F1 | Mercedes spiega com’è nata l’idea del DAS

Con un video sul canale YouTube della Mercedes, il direttore tecnico della scuderia tedesca John Owen rivela i momenti in cui il progetto DAS ha preso forma. DAS Mercedes

Il volante della Mercedes di Lewis Hamilton. Foto: LLUIS GENE / AFP via Getty Images

Mercedes torna a parlare del Dual-Axis Steering (DAS) con il suo capo designer John Owen. Il team di Toto Wolff aveva intenzione di usare il DAS in Australia, anche se Red Bull aveva avvisato che avrebbe fatto reclamo. DAS Mercedes

Il movimento del volante durante i test ha subito generato stupore, diventando l’argomento caldo della prima settimana di test.

Come aveva già affermato Valtteri Bottas durante le settimane di test, era un progetto che Mercedes aveva avviato da molto tempo. Owen aggiunge anche che le prime sperimentazioni risalgono a diverse stagioni fa: “Il DAS è nato dalle ceneri di qualcos’altro che avevamo provato e corso sull’auto un paio di anni fa con quel tipo di funzionamento, ma in realtà non ha mantenuto le promesse. Fu in qualche modo messo da parte come qualcosa che abbiamo provato e non ha soddisfatto le nostre aspettative. Ci sono molte altre cose come questa che sono là fuori, all’interno della squadra, nelle menti delle persone, progetti che la gente ricorda.

Nessun altro conosceva il DAS, per cui Mercedes pensò anche come un avversario avrebbe potuto protestare e verificare la legalità del sistema.

“Il sistema DAS sembrava andasse davvero bene e pensammo ‘se facessimo qualcosa del genere, cosa avrebbero le regole?’ E le regole effettivamente non lo hanno bloccato. Abbiamo pensato che fosse insolito e sorprendente. Poi ci entri sempre più e più, e dici ‘bene, come lo fermerei?’ adottando la prospettiva opposta e continui: ‘bene, ora impedirò a qualcuno di averlo, cosa farei, cosa porterei al tavolo?’ Quindi hai un sistema e hai pensato quali sarebbero state le argomentazioni di qualcun’altro e riesci a non permettergli di avere ragione in nessuna di quelle.” spiega Owen.

Continuando sulla linea delle regole, il britannico ha dichiarato che nel vedere un sistema come il DAS i rivali hanno cercato subito di trovare l’illegalità: “Abbiamo già visto con il DAS che ci sono molte reazioni immediate secondo le quali non dovrebbe essere legale. Ma più persone lo guardano, più persone dicono ‘oh ok, forse è regolare, perché non l’abbiamo mai visto prima?’. Ora c’è una particolare spinta per scoprire perché non rientrerebbe nelle regole, e questa è solo la Formula 1 in generale. Ciò che il sistema DAS ha dimostrato è che in Formula 1 c’è ancora molta voglia di innovazione, in cui all’improvviso il pilota muove il volante in modo diverso da quello che fanno tutti gli altri e succede qualcosa che non ci aspettavamo. Penso che sia forse ciò che manca, quell’innovazione visiva di cui le persone possono parlare e di cui essere entusiasti”.

“Ci sono molte cose sulla Mercedes del 2020 che sono grandi innovazioni, e non vogliamo parlare di nessuna delle quali perché danno un vantaggio importante. Ma ovviamente questo è così visivo e se n’è parlato molto. Penso che lo sport sarebbe meglio se ci fossero più di punti di discussione come questo. Susciterebbe molto più interesse nello sport.” dice per concludere Owen, sottolineando che il DAS potrebbe essere solo la punta di un iceberg ben più grande.

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Emanuele Zullo

Classe 2005, vivo a Napoli dove frequento il liceo linguistico. Adoro qualsiasi cosa abbia quattro ruote e spero di trasformare la mia passione in lavoro.