Formula 1

F1 | Il Nando Furioso: Alonso, “sorpreso” dalla penalità, critica i commissari

Sbalordito ed incredulo: Alonso non accetta la penalità ricevuta dai commissari, la critica dopo il GP d’Australia è severa.

Al termine del GP d’Australia i commissari hanno inflitto ad Alonso una penalità di 20 secondi che non ha reso per nulla felice lo spagnolo, decisamente contrariato.

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Foto: sportal.it – Copertina: @EstagiariodaF1

Mentre le due Ferrari in testa si preparano a festeggiare una doppietta insperata, nel cuore della zona punti la bagarre per la sesta piazza è ancora accesa. A contendersela all’ultimo respiro sono Fernando Alonso e George Russell, con l’asturiano di Oviedo a precedere.

L’ultimo dei giri in programma per il Gran Premio d’Australia è ormai agli sgoccioli quando le telecamere della regia internazionale immortalano una Mercedes semi-distrutta in mezzo al tracciato. La direzione gara opta per la Virtual Safety Car, massima attenzione fino al traguardo. Protagonista dell’incidente è l’inglese Russell che, sorpreso dalla traiettoria di Alonso, corregge frettolosamente la propria linea. La mossa è fatale, la vettura di Brackley perde aderenza al posteriore, va sulla ghiaia esterna a curva 6, sbatte contro il muro e torna rovinosamente in pista. Per i commissari Alonso ha colpa: ha lasciato il gas più di 100 metri prima del solito, è da sanzionare. Dovrà scontare 20 secondi sul tempo di gara.


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Dalla sesta posizione Fernando retrocede in ottava, con non pochi mal di pancia. La penalità confezionata dai commissari dell’evento per lui lo “stupisce”. Di conseguenza, la critica sui social è piccata e netta.

Analizzando la gara, lo spagnolo scrive: “Sono un po’ sorpreso dalla penalità ricevuta a fine gara. Riguarda il modo in cui dovremmo approcciare le curve o come dovremmo guidare le nostre macchine. A queste velocità nessuno di noi vuole fare qualcosa di sbagliato.”

“Credo che senza la ghiaia all’esterno di quella curva, come di qualsiasi altra, noi non verremmo mai neanche investigati”, prosegue.

Nella sua carriera poche volte l’ex Ferrari e Renault ha sperimentato una tale decisione. “Con più di 20 anni di esperienza in F1, con grandiosi duelli come a Imola 2005 e 2006 o Brasile 2023… Si è sempre cambiata la traiettoria di gara, sacrificando l’entrata per avere una migliore uscita: è parte dell’arte del motorsport.”

L’arringa volge a conclusione: “Non guidiamo mai al 100% ad ogni giro di gara ed ogni curva. Dobbiamo preservare gomme, benzina, freni. Essere giudicato colpevole di non fare ogni giro nello stesso identico modo è un po’ sorprendente.”

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