F1 | Il pilota non fa più la differenza come un tempo, dicevano…

Hamilton, all’apice della sua carriera, ha domato Vettel che disponeva di una Ferrari spesso più veloce della Mercedes. Dopo diversi anni dunque, il pilota ha prevalso sulla macchina. Hamilton campione del mondo

Hamilton campione del mondo
Foto: twitter.com/mercedesamgf1

Confrontare i piloti di varie epoche è sempre difficile. Nel corso dei quasi 70 anni di storia della Formula 1, le vetture si sono sempre più evolute e soprattutto la sicurezza ha fatto dei passi da gigante, tanto che oggi è più facile uscire illesi da un incidente in un autodromo che da uno su strade pubbliche.

Lewis Hamilton è un personaggio spesso discusso per il suo modo di vivere sempre sotto i riflettori, in cui apparire davanti ai propri fan postando ogni secondo della propria vita sui social viene prima di ogni altra cosa. Ma che dire sul suo modo di guidare… Siamo di fronte probabilmente ad uno dei più grandi di tutti i tempi.

Lo dicono i numeri: 71 vittorie, 81 pole position, nessuno come lui e 5 titoli mondiali. Ma non solo: Hamilton ha avuto la capacità di evolversi nel corso della carriera, imparando dai propri errori e correggendo i propri difetti. Il pilota che messo sotto pressione commetteva diversi errori, il pilota irruento che distruggeva gomme e freni delle sue vetture, ha lasciato il posto ad un lungimirante ragioniere, che sa quando è il momento di attaccare e quando quello di accontentarsi.

Un giovane Hamilton conquista in Brasile nel 2008 il suo primo titolo mondiale – Foto: Unknown

Il titolo perso contro Rosberg, suo grande rivale dai tempi dei kart, resterà una macchia indelebile nella sua carriera. Lewis ha infatti sempre considerato inferiore Nico, che nel 2016 è riuscito a batterlo disponendo dello stesso mezzo. Ma dopo i mondiali vinti nel 2014 e nel 2015 in cui ha dominato in lungo e in largo il compagno di squadra, il pilota di Stevenage ha perso di motivazioni e la lotta contro Rosberg non lo stimolava più. Alcuni fatali errori di distrazione gli sono costati quel mondiale del 2016, forse più perso da Hamilton che vinto da Rosberg

Ma ecco arrivare l’inverno 2016/17, in cui molte cose cambiano. Un inverno pieno di incontri, si dice anche piuttosto accesi, con il team principal della Mercedes Toto Wolff, che sono stati un’occasione di crescita per Hamilton.

Nel 2017 poi arrivano nuove sfide: nuove vetture, più larghe e veloci e soprattutto nuovi avversari. Nico Rosberg ha deciso di appendere il casco al chiodo dopo la conquista del titolo del 2016. Il nuovo compagno di squadra è il più “morbido” Valtteri Bottas.

Hamilton in Cina nel 2015. E’ l’anno del suo terzo mondiale – Foto: Unknown

Ed ecco che finalmente dopo diversi anni la Ferrari torna molto competitiva. La Rossa è la macchina dei sogni di ogni pilota ed anche Hamilton, che ne ha sempre riconosciuto la grandezza, sogna un giorno di poterla guidare. Ma, come si dice, la Ferrari se non puoi guidarla, devi batterla. Adesso il rivale è un quattro volte campione del mondo, Sebastian Vettel, un pilota che Lewis considera maggiormente alla sua altezza e con cui da anni avrebbe voluto una sfida testa a testa.

La lotta contro Vettel e la Ferrari costituiscono per lui uno stimolo incredibile. Già all’inizio del 2017 si capisce che l’Hamilton falloso degli anni passati ha lasciato il posto ad un altro pilota. Uno che non si fa sfuggire la vittoria, quando gli si presenta davanti l’occasione, ma uno che sa anche quanto possano essere importanti i punti di un normale piazzamento in un campionato così lungo.

Nel 2017 Lewis ha comunque potuto contare ancora su una Mercedes leggermente superiore alla Ferrari, soprattutto in qualifica, che gli ha consentito spesso di partire davanti e di condurre le gare in testa. Ma già nella passata stagione, l’unico errore del pilota anglo-caraibico che si ricorda, è quello commesso in qualifica in Brasile, quando il mondiale era però già in saccoccia.

Lewis Hamilton in azione a Spa nel 2017, quando ha conquistato la sua 68esima pole position, eguagliando il record di Michael Schumacher – Foto: Unknown

Nel 2018 il capolavoro! La Ferrari è cresciuta ulteriormente e, dopo anni passati ad inseguire, ha finalmente raggiunto le prestazioni della Mercedes. Anzi, si dimostra in più di un’occasione addirittura superiore alle Frecce d’argento.

Ma Hamilton non fa una piega. Dopo una partenza in sordina, in cui mette comunque da parte punti importanti, arrivano le prime vittorie in Azerbaigian, Spagna e Francia.

Ma Vettel non è da meno. Il tedesco vince in Australia, in Bahrain e in Canada e in Austria compie una manovra capolavoro sul rivale, superandolo mettendo due ruote sull’erba. Un sorpasso che sarebbe stata una mazzata psicologica per chiunque. Dello stesso Hamilton si diceva che sbagliasse facilmente, se messo sotto pressione. Ma non il Lewis versione 2.0…

Hamilton vince ad Hockenheim partendo dalla quattordicesima posizione. E’ stata la svolta della stagione – Foto: formula1.com

Si arriva infatti in Germania, gara di casa di Vettel, con il tedesco davanti di 8 punti e caricato a mille dopo la vittoria di Silverstone. Seb ottiene la pole. Hamilton è invece costretto a partire addirittura quattordicesimo a causa di un problema tecnico occorso alla sua Mercedes durante le qualifiche. Un’occasione d’oro per Vettel per allungare in classifica.

Ma nel corso della gara, quando il tedesco è in testa ed un rimontante Hamilton in quarta posizione, si materializza una leggera pioggia. Lewis, che ha appena cambiato le gomme, inizia a guadagnare con pneumatici slick nuovi su pista viscida circa tre secondi al giro sulla concorrenza. Vettel, avvisato del rivale in grande rimonta, è invece lui a sentire la pressione e finisce a muro. Hamilton, che era partito nelle retrovie, va a vincere! Così la gara che avrebbe dovuto permettere al tedesco di allungare in classifica, diventa la svolta della stagione a favore del rivale.

A Monza la mazzata definitiva. Hamilton, partito terzo alle spalle delle due Rosse, al primo giro attacca Vettel all’esterno della Variante della Roggia e lo passa. Sebastian, nel tentativo di resistere al rivale, finisce in testacoda. Il sorpasso sull’altra Rossa di Raikkonen arriva a pochi giri dalla fine, per un’altra vittoria capolavoro del pilota anglo-caraibico.

Quando nelle tre gare successive di Singapore, Russia e Giappone, la Mercedes fa un deciso passo avanti e si dimostra la vettura più competitiva, la vittoria non gli sfugge e il campionato si chiude praticamente lì.

Lewis Hamilton taglia il traguardo del GP del Messico in quarta posizione e conquista il suo quinto titolo mondiale – Foto: twitter.com/mercedesamgf1

Un 2018 al limite della perfezione per il pilota di Stevenage, senza il minimo errore.

Un mondiale sicuramente agevolato dalle defaillance di Vettel e della Ferrari. Ma vedendola dall’altra sponda, si può dire che gli errori commessi dal Cavallino sono stati indotti ed ingigantiti da un fuoriclasse della guida, che ha guidato in modo impeccabile.

Si vedrà se nel 2019 ci sarà la riscossa Rossa o se Hamilton continuerà la scalata ai record di Michael Schumacher.

I 7 titoli e le 91 vittorie del kaiser. Sono questi ora gli obiettivi da raggiungere.

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