F1 | Lando Norris: “Brown e Seidl sono stati fondamentali per la mia crescita”

Lando Norris si è guadagnato la fama di essere tra i piloti più costanti e affidabili della massima categoria e deve, a sua detta, tale successo al sostegno ricevuto da Zak Brown e Andreas Seidl negli ultimi due anni e mezzo.

Lando Norris e Zak Brown, McLaren. Fonte: By F1i.com

Lando Norris si sta dimostrando un pilota talentuoso, affidabile e il suo successo, a detta dell’inglese, sarebbe frutto della guida di Zak Brown e Andreas Seidl.

I due hanno giocato – e continuano a farlo – un ruolo “estremamente importante” nello sviluppo del pilota negli ultimi due anni e mezzo.

A soli vent’anni, Norris oggi occupa il terzo posto nella Classifica piloti, spodestando chi di esperienza ne ha da vendere.

E la sua costanza permette a McLaren di tenere viva la battaglia con Ferrari per il terzo posto nel Campionato costruttori.

Si pensi che negli ultimi dodici GP, il pilota ha conquistato la top five almeno nove volte.

Quanto al sostegno ricevuto da Brown e Seidl, Norris ha così commentato: Penso siano stati estremamente importanti. Mi sostengono nei momenti difficili e mi criticano quando ho bisogno di essere criticato.

Non si tratta solo di cercare di farti sentire bene, ma di dirti la verità come: ‘Devi solo migliorare in quest’area’”.

L’inglese ha affermato che, per la squadra, l’unico obiettivo è quello di aiutarlo a crescere. Non deve impressionarli a tutti costi, anche se la pressione di doverlo fare c’è sempre.

Vogliono aiutarti a fare un lavoro migliore, a massimizzare le mie prestazioni e questo mi ha sicuramente aiutato a progredire più velocemente, a diventare un pilota migliore.

Sento ancora la pressione da parte loro, quindi non è come se fosse facile e siamo migliori amici o altro e posso farla franca su tutto.

Ci sono piloti che sentono di poter gestire tutto da soli, altri invece necessitano del supporto incondizionato del team. Norris crede di essere nel mezzo.

L’inglese ha infatti confessato che sì, vuole essere coccolato dalla propria squadra, ma che ha anche bisogno di “un calcio nel sedere” di tanto in tanto.

Sono sempre i miei capi e non voglio fare errori, non voglio fargli fare brutta figura. Resta il mio lavoro, devo essere bravo.

E però nei momenti più difficili o in quelli in cui lotti, o in quelli in cui hai bisogno semplicemente di un calcio nel sedere per fare meglio, che ti danno questo. Credo che ci sia un grande equilibrio”.

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