F1 | GP Olanda – Scopriamo insieme il circuito di Zandvoort: tra sopraelevate e terza dimensione

Il 5 settembre la F1 torna in Olanda dopo 36 anni sul mitico circuito di Zandvoort. Andiamo a scoprire insieme le caratteristiche principali di questa storica pista.

zandvoort circuito olanda

La prossima tappa del Circus sarà in Olanda, un ritorno al passato sullo storico circuito di Zandvoort, non troppo distante da Amsterdam. Le aspettative sono altissime per questo ritorno del motorsport su una pista rinnovata che vedrà circa 70.000 spettatori sostenere l’eroe locale Max Verstappen. Speriamo che, dopo un disastroso GP di Belgio, questo nuovo appuntamento potrà riportare un po’ di brio.

Un circuito rimodernato, ma con le caratteristiche “vecchia scuola”

In una Formula 1 ormai piena di circuiti progettati a computer e con lo stampino, Dromo e lo storico circuito d’Olanda, Zandvoort sono riusciti a dare un’anima forte alla storica pista. Jarno Zaffelli, parte della società di ingegneria italiana specializzata nella progettazione e costruzione di piste, è stato l’uomo scelto dalla direzione del circuito e in particolare da Niek Oude Luttikhuis, il direttore di pista, per realizzare qualcosa di unico: un circuito nuovo, ma “vecchia scuola”.

Jarno Zaffelli ha dichiarato: “Ho sempre avuto un legame speciale con Zandvoort, 5 anni fa ho visitato la pista. Sono stato accolto da Niek Oude Luttikhuis, il direttore della pista. Abbiamo fatto un giro e abbiamo iniziato a discutere su come migliorare questa o quella curva. È così che è iniziato tutto”. Quattro anni dopo, quando l’idea di ospitare una gara di Formula 1 si è concretizzata, Jarno Zaffelli è stato chiamato ad aggiornare la pista. “Volevamo fare qualcosa di innovativo, ma in stile vecchia scuola. Questo era il brief principale. Questa visione è stata sostenuta anche dalla FOM”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le sopraelevate

Zandvoort è ben noto per le sopraelevate. Le curve sopraelevate sono nate da un’idea di Niek Oude Luttikhuis, il track manager, per risolvere la richiesta della FIA di avere un rettilineo più lungo per creare un’opportunità di sorpasso. Non è stato possibile un prolungamento del rettilineo principale perché avrebbe impattato da un lato con il Parco Naturale Natura 2000 e dall’altro con le case vacanza. “L’idea di avere una curva “dolce” non era efficace perché la velocità in curva delle vetture era troppa e alla fine della curva, l’accelerazione laterale era di oltre 2,5 G e il DRS non poteva essere aperto”, ha spiegato Zaffelli. “Le forze orizzontali della vettura erano la chiave, quindi Niek ha avuto l’idea di esplorare la possibilità di ridurre le forze inclinando la pista, fino a un punto tale che l’accelerazione laterale fosse inferiore ai 2,5 G. Secondo le simulazioni dinamiche del veicolo FOM, abbiamo dovuto fare un’inclinazione di almeno 15 gradi in quell’angolo.”


Leggi anche

Orari del Week End: GP Olanda 2021 – Anteprima e orari TV su Sky e TV8


Ma come si può progettare e costruire la sopraelevata?

Insieme a KWS, l’impresa edile, Dromo ha studiato tutti i dettagli tecnici, compresa la formula del “FlyingDutch”, il nome del mix di asfalto su misura di pietra norvegese e bitume Shell che hanno creato per soddisfare le caratteristiche della sabbia di Zandvoort, le temperature rigide, i forti venti invernali e lo stress delle vetture di F1. È stata una forte collaborazione tra le parti.

Hanno realizzato il “prolungamento” del rettilineo principale modificando la curva 14, l’ultima curva. Secondo i calcoli di Dromo, anticiperà di 340 metri il punto in cui i piloti di Formula 1 potranno andare a tutto gas, trasformando gli attuali 678 metri in un potenziale rettilineo di 1 km. Ciò consentirà un sorpasso alla frenata della curva 1, la famosa Tarzan. Grazie al lungo T14 potrebbe esserci anche l’arrivo al fotofinish. “La sensazione del banking è incredibile, è come accelerare su un lato di una duna”, ha confessato Jarno Zaffelli che ha dovuto affrontare la sfida tecnica che le linee guida della FIA stabiliscono che nessun banking debba essere superiore al 10%.

La “terza dimensione”

La particolarità della filosofia di Dromo è il modo in cui prende in considerazione la terza dimensione durante la progettazione di una pista. Secondo le loro misurazioni, a Zandvoort, solo 2 dei 14 angoli possono ora essere considerati “piani”. Mentre tutti gli altri angoli sono caratterizzati dall’inclinazione, da un minimo di 15° a 18° (34%) proprio nel lunga curva 14. E da un minimo di 4,5° ad un massimo di 19° (35%) nel lato esterno della curva 3.

Qui un video pubblicato dal Circuito di Zandvoort con maggiori approfondimenti sulle modifiche effettuate al circuito.

Seguici anche sui social: TelegramInstagramFacebookTwitter

Alessia Malacalza

Classe 2000, aspiro a lavorare nel mondo dello sport. Studio Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche a Milano.