F1 | GP Turchia – Guida alle strategie di gara

Con la griglia definita dalle entusiasmanti qualifiche di ieri, la strategia sarà oggi fondamentale per guadagnare posizioni e ottenere punti importanti. I team prevedono, almeno per la maggior parte, una gara asciutta. Per questo è debito analizzare le varie opzioni di utilizzo delle slick. F1 Turchia strategie

Le mescole a disposizione

©️ Pirelli F1

Come analizzato nell’anteprima Pirelli, l’azienda italiana ha scelto portare i pneumatici centrali della gamma, “ammorbidendoli” di uno step rispetto allo scorso anno. Dunque, la C2 sarà la P Zero White hard, la C3 sarà la P Zero Yellow medium e la C4 sarà la P Zero Red soft. F1 Turchia strategie

I dati raccolti lo scorso anno che descrivevano livelli di usura medi, hanno infatti reso possibile questa operazione da parte della Pirelli, allo scopo di aumentare il grip e quindi la spettacolarità del Gran Premio.

La gara dell’anno scorso

L’anno passato la F1 è tornata in Turchia dopo 9 anni. Non avendo dati recenti a disposizione, la Pirelli optò per la scelta più conservativa dei pneumatici, portando le tre mescole più dure.

Tuttavia, alcune operazioni sull’asfalto a ridosso del weekend di gara, peggiorarono notevolmente il grip della pista. Il che, unito alla pioggia caratterizzante la maggioranza delle sessioni, portarono un livello di aderenza estremamente basso senza precedenti in F1.

©️ Pirelli F1

La gara 2020 si corse interamente su gomme da bagnato, passando per maggior parte dei piloti dalle full wet dei primi giri, alle intermedie. Tuttavia, anche in questo caso, ci fu una differenziazione delle strategie da parte dei team.

Infatti, alcuni optarono per una seconda sosta per montare un secondo set nuovo di intermedie, mentre altri scelsero di rimanere fuori, confidando di arrivare fino a fine gara. La strategia vincente fu proprio quest’ultima, con Hamilton autore di una storica vittoria in rimonta dopo aver effettuato un interminabile stint di 50 giri sulle intermedie.

Tuttavia, quando fatto al momento giusto, pagò anche effettuare il secondo pit stop. Infatti, è stato proprio grazie a questa chiamata che la Ferrari si assicurò il miglior risultato stagionale mettendo le sue vetture in terza e quarta posizione.

Analisi dei pneumatici

©️ Pirelli F1

Un sabato dalle condizioni miste e incerte è stato preceduto da un venerdì interamente asciutto. È stato proprio in quel giorno che le scuderie hanno effettuato numerosi test per comprendere la prestazione delle varie mescole sia su giro secco che nella simulazione gara.

Il degrado emerso dai passi è risultato ben superiore del previsto. Per questo motivo, le uniche mescole adatte per compiere stint di sufficiente lunghezza sembrano essere la media e la hard. La soft, al contrario, seppur nettamente la più veloce in qualifica, è sembrata estremamente fragile e troppo poco consistente per affrontare il numero di giri richiesti in gara. Difatti ha presentato un degrado e un graining nettamente maggiore rispetto ai compound più duri.

©️ F1

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Le possibili strategie

©️ Pirelli F1

Come affermato in precedenza, le mescole sulle quali con tutta probabilità si baserà la strategia delle squadre sono la media e la hard. Questo è conseguenza dell’elevata usura che la pista ha dimostrato venerdì. Infatti, non sarà scontato riuscire a terminare la gara con una sola sosta.

Per questo motivo, la totalità delle vetture – tranne Tsunoda – si sono qualificate nel Q3 con la gomma gialla, che quindi useranno in partenza. Nonostante la C4 non dovrebbe essere adoperata, ci sarà lo stesso grande varietà strategica per quanto riguarda il numero di soste.

La strategia che secondo Pirelli sarà più veloce prevede due pit stop, per passare da uno stint iniziale con le gialle, a due finali con le bianche. Questa strategia permetterebbe ai piloti di spingere maggiormente durante tutto l’arco della corsa, dato che effettuare un secondo cambio gomme ridurrebbe al minimo graining e usura e quindi il bisogno di una gestione.

Tuttavia, la maggior parte delle scuderie di certo partirà con l’idea di arrivare fino in fondo con il primo set di hard, optando per una opzione ad una sosta media-dura. Lavoro fondamentale degli strateghi sarà infatti monitorare costantemente durante il Gran Premio i livelli di usura e di degrado che caratterizzeranno oggi pomeriggio la pista. In questo modo si potrà scegliere più tardi possibile se mantenere la strategia con un pit o convertirla a due.

Inoltre, qualche vettura fuori dalla top 10 potrebbe tentare la strategia inversa. Ciò consiste nel partire con il pneumatico più duro, per poi terminare la gara su quello più morbido. Questo fornirebbe un notevole vantaggio nelle ultime fasi di gara, potendo contare su una gomma più prestante e anche più nuova.

Sembra invece da escludere l’utilizzo della mescola soft, al quale sarà però obbligato Tsunoda, che tranne il grip in partenza e le prime fasi di gara, non presenta altri vantaggi utili alle squadre. Inoltre quest’ultima, per la sua vita limitata, non fornirebbe alle squadre l’elasticità di poter scegliere nel corso della gara il numero di soste da effettuare, inducendo già in partenza ad un secondo pit stop.

Sainz ed Hamilton in rimonta

Tra le vetture che potrebbero utilizzare la strategia inversa ci sono sicuramente Sainz e Hamilton. Entrambi infatti, a causa di una penalità, saranno chiamati ad una rimonta. Per questo potrebbero trarre vantaggio nel diversificare la strategia rispetto al resto del gruppo. Infatti, partendo con una mescola più dura, potranno allungare il primo stint, per eseguire un “overcut” sulle vetture più lente, senza doverle sorpassare tutte in pista perdendo tempo.

Estendere il primo stint, aumenta anche la possibilità di usufruire di una Safety car o Virtual Safety car per effettuare il cambio gomme guadagnando ben 6 secondi.

©️ F1

Il che li fornirebbe anche una media nuova per il finale di gara, incrementando il delta tra la prestazione dei propri pneumatici e quelli avversari, facilitando i sorpassi.

Le gomme a disposizione

©️ Pirelli F1

Nella concreta probabilità di una gara a due soste, diventano estremamente importanti i set di gomme disponibili per tutti i piloti. Infatti, per effettuare la strategia consigliata da Pirelli, sono necessari due set di C2 hard, che però non tutti i piloti dispongono. In quel caso, se non fosse possibile terminare la gara con un solo pit, essi saranno costretti ad utilizzare una seconda mescola media per l’ultima parte del Gran Premio.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.