F1 | Hamilton e l’addio alla McLaren: “Devo tutto a loro”

“Lasciare la McLaren è stata dura” a parlare è Hamilton, che esattamente una settimana fa eguagliava Schumi nel numero di vittorie. Nonostante i successi ottenuti con il team tedesco, però, Lewis non dimentica la McLaren, la prima a credere in lui, abbandonata per entrare a far parte di un team ancora in via di sviluppo, ma che ben presto sarebbe diventato il più forte…

McLaren HamiltonFonte: Autosport

18 marzo 2007 un ragazzino di nome Hamilton a bordo di quella che allora era la McLaren Mercedes debutta in F1. Da quel giorno di anni ne sono passati 13 e quel ragazzino è diventato l’unico pilota di F1 in grado di avvicinarsi, sfiorare, raggiungere i record di Schumacher.

Record raggiunto esattamente una settimana fa con la Mercedes, la stessa scuderia con cui ha vinto e stravinto negli ultimi anni. Eppure il suo viaggio in F1 è iniziato con la storica McLaren, all’epoca sotto la guida di Ron Dennis.  Un periodo d’oro terminato nel 2013 quando Lewis entrò a far parte della scuderia tedesca al fianco di Nico Rosberg. Il resto è storia.

Nonostante le numerose vittorie conquistate con il team tedesco, però, il campione inglese non dimentica chi per primo ha creduto in lui. Nel corso di un’intervista, infatti, Hamilton ha parlato del suo addio alla McLaren, rivelando di essere ancora dispiaciuto.

“Quando ho dovuto chiamare Martin Whitmarsh, (allora direttore operativo del team britannico)  è stata veramente dura” ha spiegato l’inglese “Spero che con il tempo sia riuscito a perdonarmi. Purtroppo nella vita devi fare delle scelte e solo tu sai quali sono giuste per te”

“In ogni caso credo che lui sia riuscito a capire. Devo tutto alla McLaren. Mi hanno aiutato dal punto di vista economico perché la mia famiglia non era abbastanza ricca e non avrebbero mai potuto sostenere tutte le spese”

Quando nel 2012 ho deciso di andare in Mercedes l’ho fatto perché credevo in quel progetto. Allora non erano molto forti ma stavano crescendo e io volevo dare il meglio di me ed esserne parte. Era una sfida nuova ed ero già certo che saremmo riusciti ad ottenere la vittoria”

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