F1 | I tempi di crisi sono giunti anche per Mercedes

La Mercedes nel caldo pomeriggio al Red Bull Ring ha scritto una delle pagine più difficili del proprio team. Due zeri e la perdita delle leadership nei campionati piloti e costruttori.

Sino a questo weekend non si era mai visto il team tedesco così in difficoltà, anzi la Mercedes è parsa sempre come il team inscalfibile e perfetto.

2018 Großer Preis von Osterreichisch, Samstag – Wolfgang Wilhelm

Dominio assoluto sino ad ora

Dobbiamo anche dire che le scorse quattro stagioni sono state la rappresentazione del dominio Mercedes, non avendo mai un team che riuscisse a tenere il proprio ritmo.

Sicuramente anche questo ha creato tanta sicurezza e tanta tranquillità, visto che non hanno mai dovuto reagire ad un team rivale che gli sta rubando la scena.

Prima che arrivasse il duo Ferrari Binotto-Arrivabene, l’unica lotta che vedevano in Mercedes era quella tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton; una lotta di lusso che si faceva all’interno dello stesso team.

Gli uomini del team tedesco dovevano solamente gestire i due compagni di squadra e portare le monoposto al traguardo, ottenendo record memorabili.

I tifosi Ferrari e delle altre tifoserie si ricorderanno quante volte avranno visto Toto Wolff o i suoi collaboratori salire sul podio nelle scorse stagioni. Tantissime.

Il problema chiamato Ferrari

Dal 2017 la musica ha iniziato a cambiare, seppur parzialmente. La scuderia di Maranello presenta la SF70h, una monoposto col passo corto e molto agile nei cambi di direzione.

Gli uomini della Mercedes avevano portato una macchina bellissima, la W08, ma molto nervosa tanto che nelle prime gare Hamilton non era il campione che conosciamo.

La scorsa stagione è riuscita a predominare la Mercedes sulla Ferrari poiché aveva ancora qualcosa in più sulla PU, mentre la Rossa è rimasta sconfitta dalle proprie evoluzioni, ma avevano la consapevolezza di potersela giocare l’anno seguente.

Nel 2018 la Ferrari ha presentato la SF71H, monoposto col passo più lungo e con grandi migliore tecniche e di Pu. Una vera e propria rivoluzione rispetto alla lontana parente.

La Mercedes, invece, continua con la stessa filosofia dell’anno seguente e porta la W09, monoposto bellissima esteticamente, ma come vedremo molto “fragile” su certi aspetti.

Le certezze iniziano a cedere

Quando si ha un team avversario così competitivo come la Ferrari quest’anno, i problemi iniziano a farsi seri.

La scorsa stagione è stata la Ferrari che ha dovuto rincorrere la Mercedes, invece almeno sino ad ora è il team tedesco che deve rincorrere.

Sin da Melbourne, infatti, la W09 è risultata molto suscettibile alle alte temperature e non si riesce a portare alla giusta finestra le gomme, creando così blistering. Questo problema si risolve molto quando la Pirelli porta le gomme con la riduzione di 0.4mm (Barcellona, Francia e Silverstone).

La Ferrari, invece, sembra nata per contrastare i fenomeni di blistering e graning sulla gomma e risulta allo stesso tempo molto competitiva anche in qualifica.

Proprio nella qualifica, parte del weekend in cui c’è sempre stato un assolo Mercedes o per meglio dire di Lewis Hamilton.

Per questi motivi la Mercedes ha dovuto sin dalla prima gara del mondiale cercar di risolvere questi problemi, ma se non sei abituato a “remare” alcune volte si cade in errore.

Sicuramente questo se lo ricorderanno bene in Mercedes dopo l’episodio di ieri al Red Bull Ring.

Foto Angelica P.

Il sorpasso emblema del cambiamento

Ieri c’è stato un episodio che potrebbe essere il crocevia della stagione. Sebastian Vettel supera Lewis Hamilton in curva 3.

Non è stato un sorpasso qualsiasi, poiché rileva determinati fattori:

  • Vettel ha sorpassato Hamilton in un momento in cui non aveva ancora il decadimento della gomma o problemi sulla monoposto.
  • Il pilota Ferrari ha fatto un sorpasso di pura potenza e trazione, una cosa inimmaginabile sino a 12 mesi fa.

Alla fine della stagione si scoprirà poi se l’Austria è stata decisiva o meno, ma sicuramente al momento rappresenta il gap creato da Ferrari su Mercedes.


Ritiri storici

Al team tedesco non succedeva dal lontano 1955 che le due monoposto non finissero la gara per motivi tecnici, invece un doppio zero non arrivava dalla Spagna del 2016 ossia il famoso scontro al via tra Hamilton e Rosberg.

Questi ritiri faranno riflettere molto gli ingegneri poiché dovranno trovare velocemente una soluzione, visto che già questo weekend si dovrà correre a Silverstone.

La specifica 2.1 portata in Francia, nata anch’essa con dei problemi in fabbrica, si sono ripresentati prima al Paul Ricard da Perez, motorizzato Mercedes, e poi da Bottas e Hamilton ieri.

Foto: Formula 1

Hamilton non sa perdere

Ciò che si è appurato ieri è la debolezza del campione del mondo uscente, Lewis Hamilton. Il campione inglese è un martello quando sa di avere tutta la situazione sotto controllo, ma inizia a cedere quando ci sono delle difficoltà.

Nella carriera di Lewis Hamilton ci sono team blasonati e vittorie di ogni genere. Non si trova all’interno di essa un periodo di fatica del team e di conseguenza di Hamilton.

E’ sempre stato nei team migliori nei periodi migliori. McLaren prima e Mercedes poi.

Questo ha creato un lui un senso di “onnipotenza” semplicemente poiché lui non ha mai affrontato una situazione di crisi nel team come invece ha fatto Vettel in Red Bull prima e in Ferrari poi.

Ieri quando il team ha ammesso le proprie colpe, lui non è riuscito a digerire quella situazione e l’ha ribadito per tre quarti di gara.

Vedremo se adesso Hamilton prenderà per mano la Mercedes o sarà la Mercedes a prendere Hamilton.

Il periodo di incontrastato dominio è finito per Mercedes e dovrà dimostrare, insieme a Hamilton, di non essere un team dominante ma anche vincente.

Analisi Tecnica F1 | La Ferrari e la gestione del blistering

Nicoletta Floris

***NON COLLABORA PIÙ CON F1inGenerale*** Studentessa di economia appassionata al mondo del motorsport (specialmente Formula 1 e MotoGP). Blogger della pagina Instagram (laragazzadelmotorsport).