F1 | Hamilton è andato largo in Curva 4 per 29 volte guadagnando circa 6 secondi in totale. Ma nessuna penalità. [VIDEO]

Secondo un’analisi effettuata da Red Bull, Hamilton avrebbe guadagnato circa sei secondi in totale andando largo in Curva 4 per ben 29 volte finché gli è stato permesso. Senza quei sei secondi, l’esito della gara sarebbe potuto essere ben diverso. Sorge spontaneo un quesito: ha senso andare a modificare le regole nel corso del Gran Premio?

Hamilton Curva 4

Una gara ricca di spunti di riflessione quella di oggi, tra cui certamente le vicende che hanno riguardato Hamilton e la famigerata curva 4. Lewis Hamilton, per circa 29 giri, ha sfruttato nel migliore dei modi la via di fuga asfaltata in uscita di Curva 4, andando a guadagnare – secondo un’analisi effettuata da Red Bull- circa due decimi al giro. Dunque, quasi sei secondi in totale nel corso del Gran Premio. Per 29 giri dicevamo, quindi per più del 50% della corsa.

Poco dopo la metà gara, in Red Bull hanno fatto presente la cosa mediante una comunicazione radio con Verstappen. La FIA ha allora reagito andando a vietare questo comportamento, impedendo dunque ad Hamilton – per l’ultima parte della gara – di sfruttare in quella maniera l’uscita di curva 4.

Ma se non era permesso, perché Hamilton non è stato penalizzato?

In qualifica era chiaro: chiunque fosse uscito con le quattro ruote dal cordolo in uscita di Curva 4, avrebbe visto cancellato il proprio giro. E così è stato numerose volte, tanti piloti hanno dovuto ripetere i propri tentativi in qualifica una volta usciti in quel tratto.

In gara, evidentemente, le cose erano meno chiare. Probabilmente, Hamilton ha sfruttato “un’area grigia”, andando a marciare sul fatto che il divieto non fosse stato esplicitamente esteso anche alla gara.

Sorge però spontaneo un quesito: ha senso andare a modificare le regole nel corso del Gran Premio? Ragionandoci a posteriori, non sarebbe stato meglio verificare semplicemente se la manovra messa in atto da Hamilton fosse o meno a norma di regola? Nel primo caso, la direzione gara avrebbe dovuto lasciar correre; nel secondo, comminare una penalità. La via di mezzo optata dalla Federazione – e quindi, impedire improvvisamente un certo comportamento messo in atto quasi trenta volte senza però procedere con sanzioni – lascia un po’ perplessi. Troppa confusione, forse, che ha finito per avvantaggiare l’uno, e svantaggiare l’altro.

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Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"