F1 | L’analisi completa della decisione su Racing Point: qual è il destino della RP20?

Le proteste sollevate formalmente da Renault nei confronti della Racing Point hanno finalmente trovato una loro (temporanea) conclusione con la decisione FIA di oggi. Sulla famigerata “Mercedes rosa” si è abbattuta una sanzione da 15 punti nel Campionato Costruttori e €400.000 in multa. Ma che ne sarà, adesso, del design della RP20?

decisione racing point
Foto Racing Point

 

I due pilastri della decisione Racing Point

Il preambolo dell’intera vicenda è ormai noto a tutti gli appassionati, e lo sintetizziamo quindi brevemente. Renault, di cui Racing Point è diretta avversaria in campionato, ha presentato tre proteste consecutive nei GP di Stiria, Ungheria e Gran Bretagna contro il design non originale dei brake ducts della RP20. Dalla loro introduzione nell’elenco delle listed parts, nel gennaio 2020, questa violazione è passibile di sanzione a norma del regolamento sportivo. Accusa, difesa e decisione si basano su due pilastri fondamentali.

  • Le tempistiche di design, produzione e utilizzo
  • Il concetto stesso di “design originale”

Vediamoli ora singolarmente.

Questione di tempismo

La collaborazione fra Mercedes e Racing Point è di lunga data, e proprio questo è stato uno degli argomenti più forti nella difesa Racing Point. Già nel 2019, quindi, Racing Point aveva legittimamente avuto accesso ai modelli CAD dei brake ducts Mercedes. Ed è qui che si riscontra la prima, fondamentale differenza. Racing Point aveva già adottato i brake ducts anteriori Mercedes a partire dal 2019 (a questo punto, ancora legalmente), e vi aveva apportato modifiche in-house per il loro utilizzo sulla RP20. In questo caso, quindi, la FIA ha ritenuto che, seppure la progettazione non sia originale, non si possa richiedere alla squadra di modificare radicalmente l’architettura della vettura per un componente tutto sommato “migliorato” a proprie spese e di per sé legale al tempo dell’acquisizione.

Totalmente diverso, e decisamente problematico, il discorso relativo ai brake ducts posteriori. Seppure anche essi fossero stati consegnati a Racing Point durante il 2019 (di nuovo, in maniera perfettamente legittima), la scuderia non ha ritenuto di volerli utilizzare in quella stagione, conservandoli per il 2020. In questo caso, la progettazione successiva sui modelli CAD Mercedes è iniziata già nella vigenza del regolamento 2020, rendendo la questione molto più complessa. Proprio sulla vigenza del regolamento 2020 Racing Point aveva sollevato una timida obiezione (citando una mail del direttore di gara Michael Masi), prontamente respinta dalla FIA: a far fede è la data del 1 gennaio 2020.

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Cosa significa “design” decisione racing point

La principale accusa mossa da Renault nei confronti della scuderia di Lawrence Stroll è basata sul concetto di originalità del design: la squadra francese non ha riscontrato alcuna differenza nelle geometrie aerodinamiche dei componenti sulla RP20 e sulla W10, e tanto è bastato per gridare allo scandalo. La difesa Racing Point, in questo caso, ha invocato il principio del reverse engineering, da sempre consentito (senza trasferimento di know-how) in Formula 1, nonché una certa ambiguità degli stessi regolamenti. Difesa, questa, particolarmente debole, caduta subito sotto i colpi della scure FIA.

Le conclusioni della Federazione

Nelle motivazioni della propria decisione e della sanzione, la FIA ha voluto precisare alcuni particolari significativi.

  • brake ducts Racing Point non possono essere considerati design originali: la questione si gioca tutto sui modi e sui tempi in cui sono stati utilizzati o meno.
  • Pur non avendo richiesto alla FIA dei chiarimenti che forse sarebbero stati necessari, Racing Point si è comportata con trasparenza e integrità, con la buona fede di non aver violato il regolamento, di per sé poco chiaro per stessa ammissione FIA.
  • Quanto ottenuto tramite i modelli CAD avrebbe potuto realisticamente essere ottenuto anche con delle semplici fotografie. La sanzione pecuniaria, di fatti, rispecchia i “soldi risparmiati” in ricerca e sviluppo da Racing Point in questo senso.
  • Non c’è mai stato alcuno dubbio sulla compliance tecnica delle componenti, ma solo su quella sportiva: la squalifica sarebbe prevista solo nel primo caso.

Può quindi Renault cantare vittoria? Solo a metà. Ciò che è certo è che Racing Point potrà continuare a usare i brake ducts anteriori in totale tranquillità. Su quelli posteriori, invece, la questione è ancora fumosa e di non pronta risoluzione. Vedremo se Otmar Sznaufer e soci preferiranno mettersi al riparo da ulteriori polemiche – il loro utilizzo, infatti, dovrebbe rimanere legale – o rischiare il tutto per tutto.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.