Desirèe P. Formula 1
    Pubblicato il 7 Maggio, 2021 alle 17:23

F1 | Mercedes, Wolff: “Red Bull ha provato a portarci via 100 dei nostri motoristi”

Il team principal della Mercedes Toto Wolff ha rivelato che la Red Bull ha cercato di reclutare più di 100 dei loro motoristi, per portarli alla Red Bull Powertrains.

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Dopo la notizia della creazione della Red Bull Powertrains, presso la base di Milton Keynes, la scuderia austriaca non ha sprecato neanche un attimo. Per mettere in piedi il proprio reparto motore, infatti, la Red Bull ha contattato più di 100 motoristi Mercedes, cercando di convincerli a cambiare team.

Ieri è stato confermato che cinque ingegneri con esperienza Mercedes, la maggior parte dei quali ex dipendenti permanenti, sono entrati a far parte della Red Bull Powertrains. Questa sarà la nuova area dedicata allo sviluppo della power unit, dopo l’abbandono di Honda alla Formula 1. I nuovi arrivati si uniranno all’ex capo dell’ingegneria meccanica della Mercedes, Ben Hodgkinson, confermato come direttore tecnico del progetto già il mese scorso.

Toto Wolff però, ha svelato un retroscena curioso di questo passaggio, affermando che solo un piccolo numero dello staff avvicinato dalla Red Bull si è effettivamente unito alla squadra:

“È abbastanza ovvio che se vuoi aprire una fabbrica di motori nel Regno Unito, ce n’è solo una e siamo noi”, ha detto a Sky. “Abbiamo circa 900 dipendenti lì e se ne stai pescando 15 o giù di lì, è abbastanza normale. Penso che si siano avvicinati a 100 persone e ne abbiano ottenute 15, forse”.

“Hanno cercato principalmente fra il personale di produzione, quindi non gli interessano tanto le prestazioni, quanto piuttosto credo che vogliano costruire l’azienda. È comunque un buon progetto, un Monte Everest da scalare per loro, ma mi piacerebbe giocarmela con le power unit della Red Bull”.

Wolff non ha negato di essersi offerto di raddoppiare gli stipendi del suo staff per incoraggiarlo a rimanere, come affermato anche da Helmut Marko. Il problema però, pare essere stato che le offerte della Red Bull siano andate oltre:

“Raddoppiare gli stipendi è una cosa, ma se li triplichi, a un certo punto, non gareggi più, anche per le persone leali. Ma va bene così, rispetto tutti coloro che vogliono difendere o costruire la propria attività e il tempo di ritorsioni non è ancora arrivato”.

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Classe 1999, aspirante giornalista. Studio Relazioni Internazionali a Roma e scrivo di Formula 1.
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