F1 | Leberer su Senna: “Era unico”

A ventisei anni dalla scomparsa di Senna, Josef Leberer, attuale preparatore atletico dell’Alfa Romeo ed ex fisioterapista di Senna ricorda il brasiliano. E a chi gli chiede se oggi ci sono in pista piloti che lo ricordano, l’austriaco risponde che Magic era unico…

Leberer Senna
fonte: motorsport

Basta cercare su internet il suo nome Josef Leberer, per trovare ben più di una foto dell’austriaco con Senna. Un privilegio, questo che non tutti hanno, ma che risulta scontato per chi con Magic ha lavorato per anni. Leberer, 60 anni d’età, è uno di quei personaggi storici in F1 che vuoi o non vuoi conoscono tutti dai piloti agli ingegneri.

Esperto, anzi espertissimo, perché sono anni che fa lo stesso lavoro: il preparatore atletico dei piloti di F1. Mestiere per nulla facile se si considera la quantità di sforzi a cui è sottoposto un pilota durante un GP. Ed è proprio per aiutarli a fronteggiare la fatica e mantenere la concentrazione, che Leberer prepara allenamenti su misura per loro.

Se oggi le sue attenzioni sono tutte rivolte all’italiano Giovinazzi e al finlandese Raikkonen, alcuni anni fa al loro posto c’era un brasiliano. L’austriaco, infatti, è stato per 2 anni il preparatore atletico e fisioterapista di Ayrton Senna. Una carriera, quella di Leberer iniziata all’improvviso e per caso perché a lui la F1 non interessava per nulla.

“Quando ho iniziato a lavorare non avevo nessuna intenzione di entrare in F1, non era il mio sogno” ha spiegato l’attuale preparatore atletico dell’Alfa Romeo. “Ho cominciato ad avvicinarmi a questo sport a 27 anni. Diciamo che mi sono innamorato pian piano dei suoi protagonisti, uomini in grado di dare il meglio di loro anche sotto pressione. E poi lavorando in quel tipo di ambiente avevo la possibilità di scoprire ogni volta posti diversi e gente nuova”

Gente nuova, tanta, se si considera che negli anni l’austriaco ha lavorato con parecchi piloti diversi, in team differenti. Eppure, nella sua mente uno è rimasto impresso più degli altri, uno gli è rimasto nell’anima.

“A 26 anni dalla scomparsa di Ayrton ho imparato tante cose. Per esempio ad apprezzare ogni singolo momento passato insieme. Credo che Senna abbia insegnato qualcosa di fondamentale alle persone: migliorarsi continuamente, lavorare senza sosta per ottenere un risultato. Ancora oggi ci sono ragazzi giovani che mi chiedono di lui, che vogliono conoscerlo, e io rispondo e aveva una personalità molto complessa”

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“Ayrton era duro con se stesso ed incredibilmente determinato. Però era anche timido, dolce, umile. Ho sentito gente che diceva che Senna era un computer, ma è falso. Faceva beneficenza in Brasile ma non diceva nulla, era estremamente sensibile e profondo”

E a chi gli chiede se oggi ci sono piloti che potrebbero essere i suoi eredi lui risponde: “Non è possibile fare un confronto tra generazioni diverse. Certo ci sono piloti che lo ricordano in quanto a decisione e voglia di vincere come Hamilton o Leclerc, ma lui era unico”

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