F1 | Hamilton: “Se non avessi lasciato la McLaren, oggi avrei soltanto un titolo mondiale”

Se non fosse andato via da McLaren, Hamilton oggi conterebbe con ogni probabilità un solo titolo mondiale. A sostenerlo, con estrema convinzione, è lo stesso pilota inglese. Lewis ricorda l’incertezza e il timore che l’hanno accompagnato in quella decisione così importante.

Hamilton McLaren
Lewis Hamilton in McLaren. Fonte: Grand Prix 247

Lewis Hamilton ricorda in maniera vivida il passaggio in Mercedes, ben otto anni fa, e la sensazione di incertezza che lo perseguitava in quegli istanti.

Lasciare la McLaren ha decisamente rappresentato il punto di svolta nella carriera del pilota, una decisione che gli ha aperto le porte del successo.

L’inglese vanta la meraviglia di sette titoli mondiali, piazzandosi in termini di risultati tra i più grandi piloti di tutti i tempi.

Se non fosse andato via dalla squadra che gli ha consentito di mettere piede in Formula 1, Lewis avrebbe solo un Campionato a suo nome. A sostenerlo, con estrema convinzione, è lo stesso Hamilton.


Nel 2012, la Mercedes contava solo una vittoria in tre anni dal suo ritorno nella massima categoria. Perché, quindi, lasciare una McLaren vincente?

L’obiettivo di Hamilton, per sua stessa ammissione, era aiutare la Scuderia a costruire una monoposto che fosse in grado di competere, dominare.

“Ho iniziato in McLaren che avevo solo tredici anni, era la mia famiglia. Mi hanno trattato benissimo, mi sentivo al sicuro lì.

Ma il team aveva questa storia meravigliosa, molteplici Campionati vinti. Era una squadra illustre, aveva tutto quel successo e non li stavo necessariamente aiutando a costruire qualcosa, volevo essere parte della costruzione di qualcosa”.

Ha così dichiarato Lewis durante un’intervista curata in occasione dell’ufficialità dello sponsor Mercedes, Crowdstrike.

“Quando sono entrato in Mercedes, la squadra non aveva ancora così tanti trofei. Stava crescendo, stava costruendo. Ho tentato di utilizzare tutto ciò che avevo imparato in quegli anni, applicare quegli apprendimenti a una squadra che non stava avendo così tanto successo”.

Ripensando al passato, Hamilton ammette che passare in Mercedes sia stato un grosso rischio: “Ci sono stati momenti in cui ho pensato ‘non so quando vincerò di nuovo’. Ho analizzato attentamente i pro e i contro di quella decisione.

Senna però era solito dire che ‘se non cerchi più di colmare il distacco, non sei più un pilota’. Se non rischi nella vita, resti fermo. Potevo restare in McLaren, fermarmi lì.

Con il senno di poi, se fossi rimasto in quel team avrei soltanto un titolo mondiale. Sono davvero grato di aver fatto quel passo, grazie a persone come Niki e Ross che hanno creduto in me”.

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