F1 | Monoposto 2022: Analisi aerodinamica

La F1 nel 2022 assisterà ad una rivoluzione aerodinamica. Scopriamo cosa cambierà e quanto le nuove monoposto saranno più lente.

Vista frontale F1 2022 – Credits: formula1.com

L’aerodinamica delle F1 2022 cambierà profondamente rispetto alle monoposto attuali. L’obiettivo della FIA è quello di permettere ai piloti di poter gareggiare più vicini tra loro. Infatti, per ottenere questo, le nuove vetture sfruttano l’effetto suolo, rendendo l’aria sulle fiancate e al retrotreno meno turbolenta. Così facendo, la vettura che segue sarà in condizioni di preparare il sorpasso in maniera migliore. Analizziamo il prototipo presentato ufficialmente a Silverstone e cerchiamo di capire perchè le auto potranno stare più vicine tra loro.

Cosa aspettarci durante le gare nel 2022

Oltre alle nuove monoposto, faranno il loro debutto i nuovi pneumatici Pirelli da 18 pollici. I team stanno imparando a conoscere le nuove coperture con i test in pista svolti durante gli ultimi mesi. Le nuove gomme sono state disegnate per ridurne il surriscaldamento, un altro aspetto che dovrebbe favorire i sorpassi. Una particolarità che sarà introdotta durante la prossima stagione, riguarda l’appendice posta sopra le ruote anteriori. Lo scopo delle winglets è quello di deviare il flusso di aria disturbato dalle ruote lontano dall’ala posteriore. Infatti, sono proprio le ruote a fornire la componente più rilevante di drag. Anche questa soluzione è stata pensata con l’obiettivo di far correre i piloti più vicini tra loro.

Secondo le presvisioni, le nuove monoposto saranno più lente di 2/3 secondi rispetto alle attuali e continueranno ad utilizzare le stesse power unit. Parte di questo ritardo è causato dall’aumento del peso dovuto ad un irrobbustimento del telaio. Infatti, in caso di impatto le nuove vetture saranno in grado di assorbire il 48% e il 15% di energia in più, rispettivamente sul frontale e nelle fiancate. Inoltre, in caso di incidente grave, la power unit sarà in grado di separarsi dal telaio senza esporre il serbatoio.


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Ala anteriore

La nuova ala anteriore si presenta in forma più semplificata rispetto alle ali attuali. Come si nota dal confronto, non sarà più presente la zona piatta centrale su cui poggiano i piloni del musetto. Dal prossimo anno, il muso sarà integrato tra i flap che saranno al massimo quattro. Un’altra evidente novità riguarda la zona degli endplate. Infatti essi saranno più alti e curvati verso l’interno, con l’intento di ridurre il fenomeno dell’out-wash. Ovvero, si vuole ridurre il più possibile l’aria turbolenta all’esterno delle ruote favorendo l’in-wash e l’up-wash. Continuando ad approfondire il prototipo presentato ufficialmente, risalta l’assenza dei footplate, cioè il gradino che si trova alla base dell’endplate. Pur essendo un dispositivo che aumenta l’efficienza aerodinamica dell’ala anteriore, questo genera delle turbolenze che la FIA sta cercando di ridurre al minimo.

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Ala posteriore

Come l’ala anteriore, anche quella posteriore è stata completamente rivista. Dal prototipo ufficiale è stato omesso per motivi pratici ed estetici il meccanismo del DRS, tuttavia non si abbandonerà l’ala mobile. Da un rapido confronto, la prima differenza visibile riguarda gli endplate. Infatti, essi non presentano nessuna paratia verticale e la loro parte terminale è arrotondata. Mentre le ali posteriori attuali direzionano il flusso d’aria verso l’alto, quelle nuove lo devieranno anche verso l’esterno. Inoltre, la scia al retrotreno delle nuove monoposto sarà più stretta e, grazie al nuovo diffusore, seguirà una via più ripida permettendo all’auto che segue di avere davanti a sè un’aria più pulita. In aggiunta, come è evidente dalla foto sottostante, le nuove ali posteriori avranno un’appendice sopra il diffusore. Quest’ultima avrà il compito di far crescere la zona a bassa pressione in uscita dall’estrattore per aumentare la portata d’aria sottostante, rendendo l’effetto suolo più efficace.

Ala posteriore – Credits: formula1.com

Diffusore ed effetto suolo

Tutte le vetture, in particolare quelle da corsa, sfruttano l’effetto suolo. Infatti, il fondo e il diffusore di una macchina possono essere immaginati come dei tubi di Venturi. Questo, porta ad un aumento del carico aerodinamico prodotto dal sottoscocca, fondamentale per generare carico senza ottenere delle componenti rilevanti di resistenza all’avanzamento. Nelle nuove monoposto, i team avranno maggiore libertà di sfruttare le potenzialità del fondo. Infatti, l’aerodinamica della F1 2022 vuole massimizzare i benefici dell’effetto suolo. Per farlo, la FIA ha pensato di introdurre un diffusore di dimensioni maggiorate con dei tunnel sotto il fondo. Proprio grazie a questi, è stato possibile eliminare i barge boards e i generatori di vortici. Infatti, non è più necessario sigillare con una minigonna aerodinamica il flusso di aria sotto il fondo ed in aggiunta la scia che si ottiene è più pulita. Così facendo, la Federazione vuole garantire alle vetture di potersi seguire senza eccessivi disturbi.


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Possibili sviluppi

I tifosi sperano di vedere delle vetture diverse tra loro e, con tutti i team che partono da un foglio bianco, sarà possibile. Il prototipo della vettura presentato a Silverstone rappresenta una semplificazione dei nuovi concetti. Probabilmente, le monoposto che scenderanno in pista a partire dal prossimo anno, saranno diverse in molti dettagli. Possiamo aspettarci di vedere delle pance diverse tra loro in base agli ingombi dei motori. Inoltre, sarà interessante scoprire come gli ingegneri svilupperanno la zona anteriore del fondo e il diffusore. La chiave di riuscita delle nuove monoposto sarà nella capacità dei gruppi di lavoro di trovare la miglior soluzione aerodinamica tra sottoscocca e ala posteriore in modo che questi due elementi lavorino al meglio. I simulatori e i calcolatori, saranno fondamentali per riuscire nel compito di stare davanti agli avversari.

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