F1 | I ragazzi della “Ferrari Primavera” [Parte 2] – Il drammatico mondiale 1958

Nella seconda parte del racconto dedicato ai piloti “Ferrari Primavera” si parlerà delle gioie e dei dolori del Cavallino rampante durante la stagione 1958. [PARTE 1]  Ferrari anni 50 piloti.

Ferrari anni 50 piloti
Da sinistra: Stirling Moss, Mike Hawthorn e Peter Collins – Credit: ivid

Nel 1957, Juan Manuel Fangio ha fatto valere ancora una volta la sua legge. Dopo l’addio alla Ferrari, l’argentino è tornato alla Maserati ed ha consumato la sua vendetta sul Drake dopo la difficile convivenza della stagione precedente. Al volante della mitica 250F si è andato a prendere il quinto mondiale della carriera. Alle sue spalle il solito Stirling Moss con la Vanwall, team inglese che si costruisce tutto in casa, dal telaio al motore. Ferrari anni 50 piloti.

Per la Ferrari è stata una stagione deludente. Non è arrivata neanche una vittoria nelle gare facenti parte del mondiale di Formula 1. Nel 1958 ci si attende dunque il riscatto delle Rosse. I tre piloti di punta Luigi Musso, Mike Hawthorn e Peter Collins avranno una nuova “arma” a loro disposizione: la 246 F1. Il motore a 6 cilindri a V di 65° è derivato da quello di 1,5 litri progettato da Dino Ferrari per la Formula 2 e per adeguarlo alle esigenze della Formula 1 è stato portato a 2,4 litri.  Ferrari anni 50 piloti.

Molti sono i cambiamenti che riguarderanno la nuova stagione. Innanzitutto Juan Manuel Fangio all’età di 46 anni ha detto basta alle corse a tempo pieno. Disputerà solo poche gare. Anche la Maserati, a causa delle difficoltà finanziarie dell’azienda, ha deciso di ritirarsi dalle competizioni. L’avversario da temere in casa Ferrari è dunque Stirling Moss sulla Vanwall. Ferrari anni 50 piloti.

Dopo le tragedie occorse ad Ascari e Castellotti, le speranze degli italiani sono tutte riposte in Luigi Musso, ma il pilota romano si sente più solo che mai. Musso soffre particolarmente la forte amicizia che lega Collins ed Hawthorn e teme che ciò possa ritorcersi contro di lui anche sui campi di gara. Quei maledetti inglesi inseparabili: chissà cosa si dicono quando parlano uno nell’orecchio dell’altro, chissà quale piano contro di lui staranno escogitando. Insomma Hawthron e Collins, più che due compagni di squadra, sono per Musso un enorme problema che si ritrova in casa. Ferrari anni 50 piloti.

Luigi Musso – Credit: Formula Passion

Nelle prime corse stagionali le soddisfazioni per le Rosse latitano: la vittoria non arriva nelle prime quattro gare. Il 6 luglio a Reims va in scena il gran premio di Francia, quinta prova del mondiale. Sarà quella l’ultima gara della carriera di Juan Manuel Fangio. Dopo il traguardo, l’asso argentino dirà per sempre addio alle corse.

In prova è finalmente arrivato uno squillo dalle Ferrari. Mike Hawthorn è in pole position davanti a Luigi Musso. I due piloti del Cavallino scattano in testa: Hawthorn davanti tenta la fuga, Musso alle sue spalle cerca di reggere il suo ritmo. I due tagliano il traguardo per la nona volta. Alla fine del rettilineo dei box c’è la curva destrorsa del Calvaire: è difficilissima, lunga e veloce ed è fondamentale parzializzare correttamente il gas. Il pilota più bravo è dunque quello che riesce a percorrerla con il piede pigiato il più possibile sull’acceleratore.

All’inizio del decimo giro si compie il calvario di Luigi Musso. Il piede del pilota italiano, nel tentativo di restare attaccato ad Hawthorn, spinge il piede sull’acceleratore un po’ troppo a fondo. La sua Ferrari esce dalla traiettorie ideale, va fuori pista e si ribalta in un fosso con il pilota che viene sbalzato fuori dall’abitacolo. Musso viene trasportato all’ospedale, ma le ferite riportate sono troppo gravi e morirà solo qualche ora dopo. A soli 33 anni anche l’ultima speranza italiana se ne va. Mike Hawthorn porta comunque a casa la prima vittoria stagionale per la Ferrari.

Due settimane dopo si corre a Silverstone il gran premio di Gran Bretagna. Nella gara di casa, Peter Collins è in forma straordinaria. Nelle qualifiche ha ottenuto solo il sesto tempo, ma alla fine del primo giro è già in testa e saluta la compagnia. Gli avversari lo rivedranno soltanto dopo la bandiera a scacchi. Collins taglia il traguardo davanti a tutti ed il trionfo per la scuderia di Maranello è completato dal secondo posto di Hawthorn.

Ferrari anni 50 piloti
Peter Collins al GP di Gran Bretagna del 1958 – Credit: WordPress.com

Dopo quindici giorni si va in Germania. E’ in programma la gara più difficile del mondiale, sul circuito del Nurbrgring Nordschleife: 172 curve compongono i 22,8 chilometri de “L’Inferno verde”. La sfida fra Ferrari e Vanwall si rinnova: Collins ed Hawthorn si danno battaglia con la vettura inglese di Tony Brooks. Nel corso dell’11° dei 15 giri previsti Brooks è in testa con Collins secondo nel disperato tentativo di restargli attaccato, mentre Hawthorn è alle sue spalle.

Nella parte finale del circuito c’è una stretta curva a destra, la Pflanzgarten. Collins la prende però un po’ troppo larga: è la fine. La Ferrari finisce sul bordo della strada ed inizia un cappottamento. Come accaduto con Musso, il pilota viene sbalzato fuori dall’abitacolo e finisce contro un albero. Hawthorn, che è immediatamente alle sue spalle, assiste impotente al volo dell’amico. Collins viene portato all’ospedale di Bonn ma i tentativi di salvarlo restano vani. Morirà dopo qualche ora all’età di 26 anni.

<<Avevamo programmato di sposarci ed avevamo appena comprato una casa. Peter avrebbe corso solo le ultime gare della stagione, dopo di che si sarebbe ritirato>>, ha dichiarato l’allora compagna di Collins nel documentario “Ferrari: Race to Immortality”.

La stagione 1958 prosegue nel dramma. A giocarsi il titolo sono rimasti Stirling Moss su Vanwall e Mike Hawthorn su Ferrari deciso a portare a casa il titolo per onorare la memoria Collins. La corsa successiva si corre in Portogallo. Sul circuito ricavato tra le strade di Porto accade l’episodio che risulterà decisivo per l’assegnazione del titolo. Moss taglia il traguardo per primo davanti ad Hawthorn. Il pilota della Ferrari viene però squalificato perché per rimettersi in carreggiata dopo un testacoda ha spinto la sua vettura contromano per qualche metro.

A quel punto, Moss compie un gesto di grande sportività ma che gli risulterà fatale. Al momento dell’uscita, si apprestava a doppiare Hawthorn. Si trovava dunque alle spalle del connazionale ed ha così potuto assistere alla scena: dichiara ai giudici di gara che Hawthorn non ha commesso nessuna irregolarità perché ha spinto la sua vettura contromano quando queste si trovava sul marciapiede. In seguito a quelle dichiarazioni, l’alfiere del Cavallino viene riammesso in classifica e gli vengono restituiti 7 importantissimi punti.

Il campionato si decide alla decima ed ultima gara in quella che ad oggi rimane l’unica edizione del gran premio del Marocco valevole per il mondiale di Formula 1. Si corre a Casablanca, nel quartiere di Ain-Diab che si affaccia proprio sull’oceano. Hawthorn è in testa alla classifica. Moss non ha alternative: deve vincere e conquistare il punto del giro veloce, ma potrebbe non bastare. Ad Hawthorn è infatti sufficiente tagliare il traguardo in seconda posizione per fregiarsi del titolo.

Moss deve dunque fare affidamento sui compagni di squadra Tony Brooks e Stuart Lewis-Evans. In appoggio ad Hawthorn ci sarà invece l’americano Phil Hill. In ogni caso, in Inghilterra sarà grande festa. Per la prima volta un loro connazionale diventerà campione del mondo.

Mike Hawthorn durante il GP del Marocco del 1958 – Credit: pinterest

Moss fa fino in fondo il suo dovere. Domina la corsa e stampa il giro veloce. Ma entrambi i compagni di squadra vanno KO per la rottura del motore. A pochi giri dalla fine Hawthorn è terzo ma tranquillo, perché davanti a lui c’è proprio Hill. Dai box Ferrari arriva puntuale l’ordine di scuderia ed a 15 giri dalla fine Hawthorn passa in seconda posizione.

Stirling Moss taglia il traguardo per primo, ma con il secondo posto, Mike Hawthorn sulla rossa Ferrari 246 F1 è il primo inglese a conquistare il mondiale di Formula 1. Quattro vittorie non sono state sufficienti a Moss che si classifica secondo per il quarto anno consecutivo. Una maledizione che non riuscirà mai a rompere.

Con una sola vittoria, ma grazie a cinque secondi ed a quattro giri veloci, Mike Hawthorn si laurea campione del mondo per un solo punto. Soltanto Keke Rosberg nel 1982 riuscirà a vincere il titolo con una sola vittoria in stagione.

Ma il sorriso di Mike al termine della gara è malinconico. E’ stata infatti una stagione da dimenticare, ma non è finita qui. In Marocco, in seguito all’esplosione del motore della sua Vanwall, Stuart Lewis-Evans ha riportato delle gravi ustioni, nonostante sia rimasto cosciente e sia riuscito ad uscire dall’abitacolo. Farà ritorno in Inghilterra, ma solo sei giorni dopo morirà in ospedale. Un finale da incubo per una stagione da incubo.

Con il mondiale in tasca, Mike Hawthorn che ne aveva viste fin troppe in quella stagione, decide di appendere il casco al chiodo e dice basta. Ma il destino ha qualcosa in serbo anche per lui. Tre mesi dopo la gara di Casablanca, il 22 gennaio 1959, si mette in viaggio da casa al volante della sua Jaguar per raggiungere Londra in una tipica giornata piovosa inglese. Mike però perde il controllo, la macchina esce di strada e colpisce un albero. Muore sul colpo all’età di 29 anni. Ma pare che per lui la sorte fosse già segnata. A causa di un problema cronico ai reni, gli erano stati diagnosticati solo pochi anni di vita.

Da Castellotti ad Hawthorn, in appena 22 mesi i cinque ragazzi su cui aveva scommesso Enzo Ferrari erano tutti volati via. E non saranno gli ultimi in un’epoca in cui anche solo terminare la corsa incolumi rappresentava un’impresa.

 

F1 2021 | Alpine collaborerà con Lotus. Rossi: “La F1 al centro dei nostri affari”

mm

Elia Aliberti

Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera età, sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari