F1 | GP Messico – Assetti carichi in altura

Il GP del Messico rappresenta la tappa più alta del mondiale e, quindi, sfide uniche e affascinanti in termini di assetti

Curva 1 US GP – Credits: reddif

Situato a circa 2250 metri sul livello del mare, il circuito Hermanos Rodriguez è la tappa più alta del mondiale di F1. Pertanto, rientra nella categoria dei circuiti unici per quello che riguarda la ricerca sul miglior compresso tecnico. Il circuito messicano presenta un layout con dei rettilinei molto lunghi e 3 zone DRS. Siamo quindi di fronte ad un circuito tendenzialmente veloce che, però, ha anche curve lente e repentini cambi di direzione. Tuttavia, la scelta degli assetti per il GP del Messico virerà su soluzioni tendenzialmente ad alto carico. Perchè?

Aria rarefatta

La motivazione delle scelte che vedremo in pista sono dettate dalla rarefazione dell’aria a quell’altitudine. Essendo sia il carico aerodinamico che il drag dipendenti dalla densità dell’aria ed essendo questa minore man mano che aumenta l’altitudine, saranno richieste soluzioni aerodinamiche più cariche. Infatti, le scelte che potremmo vedere, in alcuni casi, possono essere molto simili a soluzioni adottate in circuiti ad alto carico come Montecarlo. Inoltre, sul circuito messicano è ulteriormente importante considerare il raffreddamento delle componenti interne alla monoposto dato che l’altitudine comporta, all’interno della macchina, una minore portata d’aria. Essendo quest’ultima dipendente dalla densità, i team saranno obbligati ad aprire sfoghi per convogliare l’aria e far respirare la power unit. Solitamente le squadre optano per branchie poste ai lati dell’halo e prese d’aria maggiorate in corrispondenza dei radiatori. Ultimo aspetto ma non meno importante riguarda lo stress che subirà l’impianto frenante che, secondo Brembo, raggiunge il livello 5/5 come stress subito.


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Flap di Gurney

Flap di Gurney utilizzato da Red Bull – Disegno di Francesco Bianchi

E’ molto probabile che diversi team ricorranno all’uso del flap di Gurney per aumentare le prestazioni aerodinamiche degli assetti. Nel disegno del nostro Francesco, il flap di Gurney (o nolder) è quell’elemento verticale evidenziato dalla freccia posto sul bordo d’uscita dell’ala. Per quanto sia un dispositivo dalle dimensioni ridotte, svolge un compito non indifferente. Infatti, permette di aumentare il carico aerodinamico a discapito di un piccolo aumento di drag. L’effetto del nolder è simile all’aumento di incidenza di un’ala, quindi aumenta la zona di bassa pressione sul dorso. L’applicazione dei flap di Gurney non si limita soltanto alle ali posteriori ma può trovare spazio in diverse zone della monoposto anche sottoforma di un piccolo generatore di vortici.


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I favoriti

Nei giorni precedenti al weekend di gara Red Bull non si è tirata indietro dal definirsi la naturale favorita per la conquista della vittoria nella tappa messicana. Storicamente il circuito Hermanos Rodriguez è stato favorevole a Red Bull per diversi motivi tecnici. Infatti, come visto a Baku, nelle piste con curve lente il telaio della scuderia austriaca dà il meglio di sè. L’assetto rake, inoltre, contribuisce ad una miglior precisione dell’avantreno in termini di stabilità aerodinamica. Conseguentemente alle curve lente è importante avere un’ottima trazione in uscita per scaricare a terra tutta la potenza della power unit. Tuttavia, durante questa stagione, i favori del pronostico sono spesso stati ribaltati. Quindi, per quanto la pista sia teoricamente favorevole agli austriaci, è importante non dare Mercedes già sconfitta. La scuderia di Brackley trae molta motivazione dalle sfide e, in questo caso, le pressioni saranno tutte al box Red Bull.

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