F1 | GP Miami – Guida alle strategie di gara: quante soste sono previste?

Le strabilianti qualifiche della giornata di ieri presagiscono indubbiamente una gara spettacolare. Tuttavia, per confermare il piazzamento o guadagnare posizioni, sarà fondamentale la strategia di gara. Andiamo ad esaminare le varie opzioni a disposizione dei team in questa guida alle strategie per il GP di Miami.

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©️Pirelli F1

Le mescole a disposizione

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Apriamo la guida alle strategie per il GP di Miami ribadendo i pneumatici portati in pista da Pirelli. Come approfondito nell’Anteprima Pirelli, l’azienda milanese ha optato per le tre mescole centrali della gamma. Dunque, la C2 sarà la P Zero White hard, la C3 sarà la P Zero Yellow medium e la C4 sarà la P Zero Red soft.

Poiché il Miami International Autodrome è un circuito totalmente inedito, per scegliere la nomination mescole la Pirelli ha dovuto fare affidamento esclusivamente sui dati delle simulazioni. Questi ultimi delineavano un asfalto liscio in grado di offrire un buon grip e delle forze esercitate sui pneumatici di media intensità. Sono state in primis proprio queste caratteristiche ad indirizzare la scelta. Ricordiamo inoltre che, in presenza di una pista nuova e quindi prettamente sconosciuta, si tende ad intraprendere una via conservativa, al fine di ridurre la possibilità di inconvenienti.

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Le possibili strategie

Determinare la strategia per il GP di Miami risulta molto complesso per due ragioni principali: come affermato in precedenza, è una pista inedita sulla quale non si è mai svolta nessuna competizione motoristica e, in aggiunta, per vari motivi nel corso delle prove libere nessun team è riuscito a completare una simulazione di gara vera e propria. Questi due fattori provocano una mancanza di dati e di conoscenza del tracciato che complica non poco la vita agli ingegneri.

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L’alto degrado tipico di un asfalto nuovo con tanto grip e le elevate temperature che dovrebbero caratterizzare la gara fanno propendere verso una strategia a due soste. La mescola scelta dalla maggior parte dei team per iniziare il GP sarà la media, in quanto è il giusto compromesso tra grip immediato nelle prime fasi di gara e flessibilità strategica qualora fosse necessario allungare il primo stint. Successivamente le squadre passeranno con tutta probabilità alla gomma dura. Quest’ultima presenta infatti la consistenza adatta ad affrontare uno stint di notevole lunghezza.

Nonostante si prospetti una gara a due pit stop non è da escludere che, qualora i team verificassero livelli di degrado inferiori alle previsioni per esempio in seguito ad un clima meno caldo, si possa optare di arrivare fino in fondo con questo set di gomme, effettuando quindi in totale una sosta sola. Al contrario, ci sono diverse opzioni sulla mescola da montare per il terzo stint. Infatti, sia la hard che la media sembrano ottime soluzioni, pressoché equivalenti, per concludere la gara. Ad ogni modo, qualcuno potrebbe persino scegliere di giocare la carta della soft per avere un ulteriore vantaggio di grip nelle ultime fasi di gara. D’altro canto, visto il degrado elevato, quest’ultima opzione è altamente rischiosa.

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Elevata probabilità di Safety car

Il Miami International Autodrome è sicuramente uno dei circuiti in calendario più complessi per i piloti, motivo per cui si presenta un’elevata probabilità di errori e di incidenti, come dimostrato dalle molteplici bandiere rosse nel corso del weekend. Di conseguenza, la possibilità che scenda in pista la Safety car è molto elevata. Questo è un fattore che i team sicuramente hanno ben presente nella formulazione delle strategie, in quanto rappresenta la possibilità di effettuare una sosta “gratuita”. Infatti, cambiare le gomme sotto il regime di SC o VSC permette di risparmiare più di 6s. Ovviamente questa variabile fa propendere ulteriormente verso una strategia a più soste.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare dell’area strategica.