F1 | GP Monza – Ala posteriore Ferrari: basso carico è il mantra

Ferrari porta in pista per il GP di Monza un’ala posteriore dedicata da basso carico aerodinamico, scopriamola nel dettaglio.

ala posteriore Ferrari F1 formula 1 GP Monza italia charles leclerc carlos sainz mattia binotto max verstappen
Foto frontale dell’ala posteriore Ferrari portata a Monza – Credits: F1inGenerale

Il GP di Monza rappresenta sempre un appuntamento unico in calendario per quanto riguarda gli aspetti tecnici. Infatti, tutti i team sono orientati a portare specifiche aerodinamiche estreme per affrontare i 300km della gara nel Tempio della Velocità. Ferrari, in occasione del GP di Monza, farà debuttare un’ala posteriore inedita da basso carico aerodinamico per cercare di ottenere velocità di punta competitive rispetto a quelle ottenute dall’avversaria principale, ossia la RB18.

Performance in rettilineo fondamentali

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Nuova ala posteriore Ferrari per Monza – Credits: F1inGenerale

Il circuito di Monza è un chiaro esempio di come i team tecnici vadano in un’unica direzione. Infatti, vi sono quei tracciati in cui si cerca un compromesso sulla scelta del livello di carico per non sacrificare eccessivamente nè la prestazione in curva e nemmeno quella in rettilineo. Invece, a Monza, non vi sono scelte di compromesso e la direzione è rivolta esclusivamente verso soluzioni a basso carico. Questa scelta è data dal fatto che i rettilinei sono molto lunghi e la prestazione in curva può essere sacrificata. Inoltre, le auto di nuova concezione, generano più del 60% di carico aerodinamico totale dal fondo vettura, garantendo quindi un buon livello di downforce anche nelle curve, specie ad alta velocità.


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L’ala Ferrari dedicata al circuito brianzolo è costituita da un main plain con corda ridotta e angolo di incidenza quasi nullo lungo tutto il bordo di ingresso ed un cucchiaio poco accentuato. Inoltre, anche il flap mobile presenta anch’esso una lunghezza in corda risicata ed una bassa incidenza, caratteristiche tali da diminuire la resistenza all’avanzamento. Inoltre, una conseguenza delle ali di Monza, si riflette sull’efficacia del DRS. Quest’ultimo, quando viene attivato tra i rettilinei del Tempio della Velocità, non consente ai piloti di guadagnare molti km/h in quanto la porzione di flap mobile che viene aperto è minore rispetto ad altri circuiti e, di conseguenza, sarà minore il guadagno ottenuto dai piloti con DRS aperto.

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