F1 | GP Stiria – Analisi pista: le insidie dei saliscendi del Red Bull Ring

La F1 sarà impegnata in Austria per la doppia gara al Red Bull Ring. Andiamo ad analizzare la pista austriaca.

Il Red Bull Ring è uno dei circuiti più caratteristici del mondiale di F1, per il suo layout apparentemente semplice e per la sua suggestiva locazione tra i boschi della Stiria. 4318 metri con un totale di 10 curve con variazioni altimetriche importanti.

Assetti scarichi: obiettivo velocità massima

La presenta di quattro rettilinei (considerando anche il tratto da curva 8 a curva 9) rende il circuito di Spielberg una pista adatta alle alte velocità. I team adottano configurazioni aerodinamiche (ali a basso carico) per massimizzare la velocità di punta e sfruttare le tre zone DRS presenti. Ferrari ha dimostrato a Baku di essere veloce sul giro secco in qualifica; tuttavia per recuperare ulteriore velocità a causa di una power-unit non ancora all’altezza della concorrenza, dovrà scaricare le ali più di tutti, andando a sacrificare il tratto guidato da curva 4 a curva 8.


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Frenate impegnative, necessità di una macchina precisa e stabile

Per la sua conformazione, risulta quindi cruciale la gestione delle frenate. Stando ai dati di Brembo, il Red Bull Ring è classificato come uno dei mediamente impegnativi. La curva più impegnativa è la 3, in cui si ha una decelerazione di oltre 5 G oltre al fatto che i piloti arrivano con la vettura ad affrontare una contro-pendenza.

Le altre due impegnative sono quelle in curva 1, in cui i piloti arrivano a staccare in salita con una curva cieca a 90 gradi e la curva 4 in discesa che introduce al tratto guidato del secondo settore.

Questo quindi richiede, oltre alla bontà del sistema frenante, una vettura che riesca a sfruttare al meglio il grip meccanico con delle regolazioni specifiche sul sistema delle sospensioni.

Altitudine e raffreddamento

Come detto in precedenza, il Red Bull Ring esalta le power-unit e mette a dura prova il sistema frenante. Per ottimizzare il lavoro dei due sistemi, è necessario avere un ottimo raffreddamento.

Questo in Austria è difficile perchè si corre ad una altitudine di oltre i 600 metri sul livello del mare e questo influisce sulla qualità dell’aria che tende a essere rarefatta e secca. Per questo motivo i team ricorrono a delle aperture laterali sul cockpit e ad una diversa conformazione della parte terminale del cofano motore.

A questo questo bisogna aggiungere che, per quanto il raffreddamento dei freni sia cruciale, in Austria accade l’opposto. Infatti, con la presenza dei rettilinei, i piloti rischiano di raffreddare fin troppo i dischi e non averli nella giusta finestra di temperatura per il corretto funzionamento. Stesso discorso può essere traslato per la gestione degli pneumatici.

 

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