F1 | GP Olanda – Guida alle strategie di gara

La pista “vecchio stampo” di Zandvoort si è fatta amare immediatamente da piloti e fans per il suo layout. Tuttavia, la poca larghezza e i pochissimi rettilinei renderanno molto difficili i sorpassi per le F1. Per questo motivo, come ribadito da Hamilton nell’intervista successiva alle qualifiche del GP di Olanda, le strategie avranno un ruolo fondamentale durante la gara.

©️ F1/Pirelli

Una panoramica del circuito

Il circuito di Zandvoort è caratterizzato per la maggior parte da curve veloci ad ampio raggio, che generano un notevole stress sulle coperture anteriori. Le due sopraelevate a banking positivo, inoltre, generano carichi rilevanti sulle coperture interne alla curva.

I pneumatici sono quindi sottoposti ad ingenti forze sia laterali, che alle insolite longitudinali. Di conseguenza la Pirelli ha optato per una scelta conservativa, decidendo di portare la gamma di mescole più dura a disposizione: la C1 sarà P Zero White hard, la C2 la P Zero Yellow medium e la C3 la P Zero Red soft.

Visto i numerosi aspetti insidiosi da pista “old school” , come curve di notevole difficoltà e l’assenza di vie di fuga, che non lascia spazio all’errore, l’uscita della Safety Car è molto probabile durante il GP di Olanda e non è da escludere che si vedranno anche bandiere rosse che andrebbero a modificare le strategie per la gara pianificate dai team.

I passi gara delle libere

©️ unknown

Sono state diverse le simulazione di passo gara effettuate nelle FP2, che hanno visto coinvolte tutte e 3 le mescole.

Uno dei principali dati emersi è la consistenza della mescola soft, che ha generato un’ottima progressione dei tempi per tutti gli stint. Questo dato è spiegabile dal momento che, come affermato in precedenza, la Pirelli ha optato per le mescole più dure. Quindi, questa stessa mescola in altri circuiti è addirittura nominata hard. Di conseguenza, molto probabilmente vedremo questo compound utilizzato in gara molto più spesso rispetto al solito e, come analizzato in seguito, potrebbe anche essere scelto deliberatamente per partire dalle squadre che avranno scelta libera.

Ottimi segnali sono anche stati dati dalla mescola media, che è risultata come al solito un’ottima gomma da gara. Quest’ultima sarà con tutta probabilità il pneumatico più adoperato. Tuttavia, pochissimi sono stati gli stint che hanno sfiorato i 10 giri di lunghezza. Per questo rimane ancora il dubbio se questa mescola potrà coprire l’intera seconda parte di gara.

Meno ha convinto la mescola hard, dimostratasi estremamente dura e quindi meno competitiva a livello di passo. Quest’ultima è stata testata in una simulazione vera e propria solo da Ricciardo, indice del fatto che generalmente non ha suscitato tanto interesse nelle squadre. Si è dimostrata capace di coprire stint di notevolissima lunghezza, quindi in casi di incidenti o Safety Car nelle prime fasi di gara o di incertezza sulla durabilità della gialla, sarà sicuramente un’opzione chiave.


Leggi anche: F1 | GP Olanda – Segui in diretta la gara di Zandvoort [ LIVE ]


Le mescole di partenza

La qualifica del Gran Premio di Olanda è stata tra le più incerte e spettacolari degli ultimi anni. Tanti sono stati i colpi di scena, con auto molto competitive che sono state eliminate prematuramente e, invece, con diversi piloti che hanno qualificato le loro vetture molto più avanti del previsto.

Questa vicinanza tra le vetture non ha generato la necessaria confidenza nei top team per provare a qualificarsi con la gomma media. Per questo le strategie di gara di tutta la top 10 della griglia sarà uniforme, con tutte le monoposto che partiranno sulla C3 soft.

Le macchine che seguono avranno, al contrario, la consueta scelta libera della gomma con cui partire. Queste ultime potrebbero scegliere sia la soft per avere un extragrip iniziale e guadagnare posizioni in partenza.

Altra opzione papabile, per differenziare la strategia dalle prime vetture, è sicuramente la medium, tentando un overcut. Ciò consiste nell’allungare il primo stint, provando a recuperare posizioni con un ottimo ritmo in aria pulita una volta che le vetture davanti avranno effettuato la sosta.

Difficilmente vedremo molteplici scuderie invece partire con la hard. Infatti, seppur consentirebbe di allungare il primo stint in modo estremo tentando qualcosa di veramente alternativo, essendo C1 (la mescola più dura di tutta la gamma Pirelli) presenta notevoli limiti di grip e di warm up, che nelle fasi iniziali di gara potrebbero risultare fatali.

©️ Pirelli

Le possibili strategie

©️ Pirelli

In vista del GP di Olanda andiamo dunque a vedere quelle che potrebbero essere le strategie adottate dai team in gara. Non è semplice delineare con certezza quale gomma andranno a montare le squadre per il secondo stint. È da ricordare che non si dispone di dati relativi a GP precedenti e che pochissime simulazioni passo gara effettuate durante le FP2 hanno raggiunto i soli 10 giri di lunghezza.

Se d’altronde non c’è dubbio sulla durabilità della hard, il vero punto di domanda è la mescola media. È infatti quest’ultima che le scuderie vorrebbero optare per la seconda parte del Gran Premio, visto gli ottimi segnali di velocità che ha mostrato al contrario della hard, ma tuttavia nessuno ha la certezza che riesca ad arrivare a fine gara.

Per tale motivo, la maggioranza potrebbe propendere per la scelta conservativa, che vede la “gomma bianca” protagonista sia nel caso di partenza con la soft, che con la media. Nel primo stint, tutti i team sicuramente valuteranno molto attentamente il degrado, pronti a virare sulla mescola media nel caso quest’ultimo si verificasse inferiore del previsto. Certamente le vetture che per prime sceglieranno la mescola più dura, saranno prese in esame da tutte le squadre per raccogliere più dati sulla sua eventuale competitività.

Tutte le indicazioni sembrano, infine, presagire una gara ad una sosta, visto anche la durezza di tutti e 3 i compound. Non è però da escludere che alcuni potrebbero preferire, magari sotto Safety car, di fermarsi una seconda volta, per montare una gomma rossa per il finale.

Seguici anche sui social: Telegram – Instagram – Facebook – Twitter

mm

Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.