posteriore, con un profilo a cucchiaio per ridurre carico e di conseguenza il drag indotto. Rispetto al Bahrain, Imola non ha delle sezioni estremamente guidate ma per oltre il 70% ha dei tratti rettilinei.

Da qui la scelta di andare su un cofano diverso, per avere delle forme più rastremate verso il posteriore, tenendo conto che a Imola non c’è la necessità di aprire degli sfoghi per raffreddare il power-unit.

L’ultima scelta è ricaduta sul fondo, l’elemento chiave del 2021. Se in Bahrain la Rossa non aveva sperimentato nulla di particolare, a Imola si inizia ad osare. E’ il caso della soluzione del fondo. I tecnici hanno inserito uno scalino per generare dei vortici e contribuire a sigillare il fondo per estrarre quanta più downforce dal sotto vettura nonostante un assetto a basso carico.

Alpine imola ferrari f1

Il team francese ha lavorato tanto in vista di Imola, con soluzioni volte a migliorare la prestazione del Bahrain. Il punto chiave dello sviluppo Alpine è l’anteriore, con una nuova ala e dei nuovi turning vanes. A differenza di Ferrari, dalla foto si nota come l’ala posteriore sia ad alto carico. Ne deriva quindi che l’obiettivo sia sfruttare il fondo quanto più possibile. Per fare questo, l’ala anteriore deve generare vortici per sigillare il fondo, da qui una specifica molto aggressiva da parte di Alpine, nonostante un effetto outwash non estremo.

 

Credit: Alpine, Edit: F1inGenerale

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Alpha Tauri e McLaren

Nel pacchetto di mischia troviamo altri due team che in Bahrain hanno ben figurato: Alpha Tauri e McLaren. Il team di Faenza non ha portato grandi novità, segno di una vettura che soddisfa a pieno i piloti e può dire la sua.

L’ala posteriore ha mantenuto il profilo rettilineo ma la novità sul fondo, con ben sette deviatori di flusso posti prima dello scalino e subito dopo i badgeboard può dare delle indiscrezioni su quale sia la scelta del team Alpha Tauri: privilegiare un assetto rake più spinto e sfruttare a pieno le potenzialità dell’effetto suolo.

Credit: Alpha Tauri, Edit: F1inGenerale

Stesso lavoro anche per McLaren che per Imola ha lavorato nella zona più arretrata del fondo, quella che ha risentito del cambio di regolamenti.

Rispetto al Bahrain, la bandella verticale davanti alle ruote posteriori è stata scomposta in tre elementi verticali più piccoli. Questo permette di contrastare le turbolenze generate dal rotolamento degli pneumatici che vanno ad inficiare il lavoro del diffusore, altro elemento su cui McLaren e i team stanno cercando di massimizzare le prestazioni.

Credit: McLaren Racing, Edit: F1inGenerale

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