F1 | Mercedes, Vowles: “Il porpoising non è ancora scomparso sulla W13”

Il capo della strategia Mercedes Vowles ha affermato che, nonostante le novità portate sulla W13 a Barcellona, il porpoising sia ancora presente.

Porpoising Mercedes W13 Vowles
Credits: mercedesamgf1.com

Il vero protagonista in questa prima parte di stagione su quasi tutte le vetture è stato il porpoising, in italiano “effetto delfino”. Il porpoising ha colpito specialmente la nuova Mercedes e secondo Vowles la W13 non ha ancora sopperito completamente al problema. Questo rimbalzo aerodinamico sulla vettura del team pluricampione del mondo provoca una grandissima perdita di performance a differenza di altri team come Ferrari.

Il direttore della strategia in casa Mercedes ha spiegato come nel corso dell’ultimo GP il problema del porpoising sia stato mitigato. “Abbiamo disputato una gara su sei in cui l’auto si è comportata bene. Era un’auto che, per una volta, era davvero una vera macchina da corsa. Potevamo configurarla, metterla a punto, potevamo giocare con i setup e avrebbe risposto in un modo prevedibile; lo stesso non si potrebbe dire per l’auto che abbiamo avuto per le prime cinque gare della stagione”.

“Tuttavia, dobbiamo mitigare le nostre aspettative”, ha proseguito l’ingegnere inglese. “Barcellona è stata una pista adatta alla nostra macchina per molti anni prima di questo. C’è molto da capire e imparare. Penso che sarebbe sbagliato dire che il problema del porpoising è scomparso“.


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James Vowles ha sottolineato come in altre squadre il porpoising sia stato di minore entità. Lo vediamo ancora sui nostri concorrenti. Sono sicuro che il porpoising tornerà di nuovo ma ci baseremo sulla nostra comprensione e sulle basi che abbiamo gettato a Barcellona. Quello che posso dire è che abbiamo fatto un passo avanti definitivo, un passo verso la comprensione di ciò che abbiamo messo in pista. Possiamo basarci su questo, lo stesso non si può dire delle prime cinque gare con l’auto che avevamo…”.

C’è dunque attesa in casa Mercedes in vista delle prossime gare. “Abbiamo piste difficili in arrivo, abbiamo Monaco e Baku che saranno una sfida. La differenza ora, però, è che abbiamo un’auto che è a una distanza ravvicinata al suolo all’anteriore con cui possiamo lottare per un campionato“.

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Marco Cesaroni

Classe 2001, studente di Ingegneria Meccanica presso l'Università degli Studi di Perugia.