F1 | Le ragioni del cuore e quelle della mente

Credit: AP News

Trascorsi tre giorni dall’annuncio della separazione tra Sebastian Vettel e la Ferrari, proviamo ad analizzare a mente fredda le ragioni di un divorzio che ha diviso i fan del motorsport e del Cavallino. Sebastian Vettel Ferrari.

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Il pilota tedesco e la Ferrari si diranno dunque addio dopo aver condiviso sei stagioni. Una notizia che ha spaccato il mondo del motorsport, tra i denigratori e chi invece lo ha sempre difeso a spada tratta. Sebastian Vettel Ferrari.

La fiducia fra le parti è probabilmente venuta meno: forse prima da una parte, ossia da parte Ferrari, e la proposta di un unico anno di contratto la dice lunga a tal proposito. Sebastian, che non è affatto stupido, ha compreso la situazione ed ha preferito farsi da parte e, dal canto suo, non ha probabilmente;ritenuto giusto doversi riguadagnare la fiducia, dopo che in cinque anni si è posto al terzo posto;tra i plurivincitori di gran premi con la tuta rossa.

Se poi l’offerta di un solo anno sia stata un’astuta mossa della Ferrari per mettere il tedesco alla porta, consapevoli che non avrebbe mai accettato, beh questo lo sanno solo in quel di Maranello. E la rapidità con cui è stato annunciato il suo successore lascia piuttosto pensare.

Ma la scelta del Cavallino è allo stesso tempo comprensibile e giustificabile. La Ferrari è infatti la stessa squadra che lo ha sempre sostenuto in questi anni (anche economicamente ed in questo periodo di crisi non è affatto un fattore secondario) e che gli ha puntualmente rinnovato la fiducia, nonostante i tanti, troppi errori delle ultime due stagioni.

Una fiducia venuta meno che è dunque figlia di quella enorme dose che gli era stata sempre;riposta ma che purtroppo negli ultimi anni non è stata ripagata dai risultati in pista.

Dunque, si diceva che questo divorzio ha diviso i fan del motorsport tra denigratori e sostenitori. Ebbene, sappiate che chi vi scrive fa parte della seconda categoria.


A chi è cresciuto a pane e Ferrari, non possono passare inosservate le varie manifestazioni d’affetto espresse dal tedesco, con le parole e con i fatti, nei confronti del Cavallino. Tutti segni che danno prova di una passione profonda nata fin da bambino.

Non può dimenticare i team radio conditi dai “Forza Ferari” dopo ognuna delle quattordici vittorie o il “grazie ragazzi” che arriva puntuale, sia in caso di vittoria che di sconfitta e che nel 2020 sicuramente sentiremo ancora; oppure l’uomo che si erge sempre a baluardo della squadra e che sempre e comunque è pronto a prendersi le responsabilità.

Non si possono neanche dimenticare semplici episodi, come togliere simpaticamente il cappellino Mercedes ad un bambino che gli ha chiesto una foto, per poi mettergli quello rosso con il Cavallino rampante; o ancora invitare un suo meccanico a spruzzare l’estintore verso una Toro Rosso che sta andando a fuoco.

Tutti episodi che rendono l’idea dello spessore dell’uomo e del ferrarista Sebastian Vettel. Il cuore di un fan del Cavallino sperava dunque che quel martedì 12 maggio 2020 non arrivasse mai. Avrebbe voluto per sempre un Vettel al volante di una macchina rossa.

La testa dice però altro: dice che c’è un treno che è passato una prima volta, nel 2017, e che correva liscio sui binari, prima di deragliare nel maledetto trittico asiatico, per colpe soprattutto NON sue.

Dice che l’anno dopo il treno è passato una seconda volta e sembrava essere davvero quello giusto. Ma di nuovo sono sorte complicazioni lungo la tratta e stavolta le sue responsabilità sono di gran lunga maggiori.

Nel 2019, agli errori dell’anno prima, si è aggiunta anche una mancanza di prestazioni, soprattutto;in rapporto alla competitività del suo giovane ed affamato compagno di squadra che lo ha spesso messo in difficoltà. Ebbene sì, la testa dice che probabilmente il treno non passerà una terza volta e che la conclusione del rapporto alla fine del 2020 sia forse la cosa giusta, per la Ferrari e per Vettel.

E’ un profondo dispiacere dunque per l’uomo, per il bambino cresciuto con il sogno di guidare un giorno;per la Ferrari e di diventare campione del mondo al volante di una vettura rossa. Discorso diverso per il pilota, che ha avuto l’enorme chance di trasformare quel sogno in realtà, ma l’ha gettata alle ortiche nel peggiore dei modi.

E probabilmente il più dispiaciuto, il primo a sapere che avrebbe dovuto fare meglio e di più è proprio lui, Sebastian Vettel.

Il finale della storia è però ancora tutto da scrivere: c’è un’ultima possibilità per cambiare l’intera narrazione e ribaltare tutti i giudizi. E chissà che questo 2020 non possa riservare un’inattesa sorpresa.

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Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera etĂ , sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari
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