F1 | Liberty Media nella bufera: l’audience globale è davvero aumentato?

Liberty Media ha recentemente diffuso un comunicato sulla crescita dell’audience della F1 nella passata gestione. I toni della release sono decisamente incoraggianti, e dipingono un quadro di sicuro successo. per il management americano del campionato, con “ascolti in crescita per il terzo anno consecutivo”. Ad occhi meno esperti, tuttavia, sfugge una fondamentale incongruenza nelle dichiarazioni rilasciate, che tradisce la volontà di “nascondere” parzialmente quello che è in realtà un trend negativo.

Audience F1

Un cambio di paradigma audience F1

Il comunicato stampa 2020 si apre dando assoluta rilevanza all’aumento (pur sostanziale) di audience cumulativo per la stagione 2019. Rispetto al 2018, dove il dato si era fermato a 1,758 miliardi di “spettatori cumulativi”, l’aumento è del 9%, arrivando a 1,922 miliardi. Tuttavia, la realtà dei fatti sembra “sepolta” in fondo al comunicato stampa.

La misura dell’audience cumulativo, tradizionalmente, non è più considerata attendibile dal punto di vista del marketing, che le preferisce il dato relativo ai cosiddetti “spettatori unici“. La stessa Formula 1 aveva abbandonato la formula cumulativa, fino a quest’anno. L’audience cumulativo somma, infatti, gli spettatori per ogni singola sessione di ogni singola gara, replicando potenzialmente anche 50 o 60 volte. la presenza di un solo spettatore, particolarmente appassionato, che segue diverse sessioni in ogni weekend e diverse gare. Il conteggio degli spettatori unici, invece, elimina questa ambiguità, assegnando alla stessa utenza il valore nominale di 1, sia che segua una sola sessione, sia che segua l’intero campionato. Appare subito evidente, dunque, come sia questo dato a evidenziare la crescita dello sport. Questo dato, nel 2019, non è affatto positivo.

Inversione di tendenza

Dopo due anni di effettiva crescita del numero di spettatori unici, che aveva raggiunto i 490 milioni nel 2018, è qui che. Liberty Media registra un segno negativo. Nell’ultimo paragrafo del comunicato 2020, infatti, si fa presente come questo dato sia in realtà in calo del 3,9%, scendendo a 471 milioni,. 19 in meno rispetto all’anno precedente. E perfino questa tendenza potrebbe essere non del tutto veritiera.

In una serie di dichiarazioni rilasciate a Forbes, infatti, il Global Research Director Matt Roberts conferma che, in un tentativo di portare l’analisi statistica dei risultati della Formula 1 a un presunto “industry standard“,. diversi parametri sono stati modificati. Dal 2005, anno in cui la F1 era passata al sistema per spettatori unici, al 2018, la soglia minima di visione per il conteggio si assestava su 15 minuti, non consecutivi, in un’intera stagione. Questo numero, già di per sé molto basso, è stato drasticamente ridotto proprio nel 2018, quando il minimo è passato a 3 minuti non consecutivi in un’intera stagione.

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Ricalcolare l’effettiva crescita del campionato sulla base delle ben più severe soglie in uso nell’era pre-Liberty è praticamente impossibile. Rimane cosa certa, tuttavia, che la gestione americana farà di tutto per trattenere la fiducia degli investitori,. soprattutto da quando la Formula 1 è quotata sull’indice NASDAQ. Anche a discapito della completa trasparenza.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.