F1 | L’evoluzione del format delle qualifiche negli anni

La Pole Position, la partenza in prima posizione; il giusto merito al pilota che in qualifica è stato il più veloce. Un tempo era velocità pura: un set-up studiato per spingere la vettura all’estremo. Oggi, con la regola del parco chiuso, la qualifica si sostanzia in parte in una strategia in ottica gara. Format Qualifiche F1

Format Qualifiche F1
credits: Ferrari
La pole position prima della regola del “parco chiuso”.

Fino al 2002, le qualifiche, per decidere la griglia di partenza, si svolgevano il sabato pomeriggio: 60 minuti,12 giri a disposizione di ciascun pilota, con almeno 4 tentativi (giro di lancio, giro veloce, giro di rientro), potendo richiedere il massimo della prestazione al proprio motore “da qualifica”. Più potente del motore che sarebbe stato utilizzato in gara;erano previsti 7 treni di gomme, tutte della stessa tipologia, da distribuire tra qualifiche e gara. Format Qualifiche F1

L’attuale Formula 1 prevede qualifiche suddivise in tre sessioni ad eliminazione (Q1,Q2,Q3), con il regolamento ad imporre ai piloti, primi 10 qualificati, di partire con le gomme utilizzate nel Q2.

La pole position con la regola del “parco chiuso”.

Nel 2003, con l’obiettivo di rendere la F1 più “movimentata”, venne introdotta la regola del “parco chiuso”: l’impossibilità di poter modificare le vetture dopo le qualifiche del Sabato.

La qualifica si svolgeva (dal 2003 al 2005) con la formula della “Superpole”, utilizzata all’epoca dalla SBK: marchio di fabbrica dell’allora campionato mondiale delle derivate di serie. Era previsto un unico tentativo, con un solo pilota in pista.

Il giro veloce, doveva essere affrontato con la quantità di benzina necessaria per coprire la prima parte del Gran Premio (fino al;2009 erano previsti i rifornimenti in gara), sacrificando il risultato della qualifica, a vantaggio della gara; l‘assetto, utilizzato Domenica, deciso prima delle qualifiche, così come avviene ancora oggi.

Venne eliminato il Warm Up; si svolgeva fino al 2002 la Domenica mattina, 30 minuti di prove: i piloti provavano i nuovi componenti, montati sulle monoposto dopo le qualifiche del sabato, iniziando dal motore. Venivano raccolti dati;importanti: sarebbero serviti per decidere l’assetto in vista delle gara del pomeriggio.

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I motori nell’era del “parco chiuso”.

Queste modifiche sono state introdotte anche per abbassare i costi in Formula 1; riducendo sempre di più i motori a disposizione;dei team nel corso degli anni: 1 motore per qualifiche a gare (2003), 1 motore per 2 GP (2005), fino ai 3 motori per stagione (2019).

 

 

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