F1 | Montezemolo: Un rimpianto non aver portato Senna alla Ferrari

L’ex presidente della Ferrari si racconta ai microfoni di SkySport, parlando del suo periodo a Maranello

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Credit: unkown

Intervistato da SkySport, Luca Cordero Di Montezemolo ha parlato degli attimi più importanti e alcuni retroscena della sua gestione, passando poi al presente targato Vettel-Leclerc . Spicca sicuramente il “sogno incompiuto” di portare Senna in Ferrari:

“Il mio più grande rimpianto? Sicuramente non aver portato Ayrton Senna alla Ferrari. Venne a casa mia a Bologna prima dell’incidente di Imola, dicendomi che voleva liberarsi della Williams e venire a correre a tutti i costi per noi. Avremmo dovuto parlarne dopo Imola, ma purtroppo successe quel che successe. Voleva venire qui e sarei stato ben lieto di averlo. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma poi Michael Schumacher è entrato nella storia della Ferrari perché nessuno ha fatto quello che ha fatto lui.”

Già. Nessuno ha fatto meglio del tedesco in rosso che ha firmato 5 titoli mondiali consecutivi dal 2000 al 2004. Ma al suo arrivo a Maranello, non tutti erano ottimisti: montezemolo senna ferrari

“Forse nel ’96 qualcuno era scettico su Schumi, ma ero convinto di quello che facevo. Era il momento giusto. Nei 2 anni precedenti non avevamo la macchina per vincere e Michael è arrivato dopo un grande lavoro di riorganizzazione e quando lui era in grado di fare la differenza. Solo una fase delicata c’è stata nel ’96 con 2-3 gare difficili, in Canada e la pole in Francia a seguito della quale non siamo riusciti a partire. Ma poi la vittoria di Spa e Monza  sono state la base degli anni dei trionfi.”

Ma i 30 anni di Ferrari non sono stati solo Michael per Montezemolo. Alla domanda su cosa gli manca della scuderia, la risposta è:

“Tutto: le persone, l’ambiente…  ho iniziato nel ‘73 come assistente di Enzo Ferrari, poi con Niki Lauda abbiamo vinto nel 1975, perso per mezzo punto la stagione successiva e dopo vinto nuovamente. Sono stato 30 anni in Ferrari, quindi meta della vita dell’azienda e della mia. Ho vinto con piloti diversi 19 campionati, tra piloti e costruttori. E’ normale che mi manchi molto quell’ambiente”.

L’ex presidente, inoltre, non si è sottratto dal dire la sua sul presente della Ferrari, rappresentato da Sebastian Vettel e Charles Leclerc:

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“Vettel era il pilota che Schumacher, già dopo l’esperienza alla Toro Rosso e prima di passare alla Red Bull, avrebbe voluto a tutti i costi per la Ferrari. Ma lo reputavamo ancora immaturo e abbiamo scelto Alonso che con noi, al di là di alcuni aspetti caratteriali, ha fatto grandi cose e  perso due Mondiali all’ultimo. Vettel è molto forte ma è un ragazzo che sente la pressione e che ha  bisogno di essere sostenuto. Ha fatto degli errori, ma anche perché doveva osare e per me in F1 bisogna osare. Leclerc? Fortissimo, ha una grande pressione e speriamo non si monti troppo la testa. Con l’Alfa ha sbagliato poco. Possono convivere lui e Vettel?. Sarà una questione delicata per Binotto. Bisogna spiegare loro che si corre per la Ferrari, come ho fatto io con Barrichello”.

L’ultimo titolo piloti risale al 2007 con Kimi Raikkonen e nel 2008 quello costruttori per la Ferrari. E’ passato tanto tempo da allora, ma per Montezemolo la svolta è vicina:

“La Ferrari ha quasi tutto per tornare a vincere. Siamo vicini, ma manca ancora qualcosa. E’ troppo tempo che non si vince o che non si arriva alla fine del Mondiale con la possibilità di poter vincere”.

 

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