F1 | La Racing Point potrebbe diventare Aston Martin

Il team Racing Point di F1 potrebbe essere rinominato Aston Martin dal momento che il suo proprietario, il miliardario Lawrence Stroll, è stato collegato a una trattativa per acquistare una quota di maggioranza del marchio di auto di lusso.

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La Racing Point di F1 potrebbe essere rinominata Aston Martin. Il suo proprietario, il miliardario Lawrence Stroll, infatti, è stato collegato a una trattativa per acquistare una quota di maggioranza del marchio di auto di lusso.

Lawrence Stroll, padre di Lance, è un grande appassionato di automobilismo, con una vasta collezione di auto d’epoca. Si ritiene che abbia oltre 2 miliardi di sterline; soldi fatti nel settore della moda, attraverso marchi come Tommy Hilfiger, Ralph Lauren e Pierre Cardin. Lo scorso anno ha guidato un consorzio nel rilevare il team Force India. Stroll ha rinominato il team come Racing Point e ha investito molto in esso; e prevede di espandere la sua fabbrica il prossimo anno.

Una fonte indica che Stroll, se riuscisse ad acquistare queste quote, intenderebbe colorare la sua nuova Racing Point coi colori verdi della storica Aston Martin di F1 del ’59. Un’alleanza tra la Aston Martin e la Mercedes (che fornisce i motori alla Racing Point) completerebbe la partnership tecnica della compagnia automobilistica stradale con la stella a tre punte, che fornisce anche i loro motori. Aston Martin ha inoltre istituito un centro di ingegneria a Silverstone, nelle immediate vicinanze dello stabilimento della Racing Point, lo scorso dicembre.

La mossa potrebbe avere serie implicazioni per la scuderia Red Bull, il cui sponsor principale è proprio Aston Martin. Le due compagnie hanno collaborato alla hypercar Valkyrie; vettura che dovrebbe entrare nel Campionato Mondiale Endurance 2020-21, compresa la 24 Ore di Le Mans.

La Aston Martin in Formula 1

Il precedente breve contatto dell’Aston Martin con il mondo della Formula 1 è stato tra il ’59 e il ’60. Nel 1950 esordì con la DBR4, che prese parte ad alcune gare del Mondiale di F1, ma senza particolari successi. Ritornò nel 1960, ma la sua auto a motore anteriore era stata sostituita da rivali a motore posteriore, e sebbene avesse in programma un progetto a motore posteriore, il team annullò il suo progetto di F1 prima della fine dell’anno.

 

 

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Simone Frigerio

Vivo per scrivere, mi nutro di MotoGP e Formula 1