F1 | GP Qatar – Analisi post gara Pirelli: gomme protagoniste

Il Gran Premio del Qatar è volto al termine, non senza colpi di scena. Gran parte della spettacolarità della gara è dovuta alle strategie e soprattutto al “dramma” di cui le gomme si sono rese protagoniste nelle ultime fasi di gara. F1 Qatar analisi Pirelli

©️ Pirelli F1

Le strategie sono state tema chiave sin dalle prime fasi di gara, nel provare ad interpretare il comportamento delle coperture su un circuito nuovo, di cui le squadre non disponevano dati pregressi. Infatti, individuare i livelli di degrado è stato uno dei principali lavori svolti da tutte le squadre. Di conseguenza, il dibattito tra la singola e le due soste è stato aperto fino alle ultime fasi di gara. F1 Qatar analisi Pirelli

Strategie divergenti

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Come affermato in precedenza, alla vigilia della gara c’era incertezza su quale avrebbe potuta essere la strategia più veloce. Infatti, durante le libere i team non hanno avuto tempo sufficiente a raccogliere dalla pista tutti i dati di cui un circuito inedito necessita. Inoltre, le condizioni della gara sono state molto diverse da quelle delle prove libere, lasciando l’incognita sulla performance dei pneumatici a temperature nettamente inferiori.

Questo si è tradotto in una grande varietà di strategie. La tattica vincente di Hamilton è caratterizzata da due stint di medie intervallati da uno di mescola dura. Verstappen, secondo, ha effettuato una terza sosta finale per montare le P Zero Red soft ed assicurarsi il giro veloce. Mentre Alonso è tornato sul gradino del podio partendo, come altri 10 piloti, con la gomma rossa ed effettuando una sola sosta. Difatti, non è stata unanime nemmeno la scelta dei due pit stop, con diverse vetture, oltre lo spagnolo, a terminare la gara entrando ai box una volta sola.


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I cedimenti

Il momento chiave del GP sono state le forature accusate da ben 4 piloti – Bottas, Russell, Norris e Latifi – nelle ultime fasi di gara,  pervenute tutte sulle gomme anteriori-sinistre, le più sollecitate.

Nei prossimi giorni, Pirelli effettuerà analisi più approfondite nella sua sede milanese. Tuttavia, si sospetta che i cedimenti siano dovuti all’ingente degrado e ai numerosi impatti ad alta velocità contro i cordoli molto aggressivi del circuito, uniti a degli stint di notevole, forse eccessiva, lunghezza.

Analisi mescole

  • La P Zero White hard è stata utilizzata dalla maggior parte dei piloti per il secondo stint. È stata la gomma chiave della gara mostrando un comportamento in linea con le aspettative, con un basso degrado. Questa caratteristica è stata fondamentale per i piloti che hanno adottato una strategia ad una singola sosta.
  • La P Zero Yellow medium è stata la gomma più optata per iniziare la gara, scelta che ha permesso di implementare la strategia vincente medium-hard-medium. Ha fornito un riscontro prestazionale più che positivo. Tuttavia, alcune squadre hanno mal calcolato la sua durata, effettuando con questo compound stint decisamente troppo lunghi.
  • La P Zero Red soft, contro le aspettative, è stata scelta da ben 5 piloti con libertà di mescola per iniziale la gara. Il chiaro obiettivo era sfruttare il suo extragrip in partenza e nelle prime fasi per guadagnare subito posizioni importanti. In generale ha mostrato un degrado elevato anche se, alcuni piloti come Alonso, con una minuziosa gestione, sono riusciti a completare stint di notevole lunghezza. Verstappen ha montato questo compound, in un pit stop addizionale negli ultimi giri sfruttando una Virtual Safety car, per siglare il giro veloce in 1:23.196.
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Le parole di Mario Isola

Mario Isola, responsabile Pirelli F1 e Car Racing, ha commentato le sfide affrontate dai team nel preparare le strategie su un circuito inedito:

Dato che Losail è una pista nuova e poco conosciuta che presenta alcune curve molto impegnative, i team sono arrivati in gara privi di tutte le informazioni che solitamente riescono ad avere dato che hanno avuto una sola sessione di prove libere rappresentativa della gara. Tuttavia, durante la corsa è diventato chiaro che una strategia ad una sosta sarebbe stata molto difficile da realizzare per via dell’usura, che richiedeva un alto grado di gestione dei pneumatici…”.

In seguito, egli ha analizzato i cedimenti, commentando i livelli di degrado verificatosi questo pomeriggio:

…Alcuni piloti hanno riscontrato problemi ai pneumatici nell’ultima parte di gara, probabilmente dovuti a una combinazione di usura molto elevata, come conseguenza di lunghi stint, e impatti ad alta velocità contro alcuni cordoli aggressivi. Ma naturalmente scopriremo nello specifico cosa è successo con le analisi che verranno condotte nei nostri laboratori di Milano. Al contrario, Hamilton e Verstappen sono stati in grado di spingere al limite con la strategia che avevano scelto, tagliando il traguardo con oltre mezzo minuto di vantaggio su Alonso, terzo, che è riuscito a portare a termine con successo una strategia ad una sosta“.

Mario Isola, responsabile Pirelli F1 e Car Racing

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.