F1 | GP Ungheria – Haas, Magnussen: “Chiamata rischiosa, che risultato!”

Nonostante i 10 secondi di penalità, la Haas conquista il primo punto stagionale in Ungheria grazie ad una strategia coraggiosa ed efficace. Entrambi i piloti sono rientrati ai box per cambiare le gomme intermedie durante il giro di formazione: oltre alla grande intuizione, seppur irregolare a causa della comunicazione del muretto che ha “aiutato” i piloti nella scelta, la Haas ha dimostrato soprattutto con Magnussen di riuscire a mantenere un buon passo gara. 

Ungheria Haas
Credits: Haas F1 Team

Il risultato ottenuto in Ungheria permette senza dubbio al team Haas di respirare un po’. La scuderia americana era apparsa sinora decisamente sottotono; l’inizio di stagione era stato tutt’altro che roseo in Austria. Guenther Steiner non nasconde la gioia per la chiamata fatta dalla squadra:

«È stato un grande risultato per la squadra. È fantastico, al momento non siamo nelle condizioni di riuscire a farcela in circostanze normali. La chiamata fatta all’inizio è stata la decisione giusta e ci ha consentito di realizzare quanto fatto. Magnussen ha fatto un lavoro fantastico in gara, Grosjean ha avuto invece alcuni problemi con le gomme. Grazie a tutta la squadra per il duro lavoro svolto e per non aver mollato – non si sono mai arresi; noi non ci arrendiamo mai».

Anche i due piloti Haas hanno commentato la loro gara ed il risultato raccolto dalla squadra in Ungheria. Magnussen è stato il vero protagonista ed ha raccolto i frutti della chiamata ad inizio della gara; Grosjean ha invece lamentato alcuni problemi e non è riuscito ad eguagliare l’eccellente prestazione del compagno.

Ungheria Haas
Credits: Haas F1 Team

Kevin Magnussen

«Sono veramente felice. La squadra ha fatto una chiamata fantastica prima dell’inizio della gara – durante il giro di formazione, per montare le gomme slick. Sono veramente contento che si siano fidati, di avermi messo in pista con gomme da asciutto in condizioni che non erano semplici. È stato abbastanza rischioso, ma ha funzionato. Il passo gara era buono e dopo esser partito dalla pitlane, dopo qualche giro mi sono ritrovato in P3. Sapevo che non sarebbe stata la nostra posizione finale, ma è stato comunque fantastico trovarsi in quella posizione durante la gara. Ho solo provato ad andare avanti e a restitere il più possibile. Ho continuato a lavorare con la squadra sulla posizione che realisticamente avremmo occupato. Alla fine sono arrivato nono – (decimo a causa della penalità) – ho aperto del gap con una Ferrari ed ho tenuto lontana anche una McLaren. Questo dimostra che buona macchina abbiamo in termini di passo durante la gara. Il team ha fatto un grande lavoro anche se abbiamo lottato un po’ in qualifica».

«Quella del team è stata davvero una buona mossa. Sono stato contattato via radio e mi è stato detto che era troppo asciutto per le intermedie, perciò abbiamo colto l’ooportunità. I primi giri sono stati un po’ complicati, ma dopo è andato tutto molto bene. Il passo era buono. Ho iniziato ad avere del graining nell’anteriore sinistra, non l’abbiamo salvaguardata a sufficienza. Ad ogni modo, la mia gara stava andando bene, ma poi purtroppo – e devo rivederlo  – Albon si è mosso all’ultimo su di me in curva 1, ha colpito la mia ala anteriore e la ha danneggiata. Ho avuto molta meno prestazione dopo il contatto. Abbiamo provato, ma le cose non sono andate a posto dopo il contatto, non siamo riusciti pertanto a rimanere nella zona punti».

 

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Leonardo Trillini

Studente di Scienze della Comunicazione (Comunicazione d'impresa) presso l'università di Macerata e grande appassionato di F1 sin da bambino.