Kimi Raikkonen e il 2019: rinnovo o ritiro per il campione finlandese?

Kimi Raikkonen nel corso delle ultime gare non è riuscito a sfruttare il grande potenziale della sua SF71h, lasciando così il suo compagno di squadra, Sebastian Vettel, da solo contro il binomio Mercedes – Red Bull.

Un finlandese discontinuo…

La parola che potrebbe descrivere alla perfezione il campione del mondo 2007 è certamente: discontinuità. Kimi Raikkonen, sin dalla gara iniziale a Melbourne, si è trovato più a suo agio lui che Vettel con la nuova monoposto.

Raikkonen, durante le libere e durante la prima parte della qualifica, sembra il vecchio Kimi di un tempo, ma poi si perde. Nel momento in cui deve dare la zampata per prendersi la pole non ci riesce mai.

Sicuramente alcune volte bisogna lodare la bravura di Vettel o Hamilton, ma altre volte la pole l’ha persa lui nell’erba o in pista. Emblematici gli errori a Baku e in Canada, dove Raikkonen ha perso in Q3 non solo la pole, ma anche la prima fila per errori non accettabili in determinati momenti del weekend.

…in gara

Anche le gare sono lo specchio della discontinuità del finlandese. Si potrebbe riassumere questa sua poca costanza nel gran premio del Canada dello scorso weekend.

Il finlandese partiva quinto, ma già dal via ha perso una posizione da Ricciardo, più furbo in partenza. Raikkonen, per quasi tutta la gara, girava molto più lento del compagno di squadra e si prendeva quasi mezzo secondo a giro da Vettel, ricordo con la stessa monoposto.

L’attenuante del vecchio motore regge fino ad un certo punto: prima di tutto Raikkonen non aveva un motore a fine vita, poiché l’aveva sostituito in Spagna, mentre Sebastian ha portato a fine vita il suo motore dell’Australia. Secondo, Raikkonen sino al sabato mattina girava sugli stessi tempi del tedesco ed anche nella prima parte del Q3 andava molto forte. Si puo’ così dedurre che il problema non fosse il motore.

Manca la motivazione?

Allora sorgerebbe spontaneo domandarsi il motivo per cui il finlandese non riesca a rendere come Vettel.

La risposta potrebbe essere la mancanza di motivazione. Kimi Raikkonen, si sa, è un uomo che necessita di nuove sfide. È sempre lo stesso Kimi Raikkonen quello che aveva deciso di abbandonare la F1 per un paio di anni per gareggiare nel campionato WRC.

Questa sua mancanza di motivazione potrebbe derivare anche dai diversi precedenti nei quali Raikkonen ha dovuto accantonare la sua voglia di rivalsa ed aiutare Vettel.

Il team, infatti, in diverse situazioni aveva chiesto a Raikkonen di sacrificare la propria gara per aiutare il compagno di squadra.

Ad esempio in Ungheria lo scorso anno oppure quest’anno in Australia quando la strategia Ferrari aveva aiutato Vettel.

Raikkonen è ben conscio, nonostante le continue smentite, che sia la seconda guida della Ferrari . Proprio perché dimostra di essere così compagno di squadra col collega tedesco che la Ferrari ha deciso di rinnovargli il contratto.


In caso di ritiro, Leclerc e Ricciardo pronti al sedile rosso.

Ogni anno, specialmente dall’estate, all’interno del paddock s’inizia a dare per certo il pensionamento di Kimi, ma lui prontamente annuncia il rinnovo col team di Maranello.

Ma se quest’anno dovesse concretizzarsi tale ipotesi, quali sarebbero i piloti che potrebbero sostituirlo?

Sicuramente ci sarebbero Leclerc e Ricciardo in primis.

Daniel Ricciardo, nonostante venga snobbato da Marko, preferendogli Verstappen, ha dimostrato di essere pilota maturo, intelligente che riesce a concretizzare tutte le opportunità che gli si presentano di fronte.

Emblematica la gara di Montecarlo, nella quale è riuscita a portare a casa il trofeo più ambito, nonostante gli ingegneri non gli dessero un lira.

Sicuramente da quella gara, il team Red Bull cerca di non farsi soffiare dalla Ferrari il suo gioiellino, ma si sa, se la Ferrari bussa alla porta è difficile dire di no.

L’altro pilota, più che essere un candidato, sarebbe più una suggestione e una tentazione per la Ferrari è Charles Leclerc; il giovane talento monegasco, è alla sua prima stagione in F1 che sta disputando con il team Alfa Romeo Sauber.

Dopo le prime gare di rodaggio, dal gran premio di Baku non si è più fermato, portando la sua C37 sempre in top ten. Da considerare, però, che questa esaltazione deriva anche dal confronto impari con Marcus Ericsson, un pilota che al momento non sta rendendo.

Charles Leclerc è molto ben voluto dalla Ferrari, anche perché fa parte del programma piloti del Cavallino Rampante, specialmente da Mattia Binotto e Maurizio Arrivabene.

I due capi del team di Maranello sono ben consci del talento che hanno in casa, ma non vogliono certamente sprecarlo.

Il problema, infatti, è che quando un pilota passa in Ferrari ha una tale responsabilità che è difficile sopportarla, specie se si avessero solo vent’anni come il pilota monegasco.

Per Ferrari, quindi, sarebbe una scommessa molto pericolosa quella di portare Leclerc da subito a Maranello. Potrebbe andare bene, stile Hamilton in McLaren, o male.

Gli altri candidati

La Ferrari potrebbe anche decidere di scegliere il classico secondo pilota per soddisfare anche le richieste di Vettel. Quindi potrebbero ritornare i nomi di:

  • Nico Hulkenberg: pilota sottovalutato, ma pilota molto costante;
  • Sergio Perez: si diceva che sarebbe passato in Ferrari in diverse occasioni, ma non ci è mai riuscito. Il messicano faceva parte del programma Ferrari;
  • Antonio Giovinazzi: terzo pilota Ferrari e pilota sviluppatore, sottovalutato in F1 ma ha tanta voglia di dimostrare il suo talento.

Dovremmo far passare metà estate prima di comprendere il futuro di Kimi e, di conseguenza, della Ferrari.

Foto: Ferrari x2, Red Bull, unknown

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Studentessa di economia appassionata al mondo del motorsport (specialmente Formula 1 e MotoGP). Blogger della pagina Instagram (laragazzadelmotorsport).

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