F1 | GP Russia – Guida alle strategie di gara

La fantastica qualifica ha delineato una griglia di partenza inedita, con le scuderie più vincenti della storia della F1 ad occupare le prime tre posizioni. Se la giornata di sabato è stata caratterizzata da consistenti precipitazioni, per la gara di oggi si prevedono condizioni asciutte, in cui la strategia diventa fondamentale. GP Russia strategie

©️ Pirelli F1

Le mescole a disposizione

Come approfondito nell’anteprima Pirelli, sono state confermate le tre mescole più morbide della gamma. La C3 sarà P Zero White hard, la C4 P Zero Yellow medium e la C5 P Zero Red soft. Ciò è richiesto dalle numerose curve a 90° da cui è costituito questo circuito, che necessitano di una trazione e un grip non indifferente. Per di più, l’asfalto non eccessivamente abrasivo va incontro a questa scelta. GP Russia strategie

L’appuntamento passato

©️ Pirelli F1

Nella scorsa edizione, Bottas e Verstappen sono stati gli unici in grado di passare il taglio del Q2 con la gomma media, ipotecandosi un notevole vantaggio strategico per la gara. La strategia più veloce è stata infatti partire con la mescola media, per poi affidarsi alla dura per la seconda parte di gara. Il che è testimoniato dal fatto che la quasi totalità delle vetture libere di scegliere la mescola di partenza ha optato per questa soluzione. Inoltre, è stata proprio questa strategia a rendere possibile la rimonta di Leclerc dalla 11° alla 6° posizione.

Come prevedibile, poco usata la soft C5, in quanto troppo morbida per la gara. Infatti, è stata montata solo dalla top 10, ai quali era imposta per la partenza. Tuttavia, ha dimostrato una consistenza sufficiente, arrivando a coprire uno stint anche di 20 giri.

Ben più prestazionale è stata P Zero White C3, la quale ha garantito un’ottima velocità oltre che a un’eccellente consistenza.

Analisi dei pneumatici

I team hanno dedicato grande parte delle prove libere ad analizzare molto attentamente tutte le mescole. Questo perché, con il rischio di incontrare fasi bagnate durante la gara, tutte le opzioni potrebbero essere adoperate. Perciò, c’è stata molta più attenzione del solito sulla mescola soft. Se solitamente è considerata troppo morbida e quindi insufficientemente consistente per uno stint di gara, in determinate condizioni si potrebbe rivelare la scelta ottimale per il suo extragrip. Ciò nonostante, spesso ha evidenziato una tendenza nel sviluppare graining.

Tuttavia, sebbene al momento sembrano aperte le porte per tutte le mescole, quelle maggiormente adatte per una gara sembrano rimanere la media e la hard. In caso di clima freddo, raggiungere e mantenere la giusta temperatura di esercizio nelle mescole più dure potrebbe rivelarsi più arduo del previsto.


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Le possibili strategie

©️ Pirelli F1

Come lo scorso anno, la strategia più veloce sarà partire con la gomma media, per poi montare la hard. È doveroso ricordare come, essendoci stato il Q2 bagnato, tutte le vetture avranno libertà di scegliere la gomma di partenza. Quindi questa opzione per la top 10 non sarà elitaria come gli scorsi anni, ma sarà alla portata di tutti. Perciò si prevede la maggioranza delle monoposto optare per quest’ultima.

Un’altra opzione pressoché equivalente potrebbe essere la strategia inversa. Ciò consiste nel partire con il pneumatico più duro, per poi montare la gomma media fresca per il finale, e avere così tanto delta mescola a proprio vantaggio per facilitare i sorpassi. Anche se la difficoltà per la hard di generare temperatura e quindi grip, potrebbe creare evidenti difficoltà in partenza e nelle prime fasi di gara. Per questo, soprattutto in caso di clima molto rigido, questa opzione potrebbe perdere di efficacia.

Tuttavia, le basse temperature e quindi il basso degrado rendono possibile affidare il primo stint alla gomma soft. Scelta coraggiosa in termini di gestione e di graining, ma che fornirebbe un enorme vantaggio in partenza e nelle primissime fasi di gara. Questa opzione, per la vita limitata della mescola, costringe ad anticipare il pit stop, quindi allungando notevolmente il secondo stint. Per questo motivo, al fine di rimanere su una strategia ad una sosta, è poi obbligatorio utilizzare la hard per il proseguo della gara.

La lunghezza della pit lane e il limitatore in essa impostato a soli 60 km/h, fanno prospettare una gara a una sosta. Difficilmente le vetture entreranno ai box una seconda volta, a meno di eventi eccezionali come danni o Safety Car. Infatti, si può guadagnare un’ingente quantità di tempo effettuando la sosta sotto un regime Safety Car o Virtual Safety Car. È stata proprio quest’ultima, causata da un problema all’ibrido di Vettel, a regalare la doppietta alle “frecce d’argento” ai danni della Ferrari nel 2019.

In ogni caso, questi sono i set di gomme disponibili per ogni pilota in vista della gara.

©️ Pirelli F1

Diverse vetture in rimonta

A rendere ancora più interessante questo Gran Premio, ci sono anche diverse vetture costrette a partire dal fondo per aver cambiato la propria Power Unit. Tra di esse ci sono VerstappenLeclerc e all’ultim’ora Bottas, con il probabile intento di marcare il leader del campionato da vicino.

Per agevolare questo tentativo, è fondamentale tentare una soluzione alternativa, in maniera tale da creare offset” strategico rispetto alla maggioranza della griglia e avvantaggiarsi di ciò.

Solitamente questo viene effettuato con l’intenzione di allungare il primo stint, per superare diverse vetture lente sfruttando il passo della propria monoposto in aria pulita una volta che esse hanno “pittato”, senza perdere tempo e prendere rischi sorpassandole in pista. Ciò viene definito “overcut” e garantirebbe anche, come affermato in precedenza, di avere una mescola più fresca per il finale, andando ad agevolare gli ultimi sorpassi.

Perciò è difficile che essi optino per la mescola soft in partenza, in quanto possiede una vita limitata garantendo quindi una flessibilità precaria. La scelta più logica che va incontro a questa strategia sarebbe la hard e, in condizioni ordinarie, sarebbe di certo la più plausibile per iniziare il GP. Tuttavia, le temperature basse renderebbero molto meno efficace e più rischiosa questa soluzione. Quindi, in caso di clima molto rigido o rischio pioggia, potrebbero essere costretti a scegliere anch’essi la media, provando ad allungare il primo stint grazie alla gestione.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.