F1 | GP Russia – Analisi tecnica: Ferrari con una nuova ala, McLaren punta sul musetto

Nel GP di Russia Ferrari e McLaren hanno portato delle novità tecniche in ottica 2021. Andiamo a vedere di cosa si tratta.

Credit: Matthew Somerfield

La pista di Sochi si caratterizza per un primo e secondo settore con curve veloci mentre nel terzo settore, con curve lente a 90°, è fondamentale avere una buona trazione. Per questo motivo si cerca un compromesso in termini di assetto, scaricando le ali e sacrificando il terzo settore. f1 russia analisi tecnica

Ferrari

La Rossa di Maranello sta faticando in una delle stagioni più difficili ed è costretta a recuperare in ottica 2021. I congelamenti impongono delle limitazioni notevoli ma, dopo alcune gare di assenza, la Ferrari in Russia ha portato una nuova ala posteriore. Il main plane presenta una configurazione più scarica per recuperare velocità sul dritto.

La modifica più evidente riguardano gli endplate. Innanzitutto bisogna osservare che la parte superiore, in prossimità del bordo di uscita del flap del DRS, presenta un diverso profilo. Nell’ala utilizzata in altre occasioni il profilo presenta una forma ad “L” mentre in quella nuova si ha un profilo scalinato. Si tratta di una parte cruciale per l’ala posteriore dal momento che va ad influenzare la scia, attraverso un’omogenizzazione della pressione.

A questo i tecnici di Maranello hanno apportato ulteriori modifiche sulla parte dei soffiaggi. La configurazione ricorda quella già utilizzata dalla Mercedes ed ha come obiettivo la ricerca della massima efficienza aerodinamica per sopperire alla mancanza di cavalli.


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McLaren

La McLaren continua a lavorare sul muso, cercando di seguire la tendenza introdotta da Mercedes e seguita poi da altri team come Racing Point, Red Bull e Renault. Il muso stretto permette di avere una maggiore efficienza alle elevate velocità di punta ma ha come svantaggio il fatto di non riuscire ad incanalare nel sotto vettura una portata maggiore di aria. f1 russia analisi tecnica

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Credit: Tobi Gruner

Per questo motivo si utilizzano quelli che vengono definiti “cape” e non sono altro che delle paratie curve che sfruttano l’effetto Venturi: un restringimento provoca un’accelerazione del flusso e una conseguente depressione. Bisogna tuttavia aggiungere che la monoscocca della McLaren presentava fin dall’inizio un restringimento nella parte d’attacco del musetto. Questo ha permesso quindi una semplificazione del lavoro come si può vedere dalle foto di Tobi Gruner.

Oltre a questo, il team di Woking ha introdotto una nuova ala anteriore per completare il pacchetto aerodinamico. Dalla foto si nota come i due flap superiori presentino una diversa inclinazione (svergolatura) nella parte terminale. Perchè? La spiegazione più semplice è che McLaren stia studiando il modo per massimizzare l’effetto outwash senza perdere carco aerodinamico, come accade per Mercedes. Ali anteriori scariche per ottenere efficienza aerodinamica, ottenendo quanto più carico possibile dal fondo che, sfruttando l’effetto suolo, non gravano sulla resistenza all’avanzamento.

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Credit: Tobi Gruner

 

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