F1 | Jean Todt punzecchia Lewis Hamilton: “Mi piacerebbe vedere più fatti che parole da lui”

Nelle sue ultime dichiarazioni, Jean Todt non ha risparmiato Lewis Hamilton e il suo costante impegno sociale. Al francese piacerebbe vedere, da parte delle sette volte Campione del mondo, maggiore attenzione ai fatti, non solo alle parole.

Lewis Hamilton con Jean Todt. Fonte: AutoMotoriNews.

Di recente, Jean Todt ha rilasciato delle dichiarazioni piuttosto pungenti. L’ex direttore generale della Scuderia Ferrari non ha risparmiato Lewis Hamilton e il suo impegno sociale, tantomeno le controversie fuori dalla pista che coinvolgono sistematicamente Mercedes e Red Bull.

Lewis Hamilton è sempre stato attento a ciò che accade nel mondo e, dopo la morte di George Floyd, ha portato la sua lotta contro il razzismo anche in pista.

Non sono mancate le iniziative in griglia o gli appelli sui social del pilota inglese per uno sport, quello delle corse, più inclusivo.

A tal proposito, Todt ha affermato: “Io ammiro Lewis come pilota. È veramente talentuoso, ha tanto successo, ha avuto anche la fortuna di guidare la macchina migliore in griglia e l’ha sfruttata nel miglior modo possibile. Hanno giocato in suo favore diversi fattori.

Micheal, ad esempio, teneva particolarmente alla sicurezza stradale. Lewis si preoccupa di diversità e credo sia normale.

Il francese però ritiene che le parole, da sole, a poco servino. Queste devono essere sempre accompagnate da un briciolo di azione: “C’è tanto lavoro da fare. Credo sia giusto spendere belle parole, ma a volte serve anche l’azione.

Nel Motorsport, le azioni contano: se sei bravo, vinci; se non sei bravo, non vinci; se non sei affidabile, ti ritiri. Mi piacerebbe vedere da lui più fatti che parole insomma”.

Todt ha poi evidenziato il lavoro della FIA sul fronte dell’uguaglianza: “Lavoriamo duramente per avere campioni di tutte le nazionalità, promuoviamo la parità di genere – sono tante le donne in posizioni di leadership in FIA – ma alcuni processi richiedono tempo.

Da lunedì, ad esempio, sarò in Kenya per due ragioni: il ritorno del rally e la campagna sulla sicurezza stradale. In Africa, sono tanti i morti per strada. Molti non hanno i soldi per acquistare un casco. Così, grazie a tante collaborazioni, abbiamo realizzato un casco dal costo contenuto, appena 20 dollari”.

Infine, Jean Todt riflette sulle constanti diatribe tra Mercedes e Red Bull fuori dalla pista e ritiene esse stiano diventando assai noiose: “Sono neutrale. È interessante quest’anno, c’è più competizione e di conseguenza ci sono più controversie, è così che funziona.

Tuttavia, mi piacerebbe vedere meno controversie… c’è troppa tensione, c’è troppa concorrenza. Si discute sulla flessibilità delle ali, si discute sulle gomme, su tutto.

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