Formula 1

F1 | Hamilton come Fangio: Ferrari, un’attrazione fatale per i campioni del mondo

Hamilton è solo l’ultimo dei campioni del mondo di Formula 1 ad essere ingaggiato dalla Ferrari.

Lewis Hamilton coronerà il suo sogno d’infanzia: correre per la Ferrari. Il pluricampione del mondo ha scelto questa mossa audace per dare una scossa a una pausa invernale che rischiava di essere super noiosa.

Per vedere Hamilton in Ferrari bisognerà attendere il prossimo anno. Nel frattempo, è giusto ricordare che il britannico è solo l’ultimo Re della Formula 1 ad essere ingaggiato dalla scuderia di Maranello.

Credits: Sky Sports F1

La Ferrari e i campioni del mondo: un binomio che si ripete ciclicamente, anche se non troppo spesso. Sarà il rosso ad attrarre fatalmente leggende come Juan Manuel Fangio e Michael Schumacher. Sarà l’ebbrezza di correre per una delle scuderie entrate nella storia di Formula 1.

Tuttavia, non è tutto oro (o in questo caso, rosso) ciò che luccica. Occhio, Hamilton: essere legati alla Ferrari può essere un’arma a doppio taglio. Dei super campioni approdati a Maranello, solo in pochi sono riusciti a portare a casa il titolo.

Tutto iniziò con Juan Manuel Fangio: cinque mondiali conquistati con quattro scuderie diverse. L’argentino approdò a Maranello nel 1956, con già tre titoli in tasca (Alfa Romeo, Maserati, Mercedes). Il matrimonio con la Ferrari durò solo in quella stagione; giusto il tempo di conquistare un altro mondiale, e poi El Chueco tornò alla Maserati per vincerne un altro.

Credits: Ferrari.com

Tra Mario Andretti e la Ferrari, invece, ci su solo una breve frequentazione – se così possiamo chiamarla. Il pilota italoamericano arrivò a Maranello nel 1971, vincendo la sua prima gara con la Rossa nel GP del Sud Africa. Dopo aver conquistato il titolo nel ’98, Andretti tornò in Ferrari quattro anni dopo e trovò una macchina molto competitiva. Fece pole position a Monza, e arrivò terzo in gara. Chiuse la sua carriera in F1 con un ritiro al GP di Las Vegas.

Quella tra Alain Prost e la Ferrari è invece una storia d’amore finita male. Ingaggiato nel 1990 dopo aver conquistato tre titoli con la McLaren, il francese sfiora per un soffio il mondiale. In compenso arriva secondo nel mondiale, dietro il suo avversario di sempre Ayrton Senna: la loro rivalità è il leitmotiv di quella stagione. Il 1991 è deludente per Il Professore. Nigel Mansell lascia la scuderia per via dei pessimi rapporti con lui, e viene sostituito da Jean Alesi.

Tra una macchina non competitiva e le tensioni con l’allora direttore sportivo Cesario Fiorio, il legame di Prost con la scuderia italiana comincia a logorarsi. Il culmine si raggiunge quando il francese definisce la Ferrari “un camion.” A seguito di tale dichiarazione, viene licenziato.

Il Cavallino Rampante risorge con Michael Schumacher, che riporta la Rossa a vincere in uno dei momenti di dominio più belli nella storia della Formula 1. Il tedesco, all’epoca due volte campione del mondo con la Benetton, crede fermamente nel progetto di Jean Todt (che nel 1996 risciò il licenziamento) e suggella con lui un legame che dura cinque stagioni: dal 2000 al 2004, Schumi conquista altrettanti titoli mondiali.

Credits: Steve Etherington/LAT Photographic

L’ultimo mondiale piloti della Ferrari risale al 2007 con Kimi Raikkonen. Da allora, a Maranello si attende letteralmente un miracolo. L’ingaggio di due campioni come Fernando Alonso e Sebastian Vettel fallisce, a volte per colpe non degli stessi piloti.

Lo spagnolo, forte di due titoli vinti con la Renault, arriva a Maranello nel 2010 accolto da eroe. Nando annusa il mondiale tre volte (2011, 2012, 2013), arrivando secondo dietro la stella nascente Red Bull di Vettel. Il 2014 è pessimo per la Ferrari: la vettura non è competitiva, e Alonso comincia a risentirne. La vittoria si vede col binocolo. Perfino i podi scarseggiano. Qualcosa cambia in squadra, ma anche all’esterno: la stampa e i tifosi gli danno contro, e lo spagnolo capisce di non poter più continuare così. Fernando lascia così la squadra con l’amaro in bocca e un rimpianto che ha ancora oggi.

Anche Vettel viene accolto in Ferrari con un eroe: un altro tedesco che potrebbe riportare la Rossa ai fasti del passato. Il buon Sebastian, reduce da quattro mondiali con la Red Bull, ci prova, ma anno dopo anno, diventa impossibile competere con la strapotenza dell’avversaria Mercedes (e tra lui e Lewis Hamilton nasce una certa rivalità per il titolo, trasformata poi in una solida amicizia). Come accadde con Alonso, anche Vettel si rende conto che il legame con la Ferrari si sta spezzando.

Nel 2019 condivide il box con la giovane promessa Charles Leclerc, e i rapporti tra i due non sono sempre idilliaci. Spesso il monegasco oscura il quattro volte campione del mondo. L’anno successivo arriva il divorzio come un fulmine a ciel sereno: Sebastian Vettel annuncia il suo addio alla Ferrari nel maggio 2020, a stagione appena iniziata. A questo si aggiunge una vettura per nulla competitiva, forse la peggiore mai realizzata dal Cavallino. Seb abbandona la scuderia con un po’ di amarezza, ma consapevole di aver fatto la scelta giusta.

Crediti immagine di copertina: Sky Sports F1

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