F1 | GP Olanda- Anteprima Pirelli- Isola: “Circuito impegnativo per gli pneumatici”

La Formula 1 torna a Zandvoort dopo 36 anni, Pirelli sceglie le tre mescole più dure della gamma P Zero per il Gran Premio d’Olanda.  La conformazione del circuito sottoporrà gli pneumatici a carichi impegnativi. Le prove libere del venerdì saranno fondamentali per i team per raccogliere dati e decidere le strategie.

Pirelli mescole Olanda
Credits Pirelli F1

Con il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort, tornato a far parte del calendario di Formula 1 dopo 36 anni, per la quarta volta in questa stagione, Pirelli sceglie le tre mescole più dure della gamma P Zero: la C1 sarà P Zero White hard, la C2 sarà P Zero Yellow medium e la C3 sarà P Zero Red soft.

Il ritorno del Gran Premio d’Olanda era inizialmente previsto per il 2020. A causa della pandemia da Covid-19 è stato rimandato a quest’anno. Per via delle curve molto impegnative e per la mancanza di dati significativi a cui far riferimento, le mescole più dure risultano la scelta più adatta.

Venerdì non sarà esattamente la prima volta che i pneumatici Pirelli circolano a Zandvoort con una monoposto di Formula 1 moderna: l’anno scorso infatti, Max Verstappen ha completato un giro dimostrativo in una Red Bull RB8 del 2012.


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Le caratteristiche del circuito di Zandvoort
Pirelli Olanda
Credits Pirelli F1

Il circuito di Zandvoort di oggi è abbastanza diverso da quello che ospitò la Formula 1 nel 1985. In particolare, le curve 3 e 14 (dedicate rispettivamente al precedente direttore del circuito John Hugenholtz e al pilota olandese Arie Luyendyk) hanno un banking di circa 19 gradi. Si tratta di un banking che è oltre il doppio di quello di Indianapolis (che è di circa 9 gradi) e questo significa che le monoposto potranno affrontare queste curve con una velocità molto più elevata rispetto al passato, sottoponendo i pneumatici a uno stress maggiore.

La curva 14 viene percorsa a tutto gas, generando forze superiori ai 4g, mentre in altre due curve le frenate generano forze di circa 5g: le entrate in curva 1 e in curva 11. La curva 7, percorsa ad una velocità di oltre 260 km/h, è un altro punto in cui si generano forze laterali di circa 5g.  A questa seguono immediatamente le curve 8 e 9 che vanno a completare una serie di tre curve consecutive con elevate forze g.

Come prevedibile per un circuito inaugurato nel 1948, Zandvoort è un tracciato vecchio stile, con curve strette e veloci e numerosi cambi di elevazione. Una delle curve più famose è il Tarzanbocht, la prima curva del giro, che oggi è più vicina alla linea del traguardo rispetto a com’era originariamente. La Hans Ernst Bocht invece, situata a fine giro, ha un’uscita più ampia rispetto a prima e quindi consente ai piloti di accelerare prima.

Zandvoort si trova vicino a una spiaggia di dune di sabbia che qualche volta viene depositata dal vento sul tracciato, compromettendone il grip: questa caratteristica è tipica di luoghi come il Bahrain.

Pirelli Olanda
Credits Pirelli F1
Il commento di Mario Isola

Mario Isola, responsabile F1 e car racing, ha dichiarato: “Il Gran Premio d’Olanda rappresenta ovviamente una sfida inedita per noi, ma grazie anche ai dati forniti da Formula 1 e dai team siamo stati in grado di stabilire una nomination mescole e delle prescrizioni in linea con quelle che dovrebbero essere le caratteristiche di questo nuovo entusiasmante tracciato”.

Non avendo la F1 corso in tempi recenti su questo tracciato, i team sfrutteranno al massimo le sessioni di prove di venerdì, Isola ha commentato: “Essendo una pista nuova, le sessioni di prove libere saranno fondamentali per raccogliere dati reali e formulare la strategia pneumatici per la gara. Quello che è certo è che la conformazione del circuito sottoporrà gli pneumatici a carichi impegnativi, come abbiamo visto dalle simulazioni al computer che abbiamo effettuato. Quest’anno abbiamo già corso a Zandvoort nel GT World Challenge e questo ci ha fornito qualche informazione utile“.

 

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Victoria L.

Lavoro come account in una web agency. Appassionata di Formula 1 e tifosa della Ferrari da quando vidi il Gran Premio di Jerez del 1997.