F1 | Intervista esclusiva ingegner Mazzola: “La Formula E non è motor sport”

Una giornata intrisa di un’atmosfera magica, un luogo capace di suscitare emozioni uniche, tanti ospiti e un’attesa trepidante: questi gli elementi della giornata di presentazione della sessantaseiesima monoposto del cavallino rampante. E tra le splendide rarità di “Ruote da Sogno” abbiamo avuto l’onore di scambiare qualche parola con l’Ingegner Mazzola, già capo macchina di Michael Schumacher in Ferrari.Intervista Mazzola 

Intervista Mazzola

Ingegner Mazzola, lei avrà certamente sentito parlare delle recenti dichiarazioni di Pat Symonds sull’eventuale ritorno, in futuro, dei motori a due tempi. Cosa ne pensa? Intervista Mazzola 

“Dal punto di vista tecnico non vado nel dettaglio. Gli attuali motori ibridi sono veramente molto efficienti perché ormai hanno un rendimento termico quasi al 50%. Io penso che il turbo dia una grande mano da quel punto di vista. Sinceramente la prima cosa che ho pensato è che i motori a due tempi abbiano molto appeal ma non efficienza. Quel tipo di motori danno potenza, sound, nostalgia e tutto ciò che ne deriva però mi sembra che a prima vista sarebbe un salto indietro. Di certo non vado sull’elettrico perché non voglio sentir; parlare di elettrico, però l’attuale configurazione in cui ci sono due motori elettrici in cui uno spinge e l’altro carica mi sembra la; più efficiente al momento, addirittura più dell’elettrico…[…]…io ho fatto il direttore tecnico per un team di Formula E per quasi un anno poi ho dovuto smettere e mi sono accorto; che la Formula E abbia un format molto bello perché è tutto concentrato in un giorno nel centro di una città e dal punto di; vista commerciale è molto spendibile. Nello stesso tempo il pilota deve cercare le prestazioni e gestire la carica ma per me che vengo dalla Formula 1 non è motor sport”. Intervista Mazzola 

Adesso una domanda più personale: lei ha lavorato con campioni del calibro di Schumacher, Prost e altri, ma se ci fosse un campione; del passato con cui non ha mai lavorato e con cui vorrebbe lavorare, chi sarebbe?

“Lauda. Sicuramente con un personaggio del genere avremmo fatto faville perché da quello che sento dire di Lauda, Prost ha molte delle sue caratteristiche. Forse Alain è più facile dal punto di vista umano ma quando io devo lavorare con persone molto esigenti ecco, quello è pane per i miei denti. Anche Alain mi ha spinto parecchio per vedere se potevo essere in grado di gestire la pressione e di essere il suo ingegnere di pista dato che ero un neolaureato. Dopo circa quattro mesi, quando mi disse che potevo camminare con le mie gambe e che potevo essere il suo ingegnere di pista, ebbi la garanzia di poter essere davvero quello che volevo essere, perché lui era un pilota, un racer, ma io sono un racer come ingegnere e quindi l’ho addirittura messo in difficoltà. Da quel momento abbiamo fatto un binomio praticamente imbattibile però è chiaro che dall’altra parte c’era un certo Senna”.

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Alessio Arcidiacono

Studente magistrale di Economia. Da sempre appassionato di Formula 1, sogna di lavorare nella massima serie del motorsport.