F1 | GP Italia – Guida alle strategie di gara

La “sprint qualifying” ha definito la griglia di partenza del GP di Monza. La gara principale a lunghezza completa, differentemente da quella di oggi, prevede un pit stop obbligatorio. Per questo le strategie torneranno ad avere un ruolo di primissimo piano. Andiamo ad analizzarle.

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L’appuntamento passato

Il Gran Premio d’Italia 2020 ha visto la maggioranza delle vetture optare per una strategia ad una sosta soft-media. Alcuni hanno invece preferito l’opzione più conservativa affidando il secondo stint alla mescola più dura. Quasi tutti i pit stop sono stati effettuati sotto il regime di Safety Car al giro 23, con la totalità dei piloti che dovevano ancora effettuare la sosta ad approfittarne. GP Italia strategie

Le mescole a disposizione

©️ Pirelli F1

Come approfondito nell’anteprima Pirelli, l’azienda italiana ha confermato la scelta delle tre mescole centrali: la C2 sarà la P Zero White hard, la C3 sarà la P Zero Yellow medium e la C4 sarà la P Zero Red soft.

Le prove libere non hanno fornito un quadro completo sulla prestazione di esse, dato che il format della sprint race ne prevede l’eliminazione di una sessione. Questo ha fortemente ridotto il tempo a disposizione delle squadre per effettuare test sui pneumatici, che quindi non sono stati studiati approfonditamente, come al solito, nei weekend standard. Seppur bisogna sottolineare che la sprint qualifying, ripercorrendo quasi l’interezza di uno stint, ha sicuramente fornito una sostanziale quantità di dati sul compound utilizzato.


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Analisi dei pneumatici

Il circuito di Monza ha sempre generato una grande varietà di strategie, rendendo tutti i pneumatici, con i loro pro e contro, utilizzabili in gara. Andiamo ad analizzarli.

La gomma soft è spesso stata una chiave sul circuito di Monza, utilizzata nelle edizioni precedenti soprattutto nelle prime fasi del Gran Premio, per sfruttarne l’extra grip in partenza. Il poco stress che il layout del circuito esercita sull’asse anteriore, rende la mescola da qualifica un’opzione da considerare anche per la gara. Tuttavia, come risaputo, la mescola più morbida è molto più soggetta al “blistering” dovuto alle alte temperature. Per questo il meteo caldo che si verificherà domani potrà indurre molte scuderie ad optare per altre soluzioni, per evitare il rischio di un degrado accelerato in seguito al surriscaldamento. Il che è avvenuto anche nella sprint qualifying, con solo le McLaren nella top 10 a scegliere “la rossa”.

La mescola media e la hard sono sicuramente le scelte più sicure in vista della gara e, per questo, con tutta probabilità quelle che saranno utilizzate maggiormente. La gialla offre un ottimo compromesso tra la prestazione e la durabilità, come dimostrato dalla mini gara del sabato. Tuttavia, soprattutto in caso di degrado elevato per le alte temperature, la bianca sarà sicuramente l’opzione più gettonata per la seconda parte di gara, fornendo la garanzia di arrivare fino in fondo.

Data la lunghezza della pit lane, che comporta un’ingente perdita di tempo per il cambio gomme, si prevede un GP inclinato verso una sosta singola, a meno di eventuali colpi di scena o Safety Car. In particolare, effettuare il pit stop durante il regime prima citato fornisce un notevole vantaggio cronometrico di 9 secondi da sfruttare a tutti i costi, come accaduto nella passata edizione.

©️ Pirelli / F1

La mescola di partenza

Il format della sprint qualifying elimina l’obbligo per la top 10 di partire con la stessa mescola utilizzata in qualifica (precisamente nel tentativo migliore del Q2). Quindi anche le vetture in prima posizione, vedranno disponibili tutte le opzioni, potendo definire un piano strategico ottimale. Tuttavia, questo comporterà un’inevitabile convergenza delle scelte effettuate dai team.

Dato l’elevato degrado che probabilmente si avrà domani in seguito alle temperature elevate, la maggioranza delle squadre preferirà la mescola media alla soft per iniziare la gara. Un dilemma ben più complesso lo avranno le vetture in primissima posizione le quali, in partenza, hanno molto più da giocarsi. Per questo qualcuno, come una delle due McLaren, potrebbe giocare l’azzardo della gomma più morbida per guadagnare più posizioni possibili in partenza, salvo poi dedicarsi alla gestione sperando di non verificare un degrado accelerato.

Le possibili strategie

©️ Pirelli F1

Quindi, come affermato in precedenza, molteplici sono le vie che le squadre possono intraprendere. Sarà infatti possibile partire con le soft ma anche con le medie. In entrambi i casi, teoricamente, si potrebbe terminare la gara sia con una scelta più aggressiva evitando la hard, come le strategie 1 e 2, sia in modo più conservativo, come descritto nelle strategie 3 e 4. Tuttavia, dato il clima caldo, con tutta probabilità il compound più robusto sarà ben più adoperato rispetto alle ultime edizioni, rendendo più gettonate le ultime due strategie.

In ogni caso, la flessibilità delle strategie permette di tenere aperte tutte le possibilità per il secondo stint. Perciò tutte le scuderie calcoleranno continuamente il degrado, per poi decidere solo all’ultimo la mescola su cui affidarsi nella seconda parte della gara .

Consigliata, per chi è in fondo alla griglia, è una strategia inversa. Ciò consiste nel partire con un pneumatico più duro, per allungare il primo stint e, una volta che gli avversari saranno entrati ai box, trovarsi in aria libera per avere la possibilità di sfoggiare un ritmo veloce. Inoltre, dopo il pit stop, la vettura si troverà su una gomma più morbida nonché più nuova, riscontrando un vantaggio notevole nei sorpassi.

Le strategie delle Ferrari

Le Ferrari invece eviteranno con quasi certezza le soft, che sulla loro monoposto hanno evidenziato con costanza un degrado estremamente veloce e un blistering accentuato. La difficoltà di gestione delle gomme da parte della SF21, orienterà gli ingegneri in rosso verso le mescole più dure.

Tuttavia, la vicinanza dei piloti in griglia potrebbe indurre gli strateghi a diversificare le loro gare, facendogli adottare due strategie opposte. Infatti Leclerc, molto forte nei sorpassi, potrebbe montare la media, per affrontare un inizio più di attacco, provando a guadagnare posizioni sin dalla partenza. Al contrario per Sainz, la cui peculiarità è il passo gara e la gestione gomme, potrebbero scegliere la hard, per allungare il primo stint e guadagnare posizioni con una gestione e un ritmo competitivo lungo tutta la prima parte del Gran Premio.

La rimonta di Bottas

In una posizione sicuramente non facile si trova Valtteri Bottas il quale, nonostante abbia conquistato la pole position, sarà costretto a partire dal fondo per aver sostituito il motore.

Per favorire una sua rimonta, la squadra potrebbe scegliere di montargli la hard a inizio Gran Premio. Così può allungare il più possibile il primo stint, per trarre maggiore vantaggio dalla competitività della sua monoposto sul passo gara e dover affrontare meno sorpassi possibili in pista. In aggiunta, la consistenza della mescola più dura gli permetterà di essere più aggressivo per superare, preoccupandosi in forma molto minore della gestione.

Inoltre, questa scelta tattica andrebbe anche ad aiutare Hamilton. Ritardare infatti il pit stop di Bottas, aumenta le possibilità che Verstappen entri ai box prima di lui. Così facendo, dopo il suo pit stop, il leader del mondiale si troverebbe dietro il finlandese, che quindi potrebbe provare ad ostacolarlo.

Gomme Nuove/Usate per i piloti in griglia di partenza ( ©️ Pirelli F1 )

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.